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Attualità

pubblicato il 9 gennaio 2013

Sciopero treni confermato per venerdì 18 gennaio 2013

La sigla sindacale Or.S.A. ribadisce l'urgenza di cambiare il contratto aziendale

Sciopero treni confermato per venerdì 18 gennaio 2013

Lo sciopero dei treni indetto per venerdì 18 gennaio dalla sigla sindacale Or.S.A. riguarderà dalle ore 9:01 alle 16:59 il personale addetto alla circolazione e per l'intera giornata gli impianti. Maggiori dettagli devono ancora essere noti, mentre in un comunicato il Segretario Regionale Or.S.A. Lombardia, Adriano Coscia, ribadisce la motivazione centrale della protesta: il contratto. E' "un contratto contro il lavoro e contro i lavoratori che deve essere cambiato - scrive - perché ha comportato la cancellazione di fondamentali diritti dei lavoratori di Trenord". Ricordiamo che nelle giornate di sciopero Trenitalia assicura i servizi minimi di trasporto predisposti a seguito di accordi con le Organizzazioni sindacali, ritenuti idonei dalla Commissione di Garanzia per l'attuazione della Legge 146/1990. Riportiamo di seguito la lettera dell'Or.S.A.:

"Dopo la straordinaria partecipazione allo sciopero dello scorso 16 dicembre i lavoratori di Trenord sono costretti, ancora una volta, a protestare ed i cittadini lombardi a subire gli effetti della conseguente completa paralisi della circolazione ferroviaria. Una vertenza che si poteva risolvere con l'indizione del referendum su un contratto aziendale che:
- peggiora il Contratto Collettivo Nazionale della Mobilità Area Attività Ferroviarie
- a parità di retribuzione chiede un aumento di oltre il 25 % di produttività con l’introduzione della media trimestrale e di significative flessibilità;
- introduce un sistema di retribuzione variabile che prevede per il personale degli impianti fissi una sorta di cottimo tra lavoratori, per il personale viaggiante la cancellazione di alcune indennità, per il personale di macchina la decurtazione di oltre il 50% dell’indennità di condotta.
L’applicazione di un contratto che ha causato lo scorso 9 dicembre la settimana più nefasta per qualsiasi impresa ferroviaria e che sta determinando:
o turni di lavoro impegnativi che, in alcuni casi, raggiungono le dieci ore di prestazione durante le quali non è neanche prevista, nelle fasce idonee per la consumazione dei pasti, un’adeguata pausa;
o Sequenze di servizi non omogenee nei carichi di lavoro che, anche per questo, non consentono un recupero fisico; oltretutto i cosiddetti turni a zeta che dovevano caratterizzare la programmazione per il Pdm e PdB anziché essere estesi in tutti gli impianti sono stati cancellati ove rappresentavano una prassi consolidata, anche la regolarità dell’esercizio è a rischio a causa dei numerosi cambi di personale nelle stazioni intermedie.
o Un sistema di premialità che, in particolare nel settore della manutenzione, valuterà sulla base di un numero di indicatori di performance la prestazione individuale resa a confronto con altri individui che mette, quindi, in concorrenza tra loro i singoli lavoratori attraverso la comparazione delle singole prestazioni lavorative.
I lavoratori di Trenord non accettano che un’assemblea di R.S.U. scadute da oltre 6 anni, costituite in due differenti aziende che ha raggiunto la maggioranza solo grazie a quattro telegrammi trasmessi da chi era in ferie si sia sostituita al loro legittimo diritto democratico.
Al nuovo Amministratore Delegato di Trenord comunichiamo ed alle Istituzioni rinnoviamo la nostra completa disponibilità a sospendere immediatamente la protesta in presenza di un accordo che garantisca, a tutti i lavoratori di Trenord, un referendum da effettuarsi entro il mese di Gennaio ed il cui esito sia vincolante per l’applicazione del Contatto Aziendale.
La determinazione e fermezza dei lavoratori di Trenord non si è limitata alla sola protesta sindacale, infatti alcune centinaia di lavoratori hanno presentato ricorso legale al Tribunale di Milano dove il prossimo 30 gennaio è fissata la prima udienza".

Autore: Redazione

Tag: Attualità , scioperi


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