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pubblicato il 28 gennaio 2013

Dossier Come si Fa

Come si ricarica un'auto elettrica

Tutto ciò che bisogna sapere per fare il pieno di elettricità a una vettura a zero emissioni, sia a casa che con le colonnine

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Fare il pieno inserendo una spina e via: ricaricare un’auto elettrica non è molto diverso da mettere in carica un telefono cellulare, o un computer portatile. Perlomeno non dopo essersi dotati di una tessera magnetica, simile a un bancomat, che permette di “sbloccare” le colonnine pubbliche presenti nelle città italiane più grandi. Oppure non dopo aver fatto richiesta all’Enel o al fornitore locale di corrente elettrica per avere uno speciale “contatore”, studiato per fare il pieno di energia alle batterie.

TEMPO-COSTO-DIFFICOLTA'
In entrambi i casi, differenziando cioè la ricarica pubblica dalla ricarica privata, è sufficiente firmare una sorta di contratto di abbonamento a canone fisso mensile (si va da 25 a 60 euro in media) per abilitare la card e ricaricare quante volte si vuole la propria auto. A seconda della capienza in kWh delle batterie, paragonabile per analogia alla capacità in litri di un serbatoio di benzina o gasolio, il tempo di ricarica di un veicolo elettrico (o ibrido plug-in) varia dalle 1,5 ore della Toyota Prius Plug-in (2 kWh) alle circa 8 ore richieste da uno dei pacchi batterie più capiente del listino, quello della Nissan Leaf (24 kWh). Il costo medio per 1 kWh di energia elettrica, invece, in Italia si aggira intorno a 0,30 euro per ogni kWh: tenendo conto che, per garantirne la durata, le batterie si scaricano mai al 100%, la spesa media per ogni pieno può andare da 1 a 5 euro circa.

COME FARE
Che abbiate fatto installare a casa un punto di ricarica, o che siate “a secco” durante un trasferimento, le operazioni da eseguire sono semplici. Prima di tutto dovete sapere dove poter allacciare la vostra auto alla rete di distribuzione: cercate su internet, dal computer o dallo smartphone, dove sono dislocate le colonnine sul suolo pubblico. A questo punto - lo stesso discorso vale per le wall station, ossia le stazioni di ricarica domestiche - basta avvicinare la tessera al sensore, inserire il cavo fornito in dotazione con la vettura e lasciar caricare le batterie. Da qui in avanti, dei meccanismi di blocco impediscono di scollegare il cavo dall’auto o dalla colonnina, per esempio da un passante (in buona o cattiva fede che sia). Per ripartire, invece, si accosta nuovamente la tessera e si estrae la presa di corrente.

I TRE CONSIGLI DI OMNIAUTO.IT
1) Per altre informazioni sui costi legati ai veicoli a Zero Emissioni, consultate la nostra Guida alle auto elettrica
2) Elettricità e acqua sono due elementi che vanno poco d’accordo: prima di collegare un’auto elettrica sotto la pioggia leggete il manuale d’istruzioni
3) Se per necessità dovete collegare il cavo a una normale presa di corrente, il normale contatore da 3 kWh potrebbe “saltare”: fate una prova prima di allontanarvi

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , auto elettrica , come si fa


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