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pubblicato il 22 gennaio 2013

Fiat: i 19 operai licenziati a Pomigliano d'Arco restano tali

Il Tribunale ha respinto il ricorso della Fiom contro le procedure di mobilità annunciate da Fabbrica Italia Pomigliano

Fiat: i 19 operai licenziati a Pomigliano d'Arco restano tali

I 19 operai licenziati ad ottobre per reintegrare nella fabbrica Fiat a Pomigliano d’Arco rimangono senza lavoro (almeno nello stabilimento auto napoletano). Il ricorso presentato dalla Fiom per farli tornare all'opera è stato respinto dal Tribunale di Roma, che questa mattina ha emesso la sentenza. E' la prima volta nella complessa lotta legale tra Fiat e Fiom che i giudici danno ragione al Lingotto, mentre la sigla sindacale giudica questa ordinanza come "negativa". Michele De Palma, coordinatore nazionale Fiom-Cgil per il gruppo Fiat, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

SENTENZA FIAT: IL COMMENTO DELLA FIOM
"L'Ordinanza della Sezione Lavoro del Tribunale di Roma si fonda sul fatto che ad oggi è stata aperta la procedura di mobilità per 19 persone, ma non c'è stato il licenziamento di nessun lavoratore. Infatti, nell'ordinanza si legge che: 'La mancata conclusione dell'iter volto all'adozione di ipotetici licenziamenti non ha consentito al giudice di apprezzare l'attualità e l'effettività del pregiudizio'. Tanto è vero che il Giudice compensa le spese di lite. Secondo il Tribunale, la 'minaccia' di licenziare 19 lavoratori espressa il 31 di ottobre con l'apertura della procedura di mobilità non appare comportare danni perché 'nessun provvedimento è stato adottato dall'impresa' ed aggiunge in un passaggio successivo che 'diverso è l'obbligo di mantenere una determinata percentuale degli iscritti alla Fiom nell'ambito dell'organico complessivo, obbligo specificamente individuato dal Tribunale di Roma'. Il Tribunale, nel sostenere che la FIP deve attenersi alle norme antidiscriminatorie stabilite nella sentenza precedente, rimanda il problema al momento in cui ci saranno le lettere di licenziamento. Per queste ragioni il riconoscimento 'dell'oggettiva sussistenza delle eccedenze di personale rappresentate da parte aziendale' da parte di Fim, Uilm, Fismic e Uglm nel verbale sulla procedura di mobilità nuoce a tutte le lavoratrici e i lavoratori sia di FIP che di FGA. Inoltre, l'Ordinanza odierna riconosce sia l'interesse della Fiom ad agire che l'interesse a verificare l'esistenza di un pregiudizio a danno di lavoratori iscritti e non. La Fiom-Cgil chiede che la Fiat non proceda coi licenziamenti e che si apra un tavolo di negoziazione che salvaguardi le prospettive industriali e garantisca l'occupazione di tutti i lavoratori anche con l'uso del contratto di solidarietà quale soluzione alternativa alla mancanza di volumi produttivi".

Autore: Redazione

Tag: Attualità , lavoro


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