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Curiosità

pubblicato il 23 novembre 2006

Un Commento ai Vostri Commenti: "Alfa Romeo 8C Competizione"

Un Commento ai Vostri Commenti: "Alfa Romeo 8C Competizione"

INIMITABILE! PERFETTA! PAROLA DI HENRY FORD! ALFA E' SEMPRE ALFA! CHE SPRECO! CAPOLAVORO! COSTA TROPPO! MEGLIO LA TT! 8C, MIURA, 250GTO, ALI DI GABBIANO! Sono solo alcuni dei ben più numerosi titoli dei commenti all'articolo di Andrea Farina sulla 8C.

Che dire? Per prima cosa che l'Alfa ha centrato indubbiamente un risultato: quello di riaccendere gli animi, di far discutere e di vivacizzare la contrapposizione di fazioni animate da competente passione, amore per il marchio, rispetto della tradizione e, in qualche caso, di feroce contrapposizione che, iniziata ai tempi delle mitiche Giulietta ed Aurelia, divideva allora gli Alfisti dai Lancisti ed oggi, stando ai commenti, gli Alfisti da tutti!
Quindi onore all'Alfa, capace di far nuovamente vibrare le corde dell'emotività e della passione come e più di altri costruttori ora direttamente chiamati al confronto.

L'esclusività
Si è letto di prezzo troppo elevato; la 8c è un'auto per pochi, il cui prezzo:
A) riflette i costi di progetto e design e quelli di produzione ed assemblaggio (con numerosi interventi out-door) il cui ammortamento viene assorbito da un ristretto numero di vetture.
B) si basa sui contenuti tecnologici peraltro di nobili e costose origini.
C) soggiace a selettive politiche di marketing: il Ferrari costruttore dei primi tempi (se ne può anche parlare in questa sede vista la paternità del motore dell'8C...) aveva una politica di marketing tutta sua: decideva chi, fra gli aspiranti clienti, meritasse o meno il privilegio di poter acquistare una Ferrari (se non si andava a genio al Commendatore, l'auto - se nuova di fabbrica - difficilmente la si otteneva); oggi un atteggiamento del genere sarebbe inammissibile (anche se molto divertente!) e quindi la politica di marketing della 8c si è posizionata sulle due sole discriminanti possibili: prezzo e numero!
Con tali premesse non sarebbe auspicabile una versione sottomotorizzata - e di prezzo inferiore - come qualcuno ha proposto (a meno che l'Alfa non voglia inventarsi un bel "monomarca"... che spettacolo sarebbe, ragazzi!)

La linea
In casi come questo il designer deve produrre, staticamente, l'immediata percezione della prestazione effettiva: con la 8C l'obbiettivo sembra proprio centrato! L'auto è felina, aggressiva ed essenziale, esaltando così il più puro spirito Alfista con efficace ripresa di stilemi del passato: non per niente qualcuno di palato fine e memoria lunga ha accostato, nei commenti, la 8C alle Sprint Zagato e, direi più appropriatamente, alle TZ (e non dimentichiamo un pizzico di 33 coupé stradale).
In effetti il richiamo alla stirpe delle TZ è ben percepibile, con la parte anteriore che occhieggia alla TZ2 mentre la coda ricorda, piuttosto da vicino, quella della TZ1; personalmente trovo la linea dei parafanghi posteriori forse un po' troppo bombata: so di essermi già attirato una serie di antipatie - probabilmente giustificate - ma se si vuol paragonare la fiancata della 8C a quella della TZ2 si può notare come quest'ultima sia assai più snella pur conservando un'aggressività che le deriva dall'importanza che ruota- passaruota assumono in rapporto alla minor massa visiva del parafango che le circonda.
E' vero che sono passati oltre 40 anni, la motorizzazione e la correlata meccanica erano meno importanti come ingombri (primo vincolo per il designer), non esistevano prove di omologazione e crash test severi come oggi (2° vincolo), la TZ era destinata alle competizioni mentre la 8C alla "normale" circolazione con le collegate necessità di abitabilità, confort e sicurezza (3°, 4° e 5° vincolo); comunque - a livello di pura impressione visiva - credo che con un piccolo sacrificio in termini di abilitabilità verticale e di "bagagliaio", si sarebbe forse potuta abbassare la linea del finestrino e quella del parafango (mantenendo inalterato l'effetto "bombatura" ed esaltando di conseguenza l'importanza, a parità di dimensioni, della ruota posteriore); questa, ad ogni modo, è un'idea del tutto soggettiva e, come tale, non chiede condivisioni: l'auto è già spettacolare così com'è!

Le caratteristiche tecniche
Se questi sono i risultati dell'amore (pardon! delle sinergie) di Gruppo ben venga il frutto di questo parto! Motore anteriore in posizione "quasi" centrale, trasmissione transaxle con spostamento del gruppo cambio in blocco con il differenziale (= miglior distribuzione dei pesi senza l'inconveniente di rinvii di leveraggi e quant'altro visto che il comando è elettronico) , trazione posteriore per la quale non si può non condividere il bentornata datole da uno dei tanti "forumisti"; grandi reattività e tenuta di strada sono logiche aspettative derivanti dai 450 CV, da una grande rigidità torsionale, da una ipotizzabile leggerezza e dai suoi 4,25 metri di lunghezza (la 8C è più corta di quasi 10 cm della già compatta Cayman e di 26 della F430 tanto per tornare nel Gruppo e per restare nei 2 posti secchi).

