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pubblicato il 2 gennaio 2013

Benvenuto 2013! Dieci aspettative per il mondo dell'auto e per gli automobilisti

Le novità in arrivo sono tante e la "ripresa" è l'augurio più grande

Benvenuto 2013! Dieci aspettative per il mondo dell'auto e per gli automobilisti
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  • Premium alla riscossa - anteprima 1
  • Il 2013 è l\'anno della rivincita per il lusso e la sportivit - anteprima 2
  • L\'assicurazione resta uno dei capitoli più dolenti dell\'automobile	   - anteprima 3
  • L\'auto è un lusso, da comprare e da mantenere	   - anteprima 4
  • I crash test Euro NCAP diventano sempre più severi	   - anteprima 5
  • La tecnologia fa passi da gigante anche nel campo dell\'illuminazione per auto	   - anteprima 6

Cosa ci porta il 2013? La prima parola che ci viene in mente è "ripresa", ma tutti gli indicatori dicono che potrebbe arrivare solo alla fine dell’anno. Ci sarà dunque ancora da soffrire, ma tante saranno le novità e i temi sui quali discutere e che riguardano l’automobile e la mobilità in generale: da quelli di mercato alle novità di prodotto.

1. PREMIUM, PAROLA USATA E ABUSATA. Per la Casa vuol dire offrire qualcosa in più in tecnologia, stile e immagine da vendere con margini superiori, per il cliente vuol dire staccare assegni più corposi in nome di contenuti e status superiori. Fatto sta che il mercato dei prodotti premium crescerà ancora con esso anche i costruttori che vi si affacciano con la speranza di catturarne una fetta recuperando profitti. Il 2013 si aprirà con l’arrivo della Opel Adam. Premium è brand, lusso, ma anche sportività e tecnologia sia per il comfort sia la sicurezza. È un concetto che oramai non dipende dalle dimensioni. Quale è la prossima frontiera di questa fascia di prodotti? Secondo molti l’efficienza e il rispetto per l’ambiente. Non a caso BMW parla di “next premium” alla vigilia del lancio delle i3 e i8 ovvero elettrificazione e fibra di carbonio a go go, roba nuova, costosa, ma affascinante, come il brand. Ecco che tra l’uovo e la gallina, sembrerebbe che quest’ultima avrà ancora la precedenza.

2. L'AUTO ITALIANA. Il 2013 dovrebbe essere l’anno della Maserati identificata da Sergio Marchionne come il marchio che racchiude l’idea di lusso e sportività italiane. A giorni ci sarà la prima apparizione ufficiale della nuova Quattroporte che sarà prodotta a Grugliasco, negli ex stabilimenti Bertone i quali dovrebbero ospitare dalla fine dell’anno anche la Ghibli, la coupé 4 porte destinata a posizionarsi un gradino più sotto per dare battaglia alle varie Audi A6 e A7, BMW Serie 5 e 6 GranCoupé e Mercedes Classe E e CLS. Dovrebbe trovare casa nei pressi di Torino anche la Levante, il primo Suv del Tridente la cui produzione era stata prevista inizialmente a Jefferson, a due passi da Detroit. A Modena, nella storica sede di via Ciro Menotti, rimarranno solo le eredi della GranCoupé e della GranCabrio più l’inedita GranSport. Tutte queste novità dovrebbero portare i volumi da meno di 8mila a 50mila unità entro il 2015.

3. "CARE" ASSICURAZIONI. Gli ingredienti per farle scendere ci sono tutti, ma chissà perché non scendono mai. Sono le polizze assicurative. Eppure gli incidenti diminuiscono e in alcuni paesi come il Regno Unito, i prezzi stanno scendendo grazie alla concorrenza. In Italia sarebbe dovuto essere l’Isvap a garantire la trasparenza del mercato attraverso la pubblicazione continua delle tabelle comparative. Si spera che l’IVASS – il nuovo organo destinato a sostituire l’Isvap dal I gennaio 2013 – funzioni meglio. Intanto diventeranno operative le nuove tariffe che, in base a una sentenza della Corte di Giustizia Europea, non potranno più fare discriminazioni in base al sesso. La logica dice che la parificazione delle polizze, a fronte di un aumento per le donne, produrrà una diminuzione per gli uomini. Ma siamo sicuri che sarà così o non sarà invece che le tariffe “femminili” raggiungeranno quelle maschili e le compagnie avranno la faccia tosta di dirci che i prezzi sono rimasti gli stessi?

