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pubblicato il 20 febbraio 2013

Volkswagen Maggiolino Cabriolet, il ritorno di un'icona pop

La terza generazione della decappottabile più famosa del mondo convince per comfort e stile. E la 1.6 TDI promette consumi contenuti. Da 23.800 euro

Volkswagen Maggiolino Cabriolet, il ritorno di un'icona pop
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Con oltre 21 milioni di esemplari prodotti in 65 anni di storia il Maggiolino rimarrà per sempre l'unica ed autentica "auto del popolo". E questa è una storia risaputa. Ma il Maggiolino Cabriolet, nonostante sia stato realizzato in "appena" 330.000 esemplari, non rappresenta forse l'auto che meglio di ogni altra ha espresso il concetto di cultura pop, quella contaminazione tra "alto" e "basso" che ha influenzato ogni aspetto della nostra vita? Nata nel 1948 da un'idea del carrozziere tedesco Karmann, nei decenni successivi sarebbe diventata l'auto simbolo insieme del movimento hippie, dei rockers, dei surfer californiani e anche della "dolce vita". Insomma, l'auto di chi affrontava la propria esistenza con in testa un'idea ben precisa di libertà. Il Maggiolino Cabriolet di terza generazione che abbiamo provato nella motorizzazione 1.6 TDI 105 CV DSG in allestimento Design nell'appropriata location della Costa Azzurra insieme alla sua progenitrice Typ 1303 ci ha riportato indietro a quella seconda metà del secolo scorso così densa di avvenimenti, ma ci ha fatto apprezzare anche le qualità delle vetture odierne, infinitamente più piacevoli da guidare checché ne dicano i puristi del motorismo d'epoca.

OGGI COME UNA VOLTA
La matita di Walter de Silva ha accontentato però anche loro. Come nella versione Coupé, i tratti principali dello stile rimangono i medesimi dell'antenata con quei parafanghi sporgenti come oggi non li fanno più, le forme tondeggianti e la capote che si ripiega dietro i sedili posteriori in 9 secondi e mezzo (e ce ne mette 11 a richiudersi) con un cinematismo a "K" più o meno come nell'originale. Profilo e dimensioni rimangono praticamente uguali, tranne che per un'altezza inferiore di 3 cm rispetto alla versione con carrozzeria chiusa e oltre alla capote in tessuto disponibile in due colori – nero e grigio chiaro - l'unica differenza, appena percepibile, è l'andamento del parabrezza più verticale per offrire maggiore protezione in caso di ribaltamento e più spazio sopra la testa dei passeggeri anteriori. Viene mantenuto inoltre il grintoso spoiler, mentre un inserto cromato che corre lungo la linea di cintura separa visivamente la carrozzeria dalla capote.

QUEL TOCCO RETRO' CHE PIACE
Per quanto riguarda gli interni non possiamo che confermare l'ottima impressione che ci aveva fatto l'abitacolo del Maggiolino Coupé, frutto di un'"operazione nostalgia" che ha ripescato dal cassetto dei (bei) ricordi alcuni elementi retrò come la plancia in tinta con la carrozzeria insieme alle razze del volante e il cassettino superiore per la verità un po' scomodo da aprire. Nonostante sia una vetttura che punta a toccare il cliente nelle emozioni, l'abitabilità è ottima nei posti anteriori, i vani per riporre gli oggetti di uso quotidiano sono tanti e tutti ben raggiungibili e la qualità di materiali, componenti e accoppiamenti è come d'abitudine sulle vetture Volkswagen ad un livello eccellente. Un po' più sacrificati sono i passeggeri del divano posteriore, frazionabile ed abbattibile diversamente dalla precedente New Beetle per consentire di caricare nel bagagliaio da 225 litri oggetti lunghi, che possono essere sistemati anche attraverso una botola piuttosto larga. L'accesso al baule risulta però pregiudicato da un portellino formato "mini" ed il volume è sufficiente per due trolley formato cabina e poco altro. Nel vano di carico trova spazio anche il frangivento ripiegabile offerto di serie, che si monta abbastanza facilmente una volta acquisita una certa padronanza, però costringe a rinunciare ai sedili posteriori.

