dalla Home

Home » Argomenti » Manutenzione

pubblicato il 8 gennaio 2013

Fondazione ANIA: "E' dando un volto alla paura che si riflette"

Il Segretario Generale, Umberto Guidoni, spiega quanto è difficile comunicare agli automobilisti la sicurezza stradale

Gli incidenti stradali sono un dramma anche per l'Italia. Nonostante stiano calando nel nostro Paese ogni giorno se ne verificano in media 563 e 11 persone muoiono, mentre ben 800 restano ferite (Dati 2011). Intanto allo Stato questi numeri costano 28 miliardi di euro. E' una cifra enorme, sia che si parli di vite umane che di soldi, ed è per questo che le coscienze degli automobilisti vanno risvegliate. La maggior parte degli incidenti è infatti causata dalla distrazione e dal mancato rispetto delle regole del Codice della Strada. Spesso gravi danni li genera anche l'ignoranza di chi guida: pensiamo a quanti bambini muoiono o si feriscono perché non sono ben assicurati ai seggiolini. Comunicare la sicurezza stradale però non è facile. Fondazione ANIA ha da poco presentato la sua nuova campagna firmata da Oliviero Toscani e in molti ne sono rimasti colpiti. Il linguaggio è "forte", ma non è la prima volta che la Fondazione usa immagini così particolari. La campagna "Pensa a Guidare" era diventata altrettanto celebre con spot televisivi in cui, ad esempio, si vedeva una ragazza senza un braccio nuotare in piscina e poi dire: "Faccio tutto con una mano sola... Tornando indietro? Mi sarei fermata allo stop". Le sue parole sono autentiche, così come la sua storia, ed OmniAuto.it ne ha parlato con Umberto Guidoni, Segretario Generale della Fondazione ANIA.

OmniAuto.it: Perché credete che campagne di questo genere siano efficaci?
Umberto Guidoni: "Non definirei il linguaggio della campagna di quest’anno "forte", ma userei il termine "incisivo". Come è stato spiegato in occasione delle presentazione della campagna dal nostro presidente Aldo Minucci, anche quest’anno interpretando il pensiero del settore assicurativo che rappresentiamo ci siamo posti di fronte al dilemma su come rappresentare la strage quotidiana che si consuma sulle nostre strade. L’impegno del settore assicurativo, attraverso l’azione della Fondazione ANIA, è quello di lavorare per ridurre il numero e la gravità degli incidenti stradali. Anche se gli incidenti stradali nel nostro Paese sono diminuiti, la strada da fare è ancora lunga. Proprio in quest’ottica, ogni anno tra le altre attività viene fatta anche una campagna di comunicazione. Quest’anno abbiamo deciso di cambiare modo di comunicare, cercando di arrivare dritti a coscienze abituate per lo più a messaggi stereotipati. Sapevamo di dover mandare un messaggio scomodo, specialmente di questi tempi, in cui si preferiscono i discorsi edulcorati e rassicuranti. Volevamo, invece, trovare un linguaggio di comunicazione che non indulgesse a facili paternalismi. E d’altro canto non era più tempo di immagini agghiaccianti, che vengono confinate o rimosse, né potevamo far ricorso a fiabe a lieto fine. Per questo ci siamo ritrovati nella proposta di Oliviero Toscani. Una proposta che rispecchia in pieno chi l’ha ideata. Questa campagna va a toccare le nostre inquietudini, scava dentro le nostre paure, e ricorda a tutti il pericolo che si corre a stare sulla strada. Perché è solo dando un volto alla paura che possiamo essere portati a riflettere".

OmniAuto.it: Quante invalidità contate ogni anno?
Umberto Guidoni: "I dati Aci Istat del 2011 registrano oltre 290mila feriti a causa degli incidenti stradali. Come settore assicurativo ne registriamo circa 900mila. Tra questi, dobbiamo considerare che almeno 100mila sono invalidi permanenti gravi".

