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Mercato

pubblicato il 14 gennaio 2013

Alfa Romeo, il rilancio passa attraverso Ferrari e Maserati

Marchionne vuole creare un polo motoristico d'eccellenza in Italia e salvare posti di lavoro producendo auto premium

Alfa Romeo, il rilancio passa attraverso Ferrari e Maserati

Non fornisce dati Sergio Marchionne, e nemmeno si dilunga in analisi di mercato. Al Salone di Detroit, durante la conferenza stampa con i giornalisti, è diretto e molto determinato: Alfa Romeo è al centro del suo lavoro e, se si mantiene riservato sul suo rilancio, è perché è così delicato da meritare il massimo della serierà. "In passato Alfa Romeo è stato abusato - ha detto -. La 159 non vale niente con 400 kg in più di peso e un motore australiano. Non possiamo fare un errore del genere. Lavoriamo silenziosamente per trovare una soluzione ideale coerente con il DNA Alfa. Non possiamo più permetterci di sbagliare. Dobbiamo creare un polo motoristico d'eccellenza in Italia sfruttando le compentenze di Maserati e Ferrari". Poi, dopo aver descritto i punti di forza dell'Alleanza con Chrysler, ha parlato di come l'auto premium salverà i posti di lavoro in Italia e di quando la Fiat stia raccogliendo ottimi risultati fuori dall'Europa e di quante opportunità ci siano ad Est, in Cina.

ALFA ROMEO RINASCERA' PIU' FORTE CHE MAI
Da anni si parla del rilancio di Alfa Romeo. Un prodotto ormai non più giovane come la Giulietta sorprende ancora con risultati di mercato molto positivi (la segmento C del Biscione è stata leader della sua fascia di mercato negli ultimi due mesi del 2012), ma è tempo di novità e il piano è pronto. Il ritorno negli USA si avvicina e da qui al 2016 debutteranno 9 nuovi modelli, di cui ben 8 prodotti in Italia. Il nostro Paese è infatti stato indicato da Marchionne come la culla di Alfa Romeo. Se il punto debole del marchio è stata finora la motoristica, l'ad del Gruppo vuole migliorarla facendo lavorare fianco a fianco i tecnici di Alfa Romeo con quelli di Maserati e Ferrari. "Volkswangen ha interesse a prendere Alfa Romeo, perché loro hanno i motori e sanno che il marchio è fortissimo", ha detto Marchionne. Ma ai tedeschi il marchio non glielo dà. L'obiettivo è farlo rinascere ancora più forte che in passato, anche grazie a Chrysler, con cui - dice Marchionne - è stato risolto un grande problema: la mancanza dell’archittettura.

L'AUTO PREMIUM SALVERA' L'ITALIA
L'Ue non ha voluto aiutare l'auto? Allora sarà l'auto premium a salvare l'Italia. L'investimento per produrre un'auto popolare come la Panda, ha spiegato Marchionne, è superiore a quello che serve per fare due volte i volumi di una Maserati. "Industrializzare grandi volumi richiede investimenti ingenti", ha detto. Per non chiudere stabilimenti in Italia il Gruppo Fiat, da solo e senza aiuti statali o europei, punterà su questo. E in questo quadro Lancia non morirà. Il brand è poco conosciuto e apprezzato fuori dall'Italia, ha ricordato Marchionne, ma è ancora troppo strategico nel nostro mercato (ricordiamo che la Ypsilon si è confermata sul podio delle auto più vendute dell'anno). Per questo "Lancia userà come portfolio di prodotto le auto del marchio Chrysler, oltre alla Ypsilon". Infine, riguardo all’auto low cost a cui Fiat sta lavorando il manager ha smorzato ogni entusiasmo: "Ci stiamo ancora lavorando, ma è diventato anche quello un mercato infestato di concorrenti. Tutti vogliono fare la low cost".

FUORI DALL'ITALIA: SUCCESSI E OPPORTUNITA'
I numeri sull'andamento delle vendite del Gruppo Fiat in Italia e all'estero sono noti e Marchionne ha ricordato che "il centro di gravità dell’azienda si è spostato altrove". Se in Italia il costruttore si è mantenuto nella media, in America ha incassato ottimi risultati. In Brasile Fiat è ancora al primo posto nel mercato dell'auto per l'11esimo anno ed ha registrato nel 2012 il suo record storico di produzione e vendite; negli Stati Uniti sia Fiat che Chrysler hanno chiuso l'anno con soddisfazione. Per questo l'Europa, in preda alla crisi, non è al centro dell'attenzione. Qui "non vedo spazio per nuove alleanze industriali - ha detto Marchionne -. In Asia sì e le stiamo valutando".

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Tag: Mercato , Alfa Romeo , detroit , produzione , torino


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