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Retrospettive

pubblicato il 10 febbraio 2013

Nissan Micra, 30 anni “macro”

In Europa dal 1983, l'utilitaria giapponese ha conquistato 6 milioni di automobilisti e il premio Auto dell'Anno

Nissan Micra, 30 anni “macro”
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Sul finire degli anni Settanta Nissan è un marchio ancora poco conosciuto fuori dai confini nazionali. A conferirgli una certa notorietà sono pochi modelli, come la fuoristrada Patrol e la sportiva con 240Z commercializzata con il logo Datsun. Lo stesso presente sulla calandra dell'utilitaria Cherry, modello concepito negli anni Sessanta che fatica a reggere la concorrenza delle più moderne contendenti, in particolare delle “piccole” Honda come la City. Per contrastare il predominio delle rivali Nissan decide di avviare il progetto “K” per lo sviluppo di una nuova utilitaria, questa volta con il marchio Nissan. E' il germoglio che porterà la casa giapponese a conquistare i mercati di tutto il mondo.

IN GIAPPONE NASCE LA MARCH
Le direttive per la realizzazione del modello K10 sono poche e chiare: deve essere di piccole dimensioni, leggera e con una meccanica parsimoniosa e affidabile. E deve avere un'immagine innovativa che segna una rottura con il passato. I tecnici lavorano alacremente sull'erede della Cherry, così come i designer che seguono la tendenza stilistica del momento: linee tese che privilegiano la razionalità costruttiva piuttosto che la creatività. Il risultato di tale impostazione è visibile al debutto della K10, ribattezzata March nel 1982: un'utilitaria che perde l'originalità della Cherry, ma di sicuro interesse sul fronte tecnico. Il motore, un “mille” da 52 CV, è efficiente e consuma poco, merito pure del peso inferiore ai 700 kg. Altrettanto funzionali sono le unità che si aggiungono nel corso degli anni, il 1.2 con 60 CV e un pregevole 900 cc turbo da 110 CV capace di spingere la March fino a 180 km/h e a farla scattare da 0 a 100 km/h in appena 7,7”. Un perla che sarà destinata ad appena 10.000 esemplari.

IN EUROPA DIVENTA MICRA
La nuova utilitaria riscuote un buon successo in patria, tanto che i responsabili di Yokohama pensano di rafforzare la modesta presenza all'estero di Nissan con il nuovo modello. Prima di farlo, però, è necessario trovare un altro nome alla vettura dato che March pare poco adatto per i mercati di oltreconfine, sia per fonetica sia per significato, “marcia” in inglese. La scelta cade su Micra, termine dal suono più dolce e che sintetizza bene l'essenza del modello: piccola (è lunga 374 cm e larga 156) ma preziosa. Lo sbarco in Europa avviene nel 1983 e anticipa di un anno il debutto in Nord America. In realtà, nel Vecchio Continente l'utilitaria è proposta inizialmente in pochi mercati, quali la Gran Bretagna, dove riscuote un discreto successo grazie anche al prezzo competitivo e alla scarsa concorrenza interna, di fatto limitata alla Austin Metro e all'intramontabile Mini. Un risultato che consente a Nissan di strutturata meglio in Europa inaugurando un insediamento in Spagna (1983), lo stabilimento di Sunderland (1984) e l'European Technical Centre (1988) nel Regno Unito e l'istituzione di Nissan Italia nella Penisola (1988). Quando arriva nel 1990 non suscita grande attenzione, sia perché è ormai un progetto datato malgrado i due restyling (1986 e 1989), sia perché le rivali nazionali, le Fiat Uno e Panda, vanno fortissimo.

K11, UN PROGETTO MONDIALE
Per conquistare il Vecchio Continente la dirigenza Nissan capisce che si deve progettare un nuovo modello, siglato K11, sulle esigenze degli automobilisti europei. Per svilupparla i responsabili del marchio coinvolgono numerosi dipartimenti, dagli uffici in Giappone al Centro Tecnologico Europeo fino ai tecnici dello stabilimento di Sunderland che provvederà pure alla produzione per i mercati europei. Yoshikazu Hanawa, vicepresidente e direttore generale di Nissan Motor Corporation, incarica la supervisione del progetto all'ingegnere Tokuichiro Hosaka, mentre il design è affidato a Ryoichi Kuraoka, capo del Centro Stile. L'obiettivo è quello di creare una vettura innovativa in termini tecnologici, rispettosa dell'ambiente e con uno stile in grado di trasmettere a chi l'osserva i contenuti tecnici che nasconde sotto la carrozzeria.

