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pubblicato il 9 gennaio 2013

Auto in prestito e carta di circolazione: nessuna novità

Tutto come prima: se si dà la vettura in prestito, il libretto non è da aggiornare

Auto in prestito e carta di circolazione: nessuna novità

Ricorderete il trambusto causato da una possibile novità per chi dà l’auto in prestito: pareva che, dal 7 dicembre 2012, dovesse scattare l'obbligo di aggiornamento della carta di circolazione se il veicolo è usato, per periodi superiori a 30 giorni, da soggetti diversi dai proprietari, esclusi i familiari conviventi. Per la precisione, il Decreto del presidente della Repubblica numero 198, pubblicato dalla Gazzetta ufficiale 273/12, parlava di “aggiornamento della carta di circolazione di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, che siano in disponibilità di soggetto diverso dall'intestatario per periodi superiori ai trenta giorni, in forza di contratti o atti unilaterali che, in conformità alle norme dell'ordinamento civilistico, comunque determinino tale disponibilità". Pareva, dicevamo. Ma poi tutto è naufragato. Il motivo? Non sono arrivate né la circolare ministeriale necessaria né le procedure informatiche per mettere in pratica la norma. Che comunque, ribadiamo, non riguarda il prestito fra familiari, né quello di durata inferiore a 30 giorni.

MINISTERO
A ufficializzare il tutto, ci ha pensato una circolare del ministero delle Infrastrutture dei Trasporti, protocollo numero 33691, del 6 dicembre 2012, indirizzata al ministero dell'Interno, dipartimento della Pubblica sicurezza, direzione centrale per la Polizia stradale: “Intestazione temporanea di veicoli. Com'è noto, il comma 4-bis dell'art. 94 c.d.s., come introdotto dall'art. 12, comma 1, let. a), della legge n. 120/2010, prevede obblighi di comunicazione, finalizzati nall'aggiornamento dell'Archivio Nazionale dei Veicoli e dei documenti di circolazione, laddove un soggetto diverso dall'intestatario disponga di un veicolo per un periodo di tempo superiore a 30 giorni, rinviando al regolamento di esecuzione ed attuazione del codice della strada l'individuazione delle fattispecie ricadenti nelle nuova previsione legislativa. Conseguentemente, al fine di consentire l'attuazione della predetta norma, si è resa necessaria una modifica del d.P.R. n. 495/1992, adottata con il d.P.R. 28 settembre 2012, n. 198, che ha introdotto l'art. 247-bis, pubblicato sulla G. U. n. 273 del 22 novembre 2011 ed in vigore dal 7 dicembre 2012. Ciò premesso, si fa presente che le procedure informatiche necessarie al fine della concreta applicazione della nuova disciplina sono in corso di realizzazione e pertanto, al momento, non si rende possibile dar corso agli aggiornamenti dei dati d'archivio e dei documenti di circolazione dei veicoli in disponibilità di soggetti diversi dai relativi intestatari, con conseguente inapplicabilità delle sanzioni previste dall'art. 94 c.d.s. in relazione alle fattispecie per le quali trova applicazione il richiamato comma 4-bis. Non appena sarà effettuata la messa in esercizio delle predette procedure informatiche, sarà cura di questa Direzione Generale darne tempestiva notizia con apposita circolare”.

IN FUTURO
Adesso, non resta che attendere: la burocrazia deve fare il suo corso e, sia inteso senza ironia (visto che trattasi di burocrazia italiana), a questo punto non è possibile capire quanto tempo passerà ancora prima del via effettivo della regola. Fra l’altro, la fine annunciata del Governo Monti (che non ci ha fatto una gran bella figura con il ritardo burocratico della norma, così come il mancato sconto sulle multe) rischia di rimandare ancora più in là nel tempo l’avvio delle procedure. Ma qual è l’obiettivo della norma, se e quando arriverà? Sapendo di chi è l’auto, dovrebbe essere più facile, per lo Stato e per i Comuni, individuare i veri responsabili delle infrazioni. Insomma, servono incassi rapidi e sicuri.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , codice della strada


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