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pubblicato il 4 marzo 2013

Lamborghini Veneno

Sembra un prototipo da corsa, ma con i suoi 355 km/h è la stradale più veloce del Toro. Nata per i 50 anni, è una speciale da 3,6 mln di euro prodotta in 3 esemplari

Lamborghini Veneno
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Come degno tributo ai 50 anni di Lamborghini Automobili, viene svelata al Salone di Ginevra (7-17 marzo 2013) la Lamborghini Veneno, vettura esclusiva e speciale che rappresenta l’anello di congiunzione fra le supercar stradali e i prototipi da corsa. La Lamborghini Veneno è infatti omologata per l’uso stradale, ma le sue doti stilistiche e costruttive la rendono molto vicina alle auto da corsa, non fosse altro per il prezzo d’acquisto pari a 3 milioni di euro (tasse escluse), che sommati 21% di IVA diventano 3.630.000 euro. Ma il prezzo non deve spaventare, perché questo Toro da 750 CV e 355 km/h verrà prodotto in soli 3 esemplari, già tutti venduti. Il nome della Lamborghini Veneno (veleno, in spagnolo) è invece derivato, come da lunga tradizione, da quello di un toro da corrida. La Casa di Sant’Agata Bolognese ci informa infatti che Veneno è stato uno dei tori più veloci nella storia dei combattimenti, divenuto famoso nel 1914 per aver ferito a morte il torero José Sánchez Rodríguez nell’arena andalusa di Sanlúcar de Barrameda.

AERODINAMICA DA PISTA, SU STRADA
Tutto sulla Lamborghini Veneno è ottimizzato per la migliore aerodinamica e la stabilità in curva, come lasciano intuire le vistose appendici alari applicate all’hypercar emiliana. L’anteriore a freccia con fari verticali a “Y” è caratterizzato da un grosso alettone multiplo che genera il massimo carico aerodinamico sull’avantreno e da ampi canali che guidano l’aria verso gli sfoghi sul cofano. La fiancata non è da meno ed esibisce importanti fasce sottoporta in fibra di carbonio, passaruota di grandi dimensioni e una coppia di prese d’aria posteriori che garantiscono la corretta fluidodinamica e raffreddamento del motore. La stessa grinta ripresa dalle sport prototipo la si ritrova nell’alettone di coda regolabile della Lamborghini Veneno, che assieme al fondo piatto e ad una serie di estrattori mai visti prima su una vettura stradale offrono un elevato carico aerodinamico. Quello che ne deriva è una grande stabilità nelle curve veloci, giusto per soddisfare chi fa delle sessioni in pista una buona e appagante abitudine. Il cofano motore ha sei sfoghi a forma di cuneo per dissipare il calore generato dal 12 cilindri e si prolunga sull’abitacolo a forma di pinna, proprio come le vetture che corrono la 24 Ore di Le Mans; lo scopo di questa pinna è quello di migliorare il bilanciamento del retrotreno della Lamborghini Veneno e l'efficienza in fase di frenata, oltre che a limitare il calo del carico aerodinamico agli alti angoli di imbardata. I cerchi monodado misurano 20” davanti e 21” dietro e sono dotati nella parte esterna di un anello in fibra di carbonio che funge da turbina per soffiare aria fresca sui freni carboceramici. Il colore grigio metallizzato della Lamborghini Veneno presenta elementi lucidi e si alterna al nero della fibra di carbonio. La vettura esposta a Ginevra (esemplare 0, per i test) è invece l’unica ad avere l’intero tricolore della bandiera italiana dipinto sulla fiancata, a differenza delle tre vendute ai clienti che presentano ognuna un dettaglio verde, uno bianco e uno rosso.

CARBONIO ANCHE DENTRO
La fibra di carbonio domina l’abitacolo della Lamborghini Veneno, dove sono stati utilizzati materiali innovativi brevettati da Lamborghini come Forged Composite e CarbonSkin. In particolare il tessuto in fibra di carbonio CarbonSkin è utilizzato per rivestire l'intero abitacolo, parte dei sedili e l'area sottotetto. Questo materiale unico è impregnato in una resina speciale che mantiene duttile il rivestimento e permette una notevole riduzione dei pesi. Il pannello strumenti ridisegnato ha una grafica aggressiva, include l’indicatore della forza G e fornisce al pilota tutte le informazioni necessarie al controllo della vettura.

750 CV PER 1.450 KG
Il V12 da 6,5 litri di cilindrata deriva da quello ospitato al posteriore della Aventador, con una potenza elevata però a quota 750 CV grazie all'allargamento dei condotti di aspirazione, all'ottimizzazione della termodinamica, a un leggero incremento del regime di rotazione e ad un’ulteriore riduzione della contropressione allo scarico. Il cambio manuale ISR a 7 marce, la trazione integrale permanente e le sospensioni push-rod sono state tarate con regolazioni specifiche per la Lamborghini Veneno. Il telaio sfrutta le tecnologie provenienti dal mondo delle corse, come le sospensioni push-rod e i gruppi molla/ammortizzatore montati orizzontalmente. La più affascinante delle tecnologie applicate alla Lamborghini Veneno è però sotto la pelle in fibra di carbonio, dove si cela un telaio monoscocca parimenti in CFRP (Polimeri rinforzati in fibra di carbonio) visibile anche nelle pareti dell’abitacolo. Il risultato di tutto questo lavoro sui materiali compositi della Lamborghini Veneno è un peso a secco di 1.450 kg, addirittura 125 kg meno della Aventador.

DA 0 A 100 ORARI IN 2,8 SECONDI
In questo modo la Lamborghini Veneno finisce per avere l’ottimo rapporto peso/potenza di 1,93 kg/CV, cosa che le permette di raggiungere i 100 km/h da fermo in 2,8 secondi e di raggiungere i 355 km/h. L’esemplare numero 0 esposto a Ginevra verrà probabilmente utilizzato dalla stessa Lamborghini per continuare l’attività di sviluppo e innovazione sia su strada che su pista, mentre le tre Veneno destinate ai clienti saranno prodotte e consegnate nel corso del 2013.

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Tag: Novità , Lamborghini , ginevra , auto italiane , serie speciali


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