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pubblicato il 5 marzo 2013

Salone di Ginevra: per Marchionne questo è un "difficult time”

Il numero 1 di Fiat-Chrysler parla della situazione politica italiana, ma si mostra fiducioso ricordando che le auto elettriche non le compra quasi nessuno

Salone di Ginevra: per Marchionne questo è un "difficult time”

E’ un Sergio Marchionne visibilmente sereno quello che ha incontrato i giornalisti del Salone di Ginevra nel primo giorno di apertura alla stampa. Tanto che qualcuno gli ha chiesto espressamente se “è contento” e lui ha dovuto puntualizzare che non può essere contento quando l’industria europea dell’auto Europa nel 2012 ha perso 7 miliardi di dollari. Marchionne si è però dichiarato soddisfatto per le novità che il Gruppo Fiat sta presentando in questo motor show e in particolare per LaFerrari e la nuova Alfa Romeo 4C. Il tradizionale question time è poi partito dall’attualità politica che ha delle forti ripercussioni sull’economia e sul mercato dell’auto. Riportiamo di seguito alcuni passaggi salienti del botta risposta con i giornalisti.

La situazione italiana è più complicata, cosa significa per la Fiat?
Marchionne - L’incertezza politica sta creando incertezza sui mercati. E questo rende difficile la vendita di automobili. Abbiamo bisogno di governabilità, cosa che oggi non abbiamo. Ho poco da dire finchè non vediamo dove andiamo a finire. E’ molto difficile fare previsioni…

I grillini hanno preso il 25%, nel loro piano programmatico le auto sono certo incentivate… se dovesse arrivare un Ministro grillino cosa succederebbe?
Marchionne - Se la soluzione è quella di svuotare di auto le città italiane andremo ulteriormente a deprimere il consumo e questo avrebbe implicazioni sugli stabilimenti italiani. Ma è bene non farci minacce da soli. In un mondo ideale le macchine non esisterebbero e andremmo tutti in giro volando o in bicicletta. Ma viviamo nella reltà.

Cosa pensa di Grillo e del Movimento 5stelle?
Marchionne - Non ho la minima intenzione di esprimere opinioni personali su questo tema. Quello che abbiamo visto in Italia con il voto è un fenomeno comprensibile. Ora che stiamo sfasciando tutto, bisogna però anche pensare a costruire il futuro. Sfasciare e facile, costruire è difficile. L’incertezza è altissima, non si riesce a capire cosa sta succedendo in Italia. E considerando il debito pubblica bisogna stare attenti. Il presidente Napolitano ha un gran lavoro di fare per gestire anche questa fase di vita del paese.

L’instabilità italiana porterà a rinviare investimenti della Fiat?
Marchionne - No, a meno che non si verifichi un cataclisma. Tipo l’uscita dall’Euro che non sarebbe sostenibile per la nostra industria…

L’obiettivo di ridurre le perdite in Europa è ancora più lontano quest’anno?
Marchionne - Noi non siamo tanto lontani. Io faccio i conti tutti i giorni. Nel 2012 i costruttori generalisti hanno perso 7 miliardi di dollari di cui noi quasi 1 miliardo. Ora Abbiamo la grande opportunità di usare la struttura industriale che abbiamo in Europa per sviluppare i marchi Alfa, Maserati e Jeep.

Recentemente lei aveva parlato anche di un marchio low cost…
Marchionne - Rimane una possibilità. C’è spazio fino a quando l’industria è capace a finanziare le perdite di 7 miliardi di dollari all’anno. Ve ne parlo quando avremo le idee più chiare. Abbiamo tantissime opportunità. Ma dovrebbe cambiare il sistema di vendita. Quello tradizionale non è sostenibile. L’auto sarebbe venduta anche in Europa.

Cosa ne pensa dell’ibrido PSA presentato qui a Ginevra?
Marchionne - Beh anche noi abbiamo la Fiat 500 elettrica qui a Ginevra…

Ma è un auto che vendete in perdita...
Marchionne - Perchè loro no? Voglio vedere… Vedremo il costo del prodotto. Non vorrei scioccarla ma il numero di auto elettriche vendute in Europa è pari quasi zero. Possiamo fare casino nei Saloni e far vedere che abbiamo tutto, ma poi se la gente non compra non andiamo da nessuna parte. Noi stiamo lavorando su varie tecnologie, ma le presenteremo quando potremo guadagnare.

Autore: Redazione

Tag: Live , Fiat


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