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pubblicato il 4 gennaio 2013

Gli incidenti calano, ma le Rc auto?

Siamo alle solite: sulle polizze "cala" solo il silenzio

Gli incidenti calano, ma le Rc auto?

I primi a dare con piacere le belle notizie che riguardano l’auto (e tutto quanto ruota attorno a questa) siamo noi di OmniAuto.it; ma anche stavolta temiamo il peggio: le tariffe Rca, ecco l’argomento in questione, difficilmente caleranno, nonostante la diminuzione degli incidenti. Per la precisione, nel 2012 i sinistri sono diminuiti del 5,5%: 80.092 incidenti rilevati da Polizia stradale e Carabinieri (13.090 in meno rispetto al 2011). Dello stesso segno anche le conseguenze, con 117 persone salvate (-5,5% deceduti) e 10.748 feriti in meno (-15,8% rispetto al 2011). Ovviamente, si tratta di incidenti avvenuti fuori città, che hanno richiesto l’intervento delle Forze dell’ordine. Con 4.570.432 pattuglie, sono state contestate 2.626.093 infrazioni al Codice della strada. I conducenti controllati con etilometri, alcoltest e drugtest ammontano a 1.751.422, di cui 33.568 sanzionati per guida in stato di ebbrezza alcolica e 2.962 denunciati per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. I punti-patente decurtati sono stati 2.984.144.

QUALI RISULTATI
Sentendo questi numeri, viene naturale chiedersi perché mai le tariffe Rca non calino: è noto infatti che il prezzo delle polizze sia strettamente correlato ai sinistri. È pur vero che, per l’esattezza, è il costo degli incidenti a farla da padrone, che include il rimborso per per le auto e per le lesioni fisiche; tuttavia, risulta difficile pensare che i costi siano sempre elevati, di fronte a diminuzioni così consistenti degli incidenti verbalizzati. Ma la risposta al quesito era già arrivata a novembre 2012, quando anche i dati Istat avevano evidenziato un calo degli incidenti verbalizzati: “Un anno fa l’Italia era l’unico paese dell’Europa a 27 in cui si registravano più di 4mila morti sulle strade. Il dato di 3.860 morti del 2011, che consente al nostro Paese di scendere al di sotto di questa soglia psicologica, è sicuramente positivo, ma non possiamo ritenerci soddisfatti”: con queste parole Aldo Minucci, dell’Ania (Assicurazioni), aveva commentato la pubblicazione dei dati Istat relativi all’incidentalità stradale in Italia nel 2011. Ma ecco il cuore della questione: “I numeri assoluti in possesso delle Compagnie di assicurazione sono ben superiori a quelli indicati dal rapporto Istat da cui si rilevano 205.638 incidenti e 292.019 feriti. Secondo le Imprese, infatti, il numero di sinistri è di quasi 3,1 milioni, mentre il numero dei feriti supera i 900mila, oltre 100mila dei quali sono da considerare invalidi permanenti gravi. Una differenza dovuta al fatto che, mentre nelle rilevazioni Istat vengono inseriti solo gli incidenti dove c’è stato intervento delle Forze dell’ordine e i feriti che sono ricorsi al ricovero ospedaliero, nei dati dell’Ania vengono inseriti tutti i sinistri e i feriti, anche lievi, denunciati alle Compagnie di assicurazione”.

SENZA VIA D’USCITA
Attenzione anche a non illudersi con la norma anti furbetti sul colpo di frusta: il Governo dei tecnici ha appena rivoluzionato il settore Rca; niente rimborso a chi subisce il colpo di frusta, se i postumi dei danni non emergono da un esame strumentale. Ma lo stesso Minucci (Ania) è stato chiaro: “Questa misura non è sufficiente. Per incidere in modo duraturo sul costo dei sinistri bisogna, anzitutto, procedere all’emanazione della tabella relativa alla valutazione economica dei danni gravi alla persona prevista dal Codice delle assicurazioni (dal 2005), stabilendo valori in linea con quelli europei”. Traetene voi le conseguenze.

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Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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