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pubblicato il 31 dicembre 2012

Il 2012 dell'auto, cosa ci ricorderemo

10 fatti, tendenze e novità che hanno segnato quest'ultimo anno, difficile sia per l'industria che per gli automobilisti

Il 2012 dell'auto, cosa ci ricorderemo
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  • Nel 2012 gli italiani hanno comprato più bici che auto	  	   - anteprima 1
  • Sono esplose le vendite di auto a GPL e metano	  	   - anteprima 2
  • Auto e smartphone, l\'integrazione è sempre più diffusa - anteprima 3
  • Per avere una Toyota Yaris Hybrid bisogna aspettare 6 mesi - anteprima 4
  • La piattaforma MQB del Gruppo Volkswagen - anteprima 5
  • La nuova Range Rover pesa 400 chili in meno - anteprima 6

Il mercato è in crisi? Solo da noi. Alla fine del 2012 infatti saranno state prodotte 80 milioni di automobili e, se nell’Europa è stata già preventivata la chiusura di alcuni stabilimenti, fervono le aperture di nuovi impianti nei cosiddetti paesi emergenti, anche se la Cina, quale primo mercato mondiale, non può più essere ritenuto tale. Toyota si riprenderà in silenzio la posizione numero 1 sfiorando una produzione a doppia cifra, Volkswagen si avvicinerà ai 9 milioni insidiando General Motors mentre i coreani di Hyundai e Kia continueranno a marciare come i treni facendo finta che gli venga naturale. Il 2012 non è stato un anno facile, ma pieno di contrasti. Ecco dieci elementi che hanno caratterizzato l’anno che sta per passare.

1) GLI ITALIANI NON AMANO PIU’ L’AUTO o, perlomeno, la usano sempre meno. Colpa di bollo e superbollo, di balzelli vari, di limiti alla circolazione diversi da comune a comune, delle assicurazioni che continuano a salire nonostante il calo degli incidenti e soprattutto di un pieno il cui costo in due anni è salito del 25%. Il risultato è un aumento del costo chilometrico dell’11% al quale gli italiani hanno risposto tagliando le percorrenze del 5% e acquistando meno carburante. Le statistiche parlano del 15-20% in meno, troppo per non far scattare l’allarme rosso anche presso centri di beneficienza come le compagnie petrolifere che hanno dato vita a campagne di taglio dei prezzi senza precedenti durante il periodo estivo. Intanto l’auto come fenomeno di massa, avvolto da un’aura di emozioni e speranze, sta tramontando: sempre più difficile averne due a casa e i giovani, che prima identificavano i 18 anni con libertà e patente, ora guardano ad altro.

2) ALTRO CHE INCENTIVI L’esplosione del GPL e del Metano è avvenuta proprio nell’anno in cui di bonus per l’acquisto di auto a gas non se ne sono visti. Nei primi undici mesi del 2012 il gas di petrolio liquefatto ha superato il 9%, quello naturale si avvicina al 4% con indici tendenziali ancora più favorevoli. Crescono i punti di rifornimento per quantità e distribuzione sul territorio, ma soprattutto cresce la disponibilità di prodotti, in particolare a metano, anche sulle fasce più basse. Le ultime novità sono la Panda con il bicilindrico TwinAir e il trio up!/citigo/Mii che con 79 g/km dichiara emissioni da record. Volkswagen ha pronta la sua offensiva sia per i modelli compatti, sia per quelli di classe media inoltre anche altre case e altri mercati sembrano interessarsi al metano, primo fra tutti gli USA. Honda ha già un suo modello, Audi ne promette altri, GM è pronta ad usare la tecnologia sviluppata da Opel, Toyota pensa a una Camry ibrida alimentata a gas. E l’Italia con aziende leader mondiali come BRC e Landi Renzo è pronta a recitare la sua parte.

3) AUTOMOBILE = SMARTPHONE. La telematica nel 2012 è diventata strutturale all’automobile così come i telefonini di nuova generazione lo sono già nella vita di molte persone. Clio, 208, up! e anche Yaris hanno sistemi integrabili con app, il Cue di Cadillac offre persino l’inserimento dell’indirizzo su una sola riga per il navigatore, e lo schermo capacitivo che consente di allargare le immagini con pollice e indice. Le case promettono integrazione perfetta con i sistemi iOs e Android, ma soprattutto chiedono aiuto al mondo dell’elettronica. Ecco che Ford sviluppa il Sync con Microsoft e la Chevrolet Spark EV elettrica è la prima auto a usare il sistema di riconoscimento vocale Siri di Apple. La prossima frontiera è il cloud computing con l’automobile perfettamente immersa nella rete e capace di interagire come un pc, un tablet o uno smartphone.