4. L'AUTO E' UN LUSSO. L’automobile ha raggiunto costi insostenibili e la responsabilità è non solo del caro carburanti, ma della tassazione che in Italia, oltre ai livelli assurdi, ha tratti quantomeno singolari, in particolare per le auto aziendali. Se in molti paesi la company car gode di detrazioni ed esenzioni pressoché totali, nel nostro paese tali coefficienti non raggiungono il 20%. Eppure l’auto aziendale vale il 37% del mercato e lo ha salvato da un tracollo ancora peggiore. Perché? Probabilmente perché l’auto da noi è considerata un bene di lusso e non strumentale, come un pc o un macchinario qualsiasi. Del tutto assente inoltre un regime che prevede un meccanismo bonus/malus in base all’efficienza delle automobili, come chiesto dalle direttive della UE. È chiaro che la tassazione dell’automobile rappresenta un punto nodale se si vuole ridare respiro a questo settore, renderlo più equo e migliorare la qualità del parco circolante. È un lavoro enorme e rischioso, ma non si può rimandare.

5. LA SICUREZZA PRIMA DI TUTTO. Se il 2012 è stato l’anno di affermazione definitivo dei vari sistemi di frenata d’emergenza automatici di tutti i tipi, dal 2013 potrebbero essere contemplati anche nelle valutazioni dell’Euro NCAP che ha fissato nel 2014 il termine massimo per l’implementazione dei nuovi metodi di giudizio. Secondo alcune ricerche, questi sistemi hanno il potenziale per ridurre del 27% gli incidenti e di 8mila unità le persone che ogni anno lasciano la vita sulla strada. Per ora il 21% dei nuovi modelli li monta e solo il 34% delle case li offroni, ma tali percentuali sono destinate a salire grazie alla sempre maggiore diffusione di telecamere e sensori radar, complemento indispensabile per permettere all’ESP di liberare tutta la forza frenante sostituendosi al guidatore che rimane – purtroppo – l’elemento che più di tutti condiziona la sicurezza stradale.

6. VEDERE PER NON TOCCARE. Oltre ai sistemi di assistenza per la visione e la visibilità il 2013 vedrà l’arrivo del retrovisore interno il cui tradizionale specchio sarà sostituito da uno schermo Super AMOLED collegato a una telecamera posteriore. Il sistema, che debutta sull’Audi R8 e-tron, è stato sperimentato alla 24 Ore di Le Mans sulle R18 e apre la via ai retrovisori esterni sostituiti da telecamere, un sogno per i designer e l’aerodinamica della vettura, un incubo per il progettista che deve prevedere qualcosa di ausiliario in caso di avaria. La visibilità in auto si arricchirà inoltre di un uso sempre più massiccio dei Led per i fari. La prima ad offrire gruppi ottici interamente a diodi tra le compatte sarà la Seat Leon seguita dall’Audi A3. E per ora le forme rimangono quelle tradizionali, ma liberarsi dalle lampadine offre ai designer per il futuro nuove possibilità stilistiche. E mentre si studiano fari posteriori OLED, i diodi organici saranno sempre più presenti nelle strumentazioni delle vetture.

