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pubblicato il 4 gennaio 2013

Nuovo redditometro: l'auto è sempre nel mirino

Mezzi di trasporto, bollo, assicurazione, ricambi e manutenzione rientrano nelle 100 voci di spesa che guideranno il Fisco nella lotta all’evasione

Nuovo redditometro: l'auto è sempre nel mirino

Tempi duri per i grandi evasori e per chi vive palesemente al di sopra delle proprie possibilità, almeno sulla base della dichiarazione dei redditi. Sarà forse scritta la parola fine sulla triste saga dei nullatenenti che viaggiano su supercar milionarie? A dare un'ulteriore spallata al fenomeno dell’evasione fiscale dovrebbe infatti pensarci il nuovo redditometro, noto anche come redditometro 2.0, che entrerà in vigore da marzo 2013. Questo prevede come principale novità una lunga tabella con oltre 100 voci di spesa che permetterà al Fisco di avviare accertamenti automatici nel caso in cui ci siano grosse differenze fra reddito dichiarato e spese dei contribuenti. La lotta all’evasione fiscale ha quindi uno strumento in più che servirà all’Agenzia delle Entrate per segnalare automaticamente i casi più eclatanti.

COME FUNZIONA IL REDDITOMETRO
Nella nuova tabella del decreto del ministero dell'Economia, anticipata da Il Sole 24 Ore, rientrano voci di spesa multiple come abbigliamento, alimentari, spese per la casa, sanità, istruzione, tempo libero, investimenti e, come al solito, trasporti e automobili. Per gli automobilisti quindi non cambia molto, se non il fatto che oltre all’incremento patrimoniale dovuto all’acquisto di beni mobili registrati (autoveicoli, caravan, motoveicoli, minicar) vengono inseriti nei dati di controllo del Fisco le spese di manutenzione, pezzi di ricambio e lubrificanti, bollo, Rca e furto/incendio dei suddetti mezzi. Il nuovo strumento non verrà però utilizzato per vessare le persone oneste che magari hanno per una volta sbagliato qualche conto: l’obiettivo principale sono i grandi evasori, quelli che fanno della truffa ai danni dello stato uno stile di vita. Gli accertamenti fiscali nei confronti del contribuente scattano infatti solamente quando la differenza fra il reddito dichiarato e quello accertato sulla base delle spese sostenute e presunte risulta superiore al 20%.

AD OGNI FAMIGLIA I SUOI KW
I nuovi indicatori utilizzati dal Fisco per la comparazione fra le spese sostenute e i redditi percepiti nel 2009 dichiarati nel 2010 (per la prima volta, quindi, retroattivo) tengono conto di una spesa media Istat relativa anche ai mezzi di trasporti del nucleo familiare, a sua volta raccolti in una tabella dei kW per zona geografica e tipologia familiare. La casistica del redditometro valuta quindi anche per l’automobile una serie di 55 tipologie familiari suddivise in 11 categorie base e in 5 aree geografiche. Questo significa che se il contribuente rientra, per esempio, nella categoria “Persona sola con meno di 35 anni” e risiede nel “Nord Ovest” la potenza media dei mezzi di trasporto del suo nucleo familiare è presumibilmente di 63,0 kW (85,6 CV). Se invece il nucleo familiare preso in considerazione dall’Agenzia è una “Coppia con due figli” abitante al “Centro” i kW medi salgono a quota 164,3 (223 CV).

ARRIVA IL CONTRADDITTORIO
Con le nuove regole arriva però anche un’arma in più per gli italiani, ovvero il contraddittorio: l’Agenzia delle Entrate dovrà infatti dialogare con il contribuente in fase preventiva per permettergli, in caso di anomalie, di dimostrare un diverso ammontare delle spese o la disponibilità di altre entrate sconosciute al Fisco. In pratica toccherà al cittadino spiegare che le spese eccedenti il reddito presunto sono state effettuate con redditi diversi da quelli del periodo d’imposta, magari derivanti da un’eredità, il prestito di un parente o da un reddito esente.

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Tag: Mercato , assicurazioni , tasse


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