Il sogno
Il sedile di guida, dopo aver svelato la sua somiglianza con quello della Ferrari Enzo, ci avvolge e ci sostiene mentre l'abbraccio delle cinture ci ricorda che sarebbe bello e più in carattere averle a 4 punti (magari in after market e solo per la pista!); le mani sfiorano il volante con la trepidazione del primo incontro per poi stringerlo con la determinazione e la consapevolezza pretese, e date, alla più focosa delle amanti; lo sguardo accarezza gli strumenti analogici pronti a trasmetterti, attraverso l'altalena delle lancette, i messaggi che ti aspetti oggi come ....anta anni fa, quando guardavi la plancia della TZ1 dall''impostazione, palpebra in primis, assai vicina a quella della nostra 8c!; i nostri nobili quarti sono a pochi centimetri da terra e dal gruppo cambio-differenziale mentre il piede destro poggia sul pedale con l'adrenalina già a mille; acceleriamo dolcemente (ma quale dolcemente!: il dolce di quest'auto è già il limite di altre!) e cominciamo a liberare potenza e vibrazioni, armonie meccaniche e odori di gomma, olio, benzina e pasticche violentate (per noi profumi esaltanti!); il feeling è immediato e in pochi chilometri iniziamo a percepire ogni minimo spostamento del retrotreno in funzione della pesantezza del piede destro; godiamo della capacità di danzare in forte accelerazione e leggera derapata mentre raccordiamo una bella esse veloce; la 8C divora il breve rettilineao che segue e quando i freni imbrigliano la cavalleria un attimo prima ancora sciolta, il muso si abbassa, quasi a toccare terra con la mascherina, pardon, le fauci che avide cercano l'aria che la minor velocità ha loro sottratto; l'azione diretta dello sterzo, enfatizzata dalla frenata decisa ma ben modulata iscrive il muso nel tornante pennellando una traiettoria che in breve... signore per favore vuol scendere? Ci sono altri dopo di lei che gradirebbero provare l'abitacolo! Fuori la folla del MotorShow si accalca e qualcuno ride ma io scendendo (pardon, riemergendo) non mi sento per nulla ridicolo.
Speriamo sia non un sogno ma una premonizione!

Pareri e paragoni: botta e risposta
Molti, divertenti, irriverenti, talvolta un po' al limite, in diversi casi appropriati e ben ponderati; un cenno a parte meritano le difese ad oltranza di questa o quella marca (tutte lecite e giustificabili, qualcuna al di sopra delle righe!) ma soprattutto meritano attenzione paragoni un "tantino" tirati: quando si definisce cassone una Porsche (marca dal palmarés e dalla tradizione tecnica invidiabili) o "sburo" il suo proprietario non si fa altro che rendere meno credibile la difesa (ovviamente più che lecita!) della propria marca del cuore (vogliamo ricordare, ad esempio, che i luoghi comuni di non troppi anni fa spesso attribuivano spesso a torto, a chi pilotava un'Alfa, l'esercizio di mestieri "particolari"... e davano invece un implicito riconoscimento di signorilità, talvolta non giustificata, ai cosiddetti "Lancisti"); e che dire delle "sverniciate" ad auto di odiata marca avversa a velocità non del tutto allineate a da quelle oggi consentite? Sicuramente saranno avvenute prima che l'allora Ministro Ferri liberasse i "suoi" limiti!
Dato per certo comunque che l'autore di tali dichiarate performances sia un "manico" sopraffino in grado quindi di gestire su strada aperta l'imprevisto alle velocità da lui stesso citate, credo che da questi "duelli" non possa scaturire un giudizio obbiettivo; questo può nascere solamente da un confronto effettuato in condizioni quanto più livellate possibile: tracciato uguale per tutti, auto di caratteristiche simili, stesso pilota: in questo modo il verdetto sarà obbiettivo e permetterà, a buon diritto, di dire... altro che (ognuno inserisca qui il nome della marca che ha nel mirino!).
Ogni altro tipo di confronto su strada aperta al traffico, anche "vincente" sull'auto "avversaria", non dimostra proprio nulla, o meglio, aldilà di queste considerazioni che mi attireranno poche simpatie e qualche insulto, occorre ricordare che oggi, in alcuni punti dell'Autosole, le postazioni di controllo fisse stanno diventando di densità tale da ricordare le tecniche di agricoltura intensiva.

A proposito: prima di credere che chi scrive sia uno sfegatato ammiratore di Ferri & C. sappiate che detesto i limiti di velocità che mi impediscono (perché comunque mi faccio violenza e cerco di rispettarli) di divertirmi laddove l'assenza di traffico ed il tipo di tracciato me lo permetterebbero in tutta sicurezza!

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Curiosità , Alfa Romeo


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