7. SERVONO ANCORA I SALONI DELL'AUTOMOBILE? La riflessione è già iniziata, ma si ripropone ovviamente per il 2013 soprattutto per l’Italia che ha visto nell’anno che sta per passare un’edizione in tono decisamente minore del Motor Show di Bologna chiamato ora a ripensarsi in modo radicale: un po’ per salvare se stesso, un po’ per lasciare al nostro paese almeno una rassegna internazionale inserita nel calendario dei grandi motorshow internazionali come Ginevra, Detroit, Parigi e Francoforte. Per tutti pesa la concorrenza di Pechino e Shanghai e quella di altri contesti emergenti come il Brasile. A soffrire c’è anche Tokyo che però ha trovato nei grandi costruttori nipponici la leva per sopravvivere mentre una Bologna orfana del costruttore nazionale e delle stesse case sportive emiliane (Ferrari, Lamborghini e Maserati) difficilmente può avere un futuro.

8. LA MOBILITA' A ZERO EMISSIONI. L’auto elettrica è ben lontana dal diventare un fenomeno di massa, ma poco importa. Il 2013 sarà infatti l’anno dell’elettrificazione per le vetture più potenti ed esclusive a partire dalla Porsche 918 Spyder ibrida plug-in da 800mila euro e dall'erede della Ferrari Enzo che, tra V12 a benzina e un motore elettrico, darà alle ruote quasi mille cavalli e chiederà 1,5 milioni di euro. Anche la McLaren mostrerà il modello definitivo della P1, erede nello spirito della F1 e anche lei ibrida. E non è finita perché inizia la produzione della SLS AMG Electric Drive con 4 motori elettrici e a rispondere ci saranno l’Audi R8 e-tron e la BMW i8 ibrida plug-in. Fonti ben informate parlano della nuova Honda NSX ibrida in veste definitiva presentata a giorni a Detroit e nel corso dell’anno si attende la risposta di Toyota e Lexus con due coupé pieni di tutto il know-how della premiata casa in tema di sinergia tra motore a benzina ed elettrico. Arriva la scossa.

9. MA QUANTO CONSUMI? È assodato: i consumi dichiarati dalle case non sono veri e non possono esserlo perché rilevati con standard che poco hanno a che fare con la realtà. Nel 2013 potrebbe aprirsi un grosso dibattito su questo tema, non solo in Europa ma soprattutto negli USA dove invece la discussione è se i consumi dichiarati corrispondono effettivamente a quelli riscontrabili dal comune guidatore. Il fronte è stato aperto da una class action verso la Ford, seguita da altre verso General Motors, Honda e Toyota e anche Hyundai sembra essere nel mirino. Grandi studi legali sono intenzionati a dimostrare che le case dicono bugie, in particolare sui consumi dei modelli ibridi, e per questo devono soldi ai consumatori che pagano di più per risparmiare sul carburante. Se venisse accettato questo principio – sacrosanto, nella sostanza – occorrerebbe rivedere tutto il sistema di omologazione e vedremo dati sicuramente meno eclatanti, ma almeno corrispondenti al vero.

10. GLI INCENTIVI 2013. Incentivi per ridare un minimo di ossigeno a un mercato davvero asfittico. Molti li vorrebbero di nuovo, ma se siamo crollati da 2,5 a 1,4 milioni di vetture, forse bisognerebbe credere a chi dice che sono una droga che, alla fine dei conti, indebolisce il mercato saturandolo in anticipo. Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha promesso un piano di bonus che premiano le auto più virtuose, il decreto è andato, ma mancano i decreti attuativi che, con la crisi di governo, giacciono su chissà quale scrivania. Se poi si considera che il sistema informatico necessario alla gestione dei fondi ha bisogno di almeno un mese per la verifica e che il monte stanziato è di 45 milioni nel 2013 e di 35 milioni nel 2014, per di più solo il 30% è destinato ai privati, si capisce perché anche le case più interessate non vi facciano troppo affidamento: si prevede infatti che il loro esaurimento avverrà in un mese circa. Come dire: tentare l’elettrochoc con le pile per l’orologio da tavolo. Difficile che riesca.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Attualità , auto elettrica , assicurazioni


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