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pubblicato il 17 gennaio 2013

Honda Civic 1.6 i-DTEC, il diesel che mancava

Progettato appositamente per l'Europa, il nuovo 1.6 a gasolio è brillante e molto parco nei consumi

Honda Civic 1.6 i-DTEC, il diesel che mancava
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La "pappa pronta" i giapponesi della Honda non sanno nemmeno cosa sia: forti di un know-how che molta concorrenza invidia, i motori preferiscono costruirseli in proprio. Ultimo, emblematico esempio è il nuovissimo 1.600 diesel che muove la Civic 1.6 i-DTEC. Un quattro cilindri concepito, progettato e messo a punto specificamente per le esigenze dei clienti europei. Sarebbe stato senza dubbio più facile stringere un accordo commerciale con qualche azienda concorrente e mettere sotto il cofano delle proprie auto uno dei tanti 1.5 - 1.6 o 1.7 già disponibili, visto che così fan tutti. Ma loro no, esigenti e puntigliosi, gli ingegneri Honda si sono messi al lavoro su un'unità tutta nuova che potesse rispettare i rigidi (e autoimposti) parametri della filosofia Earth Dreams, ovvero il “sigillo” di sostenibilità ambientale che la Casa giapponese appone d'ora in poi su ogni propulsore a combustione interna di ultima generazione, ottimizzato al fine di ridurre i consumi, senza però penalizzare il dinamismo. Earth Dreams interesserà gradualmente motori da 660 a 3.500 cc, da due a 6 cilindri, sia aspirati che sovralimentati, accoppiati a cambi manuali o CVT.

LA PAZIENZA, VIRTU' DEI FORTI
La scelta di costruirsi un motore in autonomia ha comportato però qualche anno d’attesa, prima che la Civic potesse offrire un diesel commercialmente appetibile nel Vecchio Continente: in Europa, i 1.600 a gasolio si prendono il 50% della torta del mercato, nel segmento C (quello della Civic). Una latitanza che la Civic ha sicuramente pagato in termini di volumi di vendita, ma che non è stata vana, come abbiamo avuto modo di verificare sulle strade del Rally du Var. Sulle salite e fra le curve di vario raggio dell'entroterra della Costa Azzurra, la Civic 1.6 i-DTEC richiede pochissimi cambi di marcia, grazie alla spinta costante che è in grado di assicurare fin da 1.000 giri. Anche in uscita dalle curve più strette, quando il regime di rotazione è prossimo al minimo, il 1.600 non manca di Nm e la parola vibrazioni non rientra nel suo vocabolario. Non entusiasma, invece, l'allungo oltre i 3.600 giri: non che il motore si "pianti", ma la verve si spegne un po' e passare al rapporto successivo è la scelta migliore. Detto questo, i 10,5 secondi dichiarati dalla Casa per scattare da 0 a 100 km/h e i 207 km/h di velocità massima sembrano alla portata dell'auto. A proposito di numeri, il nuovo 4 cilindri vanta 120 CV e 300 Nm di coppia, con una richiesta di carburante (secondo i dati dichiarati) di soli 3,6 litri per 100 km, emettendo 94 g/km di CO2. Nel corso della nostra prova, fatta di autostrada, extraurbano e urbano, il computer di bordo ha indicato una percorrenza effettiva di 4,8 l/100 km: davvero un ottimo risultato, anche se lontano da quello ottenuto nei cicli di omologazione.

SPORTIVA NO, DIVERTENTE SI'
Con 120 CV, dalla Civic non ci si possono aspettare emozioni da prova speciale. Tuttavia, se è vero che rispetto al 2.2 i-DTEC (che continua a essere venduto) ci sono 30 CV in meno, è vero anche che il peso del propulsore cala di ben 54 kg. Una massa importante, tutta concentrata sull'avantreno, che influisce positivamente sull’efficienza, certo, ma anche sul piacere di guida e sulla stabilità. Basta infilare le prime curve per capirlo. Lo sterzo - il cui rapporto di demoltiplicazione è stato ridotto rispetto alla 2.2 - è preciso e fra i più diretti della categoria (anche se un po' poco comunicativo, a causa della servoassistenza elettrica), mentre la tenuta di strada consente di tenere il passo di qualche sportiva più ben pretenziosa; il grip sviluppato dall'avantreno assicura inserimenti veloci, con un progressivo sottosterzo che emerge solo se si esagera. Anzi, quando si prende un po' di confidenza con la vettura è possibile giocare con i trasferimenti di carico per "arrotondare" la traiettoria e far sparire quasi del tutto le perdite di aderenza dell'avantreno. Il tutto, ovviamente, con la supervisione dell'elettronica, mai invasiva, ma rassicurante.

MPV SOTTO MENTITE SPOGLIE
Lunga 425 cm, larga 176 e alta 146, la Civic continua a essere una delle più corte del segmento C, ma anche una delle migliori nello sfruttamento dello spazio. Sulla giapponese quattro adulti alti 185 cm hanno spazio in abbondanza per testa e ginocchia, mentre l'eventuale quinto deve fare i conti solo con qualche inevitabile compromesso all'altezza delle spalle. Quanto al bagagliaio, il posizionamento del serbatoio del carburante sotto ai sedili anteriori ha liberato uno spazio sorprendente: la capacità spazia tra 477 e 1.378 litri. Non solo: il sedile posteriore, oltre ad essere abbattibile, “annega” nel pavimento della vettura. Ancora, la seduta può essere sollevata e ripiegata a libro contro gli schienali, liberando uno spazio a prova di trasporti eccezionali. Per il resto, l'abitacolo della Civic (rinnovata in molti dettagli nel 2012, ma stretta parente del modello lanciato nel 2005) è uno dei più originali della categoria. La plancia è vagamente aeronautica, dalle forme fascianti e con il cruscotto su due livelli come sul vecchio modello: il tachimetro digitale e lo schermo del computer di bordo sono nella parte superiore, il contagiri analogico e gli altri strumenti si trovano in quella inferiore, anche se ora non c'è più un'unica palpebra ad accoglierli, ma tre quadranti circolari. Un’impostazione scenografica e hi-tech, ma che penalizza un po' la leggibilità delle informazioni. Inoltre, per non occultare il tachimetro, il volante rimane sempre piuttosto basso, limitando le possibilità di regolazione della posizione di guida. Infine, la qualità: le plastiche non sono sui livelli raggiunti dalle tedesche premium, ma si rivelano comunque morbide al tatto; ineccepibile invece l’assemblaggio. Nonostante le numerose superfici che movimentano la plancia, nemmeno i fondi più sconnessi riescono a generare scricchiolii.

QUATTRO ALLESTIMENTI, POCHE PERSONALIZZAZIONI
La Civic 1.6 i-DTEC è proposta in quattro allestimenti: si parte dalla Comfort, venduta a 21.750 euro ma con una dotazione già molto completa, comprensiva di cerchi in lega da 16", climatizzatore automatico, radio con ingressi aux e usb di serie, cruise control e specchietti riscaldabili e a regolazione elettrica. La Sport aggiunge, tra gli altri, i fendinebbia, il "clima" bizona e le ruote di 17" e costa 22.900 euro. 24.900 euro è il prezzo della Lifestyle; 27.100 quello della Lifestyle HDD Sat Navi. Per tutte, l'unico optional disponibile è la vernice metallizzata.

Scheda Versione

Honda Civic
Nome
Civic
Anno
2012 - F.C.
Tipo
Normale
Segmento
compatte
Carrozzeria
2 volumi
Porte
5 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore: Adriano Tosi

Tag: Test , Honda , auto giapponesi


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