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pubblicato il 31 gennaio 2013

Lamborghini Aventador Roadster: astenersi cardiopatici

Più che una sportiva, una "frusta" per i sensi. Un eccitante legale riservato a pochi facoltosi (e sani di cuore) eletti

Lamborghini Aventador Roadster: astenersi cardiopatici
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Puff Daddy apprezzerà. Con lui Mario Balotelli, Cristiano Ronaldo e Fabrizio Corona... Beh no, Corona avrebbe apprezzato. Lo avrete capito, la Lamborghini Aventador Roadster è vietata ai timidi e agli amanti dell'understatement: una caratteristica comune a tutta la produzione di Sant'Agata Bolognese, certo, ma che nel caso della hyper-car tocca apici forse mai raggiunti dai "tori" del passato e del presente. La questione non è solamente estetica - e già ce ne sarebbe per far girare la testa persino al meno interessato alle automobili - ma anche acustica: gli scarichi emettono vibrazioni che suonano come una dichiarazione di guerra, prima ancora che come manifesto di eccellenza tecnologica italo-tedesca. Roba da pelle d'oca.

GUEST STAR SULLA OCEAN DRIVE
In quel di Miami, dove la Lamborghini ha deciso di far debuttare la sua ultima scoperta, all'ostentazione sono abituati; un pick-up da 6 metri x 2,5, nero e con cerchi cromati da 23", non desta il minimo stupore. Ma "lei" sì. Bassa, larga oltre misura e di una cattiveria feroce, la creatura del Toro è una vera calamita per gli sguardi persino da queste parti. Avere il privilegio di viverla da dentro, poi, significa vivere emozioni uniche anche viaggiando all'1% del potenziale della vettura. Il merito è del sedile che avvolge guidatore e passeggero in un abbraccio da vettura da corsa, della strumentazione volutamente ispirata a quella degli aerei e alla posizione di guida che sfiora l'asfalto. E pazienza se l'adozione del cambio elettroattuato con frizione singola dia qualche strattone sia in salita che in scalata (a differenza di quelli a doppia frizione di Ferrari 458 Spider e Mclaren 12C Spider, più fluidi e sfruttabili): un oggetto di questo genere non è fatto per i compromessi. A proposito di compromessi, se siete deboli di schiena le vostre vertebre potrebbero avere qualcosa da ridire. Tra lo sforzo richiesto per calarsi nell'abitacolo e la fedeltà nel riprodurre tutto ciò che c'è sull'asfalto, la Aventador non è tenera nemmeno in questo senso. Ma datele pochi metri di asfalto e provocatela col piede destro, che lei darà senso a ogni euro dei 363.000 richiesti per acquistarla.

CI VUOLE UN FISICO BESTIALE
700 - settecento - cavalli fanno un discreto effetto anche solo a nominarli. Per non parlare di quando sono lì dietro la schiena pronti ad esplodere: lo 0-100 km/h? Bruciato in 3 secondi. Ancora più impressionante è il valore dello 0-300 km/h: 25,3 secondi. Il tutto, accompagnato da una colonna sonora di cui abbiamo già parlato e da cambiate che sembrano un attentato all'integrità della trasmissione. In modalità Corsa il passaggio da un rapporto all'altro è così violento che sulle prime si teme di rompere qualcosa. Un timore che dura lo spazio di pochi minuti, per poi diventare dipendenza, col rischio di dover chiamare il fisioterapista e farsi rimettere a posto la cervicale. Ma siamo solo all'inizio, perché la trazione integrale della Aventador (che ripartisce il 70% al retrotreno in modalità Strada, il 90% in Sport e l'80% in Corsa) non spreca un Nm né un CV erogato dal V12 da 6,5 litri: in uscita di curva la motricità è così elevata che il mondo sembra essere proiettato in modalità FFWD. Efficacia allo stato puro. A proposito di 4WD, però, qualche controindicazione emerge: rigorosamente in circuito, sulla pista di Homestead, all'approssimarsi del limite la Aventador Roadster mette in luce lo stesso comportamento della sorella chiusa. Il lavoro dell'elettronica che ripartisce incessantemente la potenza tra avantreno e retrotreno limita un po' la fluidità della guida, mentre le (pur leggere) ripercussioni di coppia sullo sterzo non consentono di instaurare un feeling pieno con la vettura. Non solo, la risposta del gas è fin troppo immediata, al punto che ne esce parzialmente compromessa la fluidità di guida: quando si accelera in uscita di curva la "botta" di Nm è talmente grande e improvvisa da alterare l'equilibrio della vettura. Questione di finezze, dettagli che si apprezzano solo nelle condizioni limite concesse dalla pista e che emergono per "colpa" di Ferrari 458 Spider e Mclaren 12C, il top dal punto di vista dell'immediatezza di guida (anche se va detto che appartengono a una categoria inferiore, quella della Gallardo, per intenderci). Per il resto, i freni carboceramici assicurano spazi di arresto da vettura da corsa e, se non si è abituati a girare in pista, dopo qualche km i muscoli cominciano a farsi dolenti.

