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Mercato

pubblicato il 3 gennaio 2013

Immatricolazioni auto 2012: indietro di 33 anni

L’anno si chiude con un calo del 19,9% che salva solo il Nord-Est, le automobili piccole, quelle ecologiche e i gruppi Hyundai e Jaguar Land Rover

Immatricolazioni auto 2012: indietro di 33 anni

“Un anno amaro per la filiera degli autoveicoli in Italia”. Così è stato descritto il 2012 da Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, che sottolinea come le 1.402.089 immatricolazioni dell’anno appena chiuso (-19,9%) si traducano in 347.650 unità in meno rispetto al 2011 e in un fatturato ridotto di circa 7 miliardi di euro. All’interno di questo dato complessivo che fa tornare indietro il settore fino ai livelli del 1979 c’è poi il preoccupante calo degli acquisti da parte dei privati, scesi ad un minimo storico del 63,79% del mercato. Non meno realista è stato Jacques Bousquet, Presidente dell’UNRAE, il quale ha definito il 2012 del settore auto come “Un anno di grandi difficoltà”. Il rappresentante dei costruttori esteri in Italia ha poi ricordato come la flessione del mercato auto e di tutta la sua filiera vada a influire sulla riduzione dei consumi complessivi nazionali e l’aumento del tasso di disoccupazione del Paese. Ma andiamo a vedere nel dettaglio in che modo il mercato dell’auto nuova ha raggiunto il punto più basso di una fossa che per il 2013 minaccia di sprofondare a 1.330.000 vetture immatricolate.

IN UN PANORAMA DESOLANTE SI SALVA IL NORD-EST
Innanzi tutto occorre notare come l’unica zona d’Italia ad aver visto crescere le vendite di veicoli nuovi è quella Nord Orientale, il famoso Nord-Est che vanta non a caso il reddito pro capite più alto a livello nazionale. Con le sue 420.775 immatricolazioni (+21,21%) il Nord-Est si avvicina infatti ai livelli del Nord-Ovest che segna il passo a quota 467.109 (-19,00%) e supera di slancio il Centro Italia in caduta libera (292.616 unità, -44,23%). In sofferenza sono anche le regioni dell’Italia Meridionale (151.071, -24,34%) e le Isole, che con 79.253 immatricolazioni chiudono il 2012 al -28,73%. Il già citato calo degli acquisti da parte dei privati (-22,88%) è talmente pesante che la pur forte contrazione di società e noleggi (-17,22% e -9,87%) permette a questi due ultimi settori di incrementare le loro quote percentuali rispettivamente fino al 18,38% e al 17,84%. La suddivisione del mercato per segmenti indica invece una sempre più spiccata propensione d’acquisto verso le auto piccole, viste come la risposta ideale alla crisi. Le segmento A sono infatti quelle che fanno segnare il calo più contenuto e vedono crescere la quota percentuale al 19,71%, a scapito delle utilitarie segmento B (37,92%) e delle medie segmento C (25,58%). L’unica altra tipologia di vetture a guadagnare terreno è quella delle medie superiori segmento D (14,79%), mentre in leggero calo sono le segmento E superiori e l’alto di gamma segmento F (2,34% e 0,21%).

CRESCE IL PESO DI CROSSOVER E MONOVOLUME
Interessante è anche l’analisi delle immatricolazioni per carrozzeria, un dato che mette in evidenza il costante successo di crossover e monovolume. Se infatti le berline mantengono quasi invariata la loro maggioranza assoluta al 59,57%, le crossover fanno un bel balzo avanti con l’8,49% che supera le station wagon (7,61%) e le avvicina alle fuoristrada (8,90%). Al quinto e sesto posto guadagnano quota le monovolume piccole (5,21%) e le monovolume compatte (4,94%), mentre il tonfo delle multispazio e coupé (1,67% e 1,57%) si accompagna alle piccole percentuali, comunque in calo, di monovolume grandi (1,24%) e Cabrio/Spider (0,80%). Andando a vedere le motorizzazioni delle auto nuove vendute in Italia nel 2012 si nota una diminuzione delle alimentazioni tradizionali in favore di quelle “ecologiche”, soprattutto GPL, Metano e ibride. Il grosso delle immatricolazioni è ancora riservato alle automobili Diesel (53,36%) e benzina (33,15%) che però perdono quote significative che finiscono al GPL (9,17%) e al metano (3,81%). Un bell’exploit, ancora su piccoli numeri, è quello ottenuto dalle vetture ibride (0,48%) e dalle elettriche, che con 520 unità vendute “rosicchiano” uno 0,04%.

IN POSITIVO SOLO DACIA, KIA, LAND ROVER E MAHINDRA
Il tracollo 2012 dell’auto in Italia trova invece poche eccezioni a livello di gruppi automobilistici. Fra questi si segnalano i casi dei gruppi Jaguar Land Rover e Hyundai, entrambi premiati dal mercato per modelli di grande successo come la Evoque o per un rinnovamento “epocale” del prodotto, tipo quello dei coreani. Gli unici marchi in positivo sono invece Dacia, Kia, Land Rover e Mahindra. Il gruppo Jaguar Land Rover ha infatti venduto 13.734 vetture, portando a casa un ricco +33,02% che è la somma del +38,35% di Land Rover e del -5,31% di Jaguar. I sudcoreani hanno invece chiuso il 2012 con 70.478 vetture immatricolate (+11,99%), suddivise fra 43.435 Hyundai (-0,09%) e 27.043 Kia (+39,01%). Il caso Mahindra è invece legato all’arrivo dell’XUV500 che porta a 60 unità le vendite totali del marchio indiano (+500%). In flessione, ma meno della media nazionale, sono il gruppo PSA, che arriva al -13,40%, gruppo BMW (-16,63%) e gruppo Daimler (-15,21%). Il desolante panorama degli altri costruttori vede il gruppo Fiat nella media del settore con un -19,51%, in compagnia di gruppo Volkswagen (-19,32%), gruppo Toyota (-18,30%) e Volvo (-19,73%). Ancor più pesanti sono le perdite di Ford (-32,59%), General Motors (-26,34%), gruppo Renault (-21,45%), Porsche (-21,76%) e gruppo Nissan (-22,75%). Sulla china più scoscesa della crisi si posizionano poi Suzuki (-31,93%), Honda (-40,53%), Mazda (-34,80%), Subaru (-23,45%), Mitsubishi (-52,75%) e SsangYong (-38,99%), affiancati delle allarmanti performance di DR Motor (-75,83%), Tata (-76,83) e Great Wall (-99,40%).

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Tag: Mercato , immatricolazioni


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