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pubblicato il 4 gennaio 2013

ACI: L'auto è in crisi per l'eccessiva pressione fiscale

E il presidente Sticchi Damiani sottolinea: "La sua diminuzione dovrebbe essere prioritaria per i candidati premier alle prossime elezioni"

ACI: L'auto è in crisi per l'eccessiva pressione fiscale

Se le immatricolazioni crollano è per colpa dei costi e della pressione fiscale. E' questa la posizione dell'ACI in merito alla crisi del comparto automotive italiano, che ha chiuso il 2012 con un calo di vendite vicino 20%. "L’attuale drammatico crollo delle immatricolazioni che si e’ registrato nel 2012 è conseguenza diretta della folle corsa dei costi per l’auto ed in particolare della pressione fiscale che e’ aumentata – negli ultimi anni – fino a sfiorare i 60 miliardi di euro, più che raddoppiando rispetto a solo venti anni fa", sostiene il presidente dell'Automobil Club nazionale Angelo Sticchi Damiani che indica in 3.425 euro l’anno per veicolo i costi di gestione dopo gli aumenti dell'ultimo anno. Per l'ACI l'alleggerimento del carico fiscale per l’auto "dovrebbe essere una delle prime voci dell’agenda politica di qualsiasi candidato alle prossime elezioni politiche perché l’intero comparto è allo stremo delle forze".

L’ACI sottolinea come nel 1990 gli oneri fiscali a carico degli automobilisti italiani sfiorassero i 28.500.000 euro, mentre oggi sono vicini ai 60 miliardi. In due decenni sono più che raddoppiate le tasse automobilistiche (da 3.031,60 a 6.690 euro), addirittura quadruplicate quelle per i parcheggi (da 322,79 a 1.384,57), quasi raddoppiate le tasse su carburanti e lubrificanti che oggi hanno raggiunto quota 32 miliardi e mezzo di euro. La pressione fiscale sulla RCA, poi, è aumentata di quasi sei volte. Solo nell’ultimo anno, fanno notare all’ACI, la benzina è aumentata del 16% (negli ultimi due anni il pieno è diventato più caro del 25%) ed il costo al chilometro è cresciuto dell’11,3%, mentre l'assicurazione è aumentata del 3,2%.

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Tag: Mercato , immatricolazioni , tasse


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