IL COMFORT? ORGOGLIOSAMENTE LAMBORGHINI
Sfogati i "bassi istinti", usciamo dalla pista di Homestead e ci dirigiamo, nostro malgrado, verso il punto in cui dovremo lasciare la Aventador. Qualche chilometro su strada che permette di capire ancora qualcosa sulla due posti italiana. Innanzitutto, è chiaro che qui lo spazio per i compromessi è strettissimo: mentre sempre più i Costruttori sbandierano - a ragione, peraltro - di riuscire a coniugare sportività e comfort, la Lamborghini non sembra voler cedere a tale tendenza, non del tutto almeno. Ovvio, certi "spigoli" della Murcielago sono stati abbondantemente smussati e il progresso è evidente da ogni punto di vista, ma i tecnici emiliani non hanno voluto snaturare l'essenza ultima di ogni Lamborghini, auto estrema per definizione. Una coerenza concettuale condivisibile, un'impostazione che permette di rimarcare con decisione la propria spiccata identità: non solo, come detto, le sospensioni riproducono fedelmente quasi tutte le irregolairità dell'asfalto, ma per parlare quando il tetto è aperto è richiesto un tono di voce decisamente alto già a 100 km/h. Poco male, il cliente tipo vuole questo. Anche perché, c'è da scommetterci, per viaggiare nel relax il suo parco auto avrà molteplici e valide alternative.

PERDE IL TETTO, MA NEMMENO UN BRICIOLO DI CATTIVERIA
Ultimo, ma non meno importante, il tetto: per non modificare il design - e per ridurre al minimo l'aumento di peso rispetto alla coupé (50 kg) - è composto da una doppia copertura che si rimuove manualmente e si ripone in due appositi alloggiamenti all'interno del bagagliaio. Ovvio, una cosa esclude l'altra, o quasi: se si decide di viaggiare scoperti ci si deve dimenticare di portare con sé qualcosa di più grande di due borse. Detto questo, ognuna delle due coperture pesa solo sei kg e può essere smontata e rimontata da una persona sola, senza l'ausilio di qualcuno. Altra novità è il piccolo lunotto che si può abbassare elettricamente, per far arrivare più nitida la voce dei 12 cilindri che lì dietro si danno un gran da fare. A proposito di cilindri, le normative anti inquinamento hanno imposto ai tecnici Lamborghini il "taglio" selettivo di una bancata: a gas costante e fino a 130 km/h, la centralina disattiva alternativamente la bancata di destra o di sinistra (il ricambio viene effettuato in automatico per mantenere nel range ottimale la temperatura dei catalizzatori) al fine di ridurre consumi ed emissioni.

Scheda Versione

Lamborghini Aventador LP 700-4 Roadster
Nome
Aventador LP 700-4 Roadster
Anno
2012
Tipo
Extralusso
Segmento
sportive
Carrozzeria
Spider
Porte
2 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore: Adriano Tosi

Tag: Test , Lamborghini , auto italiane , usa


Listino Lamborghini Aventador

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
6.5 V12 LP 700-4 4x4 benzina 700 6.5 2 € 366.000

LISTINO

6.5 V12 LP 700-4 Pirelli Edition 4x4 benzina 700 6.5 2 € 380.640

LISTINO

 

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