OmniAuto.it: La tecnologia può fare molto per la sicurezza (pensiamo al cruise control adattivo o al rilevatore di corsia, per esempio), avete mai pensato di comunicarlo in senso positivo?
Umberto Guidoni: "Non abbiamo un piano specifico in tal senso. Seguiamo con molta attenzione ed interesse tutte le novità in campo tecnologico, sia quelle che vengono inserite sulle nuove auto, sia quelle in fase sperimentale. Abbiamo creduto molto nei sistemi satellitari come la Scatola Nera, o quella da noi ribattezzata “Rosa”, un dispositivo che serve ad aumentare la sicurezza stradale e personale delle donne al volante. In tal senso, negli ultimi 3 anni, abbiamo regalato oltre 3mila scatole rosa attraverso iniziative con le pubbliche amministrazioni locali. Stiamo sperimentando il Roadscan, una telecamera a bordo dei mezzi pubblici. Inoltre, seguiamo con attenzione, in sede europea, tutte le novità che hanno rilevanza sulla sicurezza stradale come l’alcollock o altro e non è escluso che avvieremo qualche sperimentazione".

OmniAuto.it: E invece riguardo alla distrazione al volate derivata dai dispositivi tecnologici che cosa avete fatto? Avete idee per dare consapevolezza ai giovani?
Umberto Guidoni: "Nel 2010 la campagna di comunicazione della Fondazione ANIA era dedicata alla guida distratta. Abbiamo svolto un’indagine demoscopica con la quale abbiamo scoperto che la metà degli italiani che aveva fatto un incidente, dichiarava che ciò era dovuto alla distrazione: il cellulare, il navigatore satellitare ed altri dispositivi elettronici presenti negli abitacoli sono spesso indicati come fonti di distrazione. Lungi da noi, però, criminalizzare la tecnologia. Quello che abbiamo detto più volte e che abbiamo spiegato è che ogni cosa va usata nel modo giusto, anche e soprattutto i dispositivi elettronici. Sfogliare un giornale, togliersi il giubbotto o parlare con una persona sono gesti abituali ed innocui che, però, se fatti al volante di un’automobile possono avere conseguenze devastanti. Lo stesso vale per l’uso dei dispositivi elettronici mentre si è impegnati nella guida".

OmniAuto.it: La vostra battaglia per la sicurezza include corsi ai neopatentati, quali reazioni o commenti avete raccolto sul campo?
Umberto Guidoni: "Tra le varie attività sviluppate nel corso degli ultimi anni c’è "La scuola ti guida". Un'iniziativa che ha portato personale specializzato della Fondazione ANIA, agenti di Polizia Stradale e psicologi ad entrare in contatto con i giovani delle scuole superiori. I nostri piloti professionisti hanno illustrato le principali tecniche di guida sicura ai ragazzi che avevano appena preso la patente o che la stavano per prendere, spiegando loro, ad esempio, come si evita un ostacolo improvviso o come ci si deve comportare in caso di acquaplaning o di sbandata. Le manovre illustrate, poi, sono state ripetute in maniera virtuale con il simulatore di giuda della Fondazione ANIA. Molti ci hanno raccontato di aver appreso solo in quell’occasione come ci si può salvare da un incidente. Una ragazza, ad esempio, ci ha raccontato di aver avuto un incidente, senza gravi conseguenze, perché non era stata in grado di evitare un’automobile uscita all’improvviso da una strada laterale. Era convinta che, se avesse fatto prima la lezione con noi, avrebbe evitato l’uscita di strada per evitare l’ostacolo. Abbiamo avuto decine di racconti simili a questo".

OmniAuto.it: Continuerete a puntare sui giovani automobilisti? Se sì, in che modo?
Umberto Guidoni: "Un quarto dei morti per incidente stradale aveva meno di 30 anni: nel 2011 sulle strade italiane sono morti 975 giovani, pari al 25,1% delle 3.860 vittime della strada. Per noi è prioritario salvare queste vite e, per questo, continueremo ad investire in iniziative sui giovani. Oltre alle esperienze ormai consolidate, come La Scuola ti Guida, Guido con Prudenza, Brindo con Prudenza e ANIACampus, continueremo anche a rafforzare il progetto neopatentati (www.neopatentati.it). Continueremo diffondere i corsi di guida sicura per coloro che hanno appena preso la patente. I dati in nostro possesso ci dimostrano che i giovani che hanno fatto un corso hanno meno incidenti dei pari età che non hanno fatto il corso. Siamo convinti che questa sia la strada migliore per aumentare i livelli di sicurezza stradale tra gli under 30".

Autore:

Tag: Interviste , incidenti , sicurezza stradale , interviste


Top