SIMPATIA A QUATTRO RUOTE
Dopo mesi di duro lavoro la nuova Micra debutta sul mercato nel 1992 riscuotendo subito apprezzamenti. A piacere sono le linee tondeggianti e morbide o, come le definisce Hosaka, “dolci e rassicuranti”. Un aspetto “simpatico” e originale che nasconde, come da copione, contenuti interessanti. A cominciare dall'abitacolo, pratico e spazioso, come il bagagliaio (da 206 a 960 litri la capacità), in relazione ai 372 cm di lunghezza e 159 di larghezza. Ottima è pure la dotazione di serie per un'utilitaria che, tra l'altro, comprende il servosterzo, le cinture di sicurezza con pretensionatori e le barre anti intrusione nelle pontiere, nonché un lungo elenco di optional di solito riservato ad auto di categoria superiore, quali ABS e climatizzatore.

UNA VETTURA “GENTILE”
Superiore alla concorrenza è pure la meccanica, grazie ai due motori benzina dotati di iniezione elettronica e 16 valvole che assicurano al 1.0 da 55 CV e al 1.3 da 75 CV buone prestazioni e consumi ridotti, nonché qualità ecologiche allora non comuni. A sottolinearlo è lo stesso ingegner Hosaka che definisce la K11 una vettura “gentile” con la natura perché inquina poco, è silenziosa e poco ingombrante e quasi completamente riciclabile. A completare l'eccellenza della nuova Micra è l'elevato livello di assemblaggi e finiture ottenuto con un rigoroso programma di qualità all'interno dell'impianto di Sunderland. Una serie di pregi che fanno vincere alla K11 l'ambito premio di Auto dell'Anno del 1993, il primo conferito ad un marchio giapponese. Un riconoscimento che è accolto con entusiasmo da Hanawa, come racconta in un intervista al Corriere della Sera: “noi siamo doppiamente fieri di questo perché Nissan festeggia nel 1993 i suoi sessant'anni e non ha una storia così illustre ed antica come, per esempio, Mercedes Benz o Rolls Royce”.

IMMUTATA NEL TEMPO
Nel corso degli anni la Micra si arricchisce di numerose novità. A livello tecnologico le principali riguardano la disponibilità del cambio a variazione continua CVT e l'arrivo di altri due motori, un'unità a gasolio, la 1.5d da 57 CV, e un prestante 1.4 da 82 CV capace di scattare da 0 a 100 km/h in 11,9”, di raggiungere i 170 km/h e di percorrere 16,4 km con un litro di benzina. Meno evidenti gli aggiornamenti estetici, almeno se si escludono le varianti cabriolet, berlina a tre volumi e station wagon realizzate per alcuni mercati. Per il resto la 3 e 5 porte subiscono modifiche modeste in occasione dei restyling, prima nel 1996 e poi nel 1998. Una sostanziale conferma dello stile voluto da Kuraoka che rimarca la validità del progetto iniziale che ha permesso alla K11 di arrivare quasi immutata al nuovo millennio, quando nel 2002 è sostituita dalla K12.

LA “MM” DI KURAOKA
Lo sviluppo della terza generazione della Micra preoccupa non poco i responsabili di Yokohama. Sostituire un modello di successo non è mai facile, soprattutto se, come la Micra, ha un'estetica che ormai è entrata nell'immaginario collettivo. Per progettare la nuova vettura, quindi, Ryoichi Kuraoka estremizza le linee rendendole ancora più tondeggianti. Una soluzione che, prima di essere approvata, viene messa al vaglio di critica e pubblico con la concept car “mm” esposta al Salone di Francoforte del 2001. Il responso positivo ricevuto alla rassegna tedesca dà il via definitivo al nuovo stile della terza serie che debutta nelle concessionarie l'anno dopo.

LA FESTA CON LA 30TH ANNIVERSARY
Come l'antenata, la K12 si fa apprezzare pure per la meccanica, la qualità costruttiva e l'affidabilità. Caratteristiche che le consentono di proseguire il successo della K11 e di avere una lunga vita durante il quale sono introdotte interessanti novità. La più eclatante è la C+C, un'originale coupé cabriolet con tetto retrattile in metallo che non passa certo inosservata. Il resto è storia recente (per altro narrata in modo egregio in un precedente articolo precedente articolo, con il debutto della quarta serie, la K13, nel 2000 che fa diventare la Micra una vera e propria world car venduta in oltre 70 mercati del mondo, compresi quelli di Cina e India, e consente all'utilitaria di superare la quota di 6 milioni di vetture prodotte. Un successo lungo trent'anni festeggiato di recente con l'edizione speciale 30th Anniversary.

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Autore: Stefano Panzeri

Tag: Retrospettive , Nissan , auto giapponesi , auto storiche , anniversari


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