VENTO DI LIBERTA'
Quando si sale su una nuova decappottabile e il meteo lo consente è impossibile resistere al gioco "apri-chiudi-apri". La prima prova che ci concediamo una volta a bordo riguarda quindi l'azionamento della capote, un giochetto facile facile perché l'unico gesto da compiere è tirare o spingere la levetta vicino al retrovisore interno. Quando il tetto arriva a fine corsa ci pensa lo schermo del computer di bordo ad avvertire del completamento dell'operazione, che avviene con un movimento fluido e silenzioso ed è possibile eseguire anche in movimento fino alla velocità di 50 km/h. La sensazione di ariosità è tanta, grazie al fatto che la sommità del parabrezza si ferma davanti alla testa del guidatore e non la sovrasta come invece accade in alcune cabrio e spider, vetture la cui godibilità passa anche per questi dettagli. Purtroppo però, la protezione non è proprio ottima e la nuca degli occupanti dei posti anteriori risulta piuttosto esposta ai flussi d'aria. Il comfort naturalmente migliora parecchio montando il frangivento offerto di serie e chiudendo sia i finestrini anteriori che i posteriori, ma anche alle basse velocità qualche fastidioso spiffero riesce sempre ad intrufolarsi, mentre in configurazione chiusa l'isolamento acustico non è poi distante dal Maggiolino col tetto. Quello che non si percepisce affatto anche a capote aperta è il rumore del propulsore 1.6 TDI da 105 CV che rappresenta l'offerta entry level delle motorizzazioni Diesel del nuovo Maggiolino cabrio. Un motore a gasolio su una convertibile è di solito piuttosto fastidioso da sentire, invece il collaudato propulsore di Wolfsburg gira silenzioso e privo di vibrazioni con coppia e prontezza abbondanti anche per la massa del Maggiolino Cabriolet, superiore di 114 kg a quella del coupé, con il vantaggio di consumare appena 4,9 litri/100 km nel ciclo medio, un valore che abbiamo confermato nella nostra prova a passo rilassato lungo la riviera francese. L'abbinamento con il cambio a 7 marce DSG a doppia frizione è assolutamente consigliabile, con la trasmissione made in Wolfsburg che si conferma tra le migliori sul mercato assicurando cambi di rapporto fluidi e appena percettibili e una risposta agli input del conducente "telepatica". Unico neo, la disponibilità solo come optional dei paddles al volante (costano 291 euro), ma nel complesso sono 1.900 euro in più sul conto finale spesi benissimo. La trasmissione DSG migliora ancora di più il comfort a cui contribuiscono sospensioni capaci di assorbire senza battere ciglio qualsiasi iregolarità, ma non troppo cedevoli nella guida più spensierata. E' l'effetto dell'adozione delle sospensioni posteriori multlink, che sulla variante coupé sono presenti solo sulla top di gamma 2.0 TSI Sport.

DA 23.800 EURO
Il listino prezzi del nuovo Maggiolino Cabriolet parte dai 23.800 euro della versione d'ingresso 1.2 TSI design ed arriva fino ai 32.600 euro della 2.0 TDI Sport DSG. La versione 1.6 TDI Design DSG da noi provata costa 28.450 euro, al netto delle infinite possibilita di personalizzazione (vedi nostro listino). Da segnalare la possibilit di optare per i pacchetti 50's, 60's e 70's rispettivamente da 3.000, 3.000 e 3.700 euro ispirati allo stile in voga i quei decenni attraversati dal Maggiolino sempre sulla cresta dell'onda.

Scheda Versione

Volkswagen Maggiolino Cabriolet
Nome
Maggiolino Cabriolet
Anno
2012
Tipo
Normale
Segmento
compatte
Carrozzeria
Cabriolet
Porte
3 porte
Motore
Prezzo
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Autore:

Tag: Test , Volkswagen , auto europee


Listino Volkswagen Maggiolino

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
1.2 TSI Design BlueMotion Tech. anteriore benzina 105 1.2 4 € 25.450

LISTINO

1.6 TDI Design anteriore diesel 105 1.6 4 € 27.500

LISTINO

2.0 TDI Design BlueMotion Tech. anteriore diesel 110 2.0 4 € 28.900

LISTINO

1.6 TDI Design DSG anteriore diesel 105 1.6 4 € 29.400

LISTINO

1.4 TSI Sport BlueMotion Tech. anteriore benzina 150 1.4 4 € 30.150

LISTINO

2.0 TDI Design DSG BlueMotion Tech. anteriore diesel 110 2.0 4 € 30.800

LISTINO

1.4 TSI Sport DSG BlueMotion Tech. anteriore benzina 150 1.4 4 € 32.050

LISTINO

2.0 TDI 150cv Sport BlueMotion Tech. anteriore diesel 150 2.0 4 € 33.500

LISTINO

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