4) ELETTRICO ANCORA NO, ma ibrido sì, eccome! Il 2012 ha rimandato ancora una volta l’esplosione commerciale dell’auto a emissioni zero, ma ha segnato il successo definitivo del mix tra motore a benzina o gasolio e quello ad elettroni. L’Audi ha vinto la 24 di Le Mans con la R18 TDI e-tron, Toyota gli ha messo paura battendola in diverse gare del campionato endurance e, da antesignana di questa tecnologia, nel 2012 ha superato vari record: il più eclatante è oltre un milione di ibridi prodotti ovvero il 15% del totale. Intanto è arrivata la Yaris Hybrid allo stesso prezzo della Diesel, per la Auris Hybrid in Italia si punta al 50% delle vendite e la Prius plug-in sfiora i 50 km/litro andando sotto i 50 g/km di CO2. Gli ibridoscettici sono spariti o hanno cambiato idea. Uno di questi è il presidente del gruppo Volkswagen, Martin Winterkorn che ha promesso una valanga di ibridi plug-in per i prossimi anni.

5) MODULARER QUERBAUKASTEN, meglio nota come MQB, la nuova piattaforma modulare per modelli a motore trasversale del gruppo Volkswagen, base unica di Volkswagen Golf, Audi A3, Seat Leon e Skoda Octavia, solo per citare le auto già viste e annunciate. Mai si era vista una base comune capace di coprire tre segmenti (B, C e D) e nella quale la qualità delle tecnologie costruttive si trasforma in quantità. Il suo ideatore, Ulrich Hackenberg, capo della ricerca e sviluppo di Volkswagen, la definisce "l'arma strategica" perché a regime saranno oltre 40 i modelli derivati dalla MQB per volumi di circa 4,5 milioni di unità, dunque una buona fetta di quei 10 milioni che dovrebbero portare il gruppo sul tetto del mondo. Wolfsburg non ha voluto dare numeri, ma gli analisti hanno stimato che sia costata 60 miliardi di euro e produrrà risparmi per 14 miliardi.

6) TUTTI A DIETA Nel 2012 le auto finalmente hanno cominciato a dimagrire, in taluni casi anche a diminuire nelle dimensioni dopo anni di crescita continua. La nuova Golf denuncia 100 kg in meno, altrettanto la nuova Renault Clio e la nuova Maserati Quattroporte che si allunga di 17 cm, la Peugeot 208 addirittura una media di 110 kg con punte di 173 kg a parità di motorizzazione, inoltre è più piccola fuori e più grande dentro. La nuova Range Rover tutta in alluminio pesa ben 420 kg in meno. E il bello è che si parla di auto sempre più accessoriate e sicure le quali dichiarano guadagni in efficienza a doppia cifra con prestazioni migliorate, più comfort e maneggevolezza. Si lavora sulla scocca, ma anche su ogni singolo particolare e le case non si risparmiano nel fornire schemi e tabelle che spiegano come questi dimagrimenti siano stati raggiunti.

7) I CONCESSIONARI La crisi dell’auto non è solo un mercato che è crollato in pochi anni da 2,5 a 1,4 milioni di unità, ma una rete commerciale che alla fine del 2012 ha perso 250 concessionari e ben 10mila posti di lavoro. Un vero e proprio allarme rosso finora inascoltato dal governo, ma anche un modo diverso di vedere un comparto da sempre identificato con l’industria e che invece è composto principalmente da imprese commerciali alle prese con un tracollo senza precedenti. E anche le case non sembrano preoccuparsi, anzi sembrano aver accettato un calo strutturale del nostro mercato riducendo gli stock e allentando la pressione sulle vendite. Dopotutto, per loro c’è la possibilità di crescere in altri contesti mentre per tanti concessionari non rimane altro che morire lasciando dietro di sé una scia di vittime tra lavoratori, competenze e mestieri che valgono forse ancora di più dei mancati introiti all’erario.

8) UK IS BACK nel 2012 l’auto britannica è tornata. Sugli scudi il gruppo Jaguar Land Rover che, a 4 anni dall’acquisizione da parte di Tata, ha vendite che vanno a gonfie vele, presenta la nuova Range Rover e la F-Type e annuncia piani di prodotto, investimenti e ampliamenti per stabilimenti e personale. Che dire poi di Nissan e Honda con i loro transplant d’Oltremanica? A Sunderland non si sa come andare dietro agli ordini di Qashqai e Juke e ci sono in arrivo un nuovo modello e addirittura la prima Infiniti prodotta fuori del Giappone. A Swindon oltre alla Civic, è arrivata la CR-V e presto ci sarà anche un crossover compatto. Persino Renault passa il canale chiedendo la collaborazione della Caterham per rifare l’Alpine. L’Aston Martin ha trovato invece nella italiana Investindustrial nuovo ossigeno finanziario per rilanciarsi. La regina è salva.

9) IL RITORNO DELLE ALLEANZE, anche se in molti casi si tratta di convivenze di interesse e non di matrimoni veri e propri. BMW dà a Toyota i suoi motori diesel 4 cilindri e si mettono a lavorare insieme su ibrido ed elettrico. I giapponesi hanno poi confermato l’accordo per la Aygo/107/C1 con PSA Peugeot Citroën che, oltre a rinnovare gli accordi con BMW per i motori a benzina e con Ford per i Diesel, ha aperto la porta a General Motors per un’alleanza che, partita in tromba per la logistica e gli acquisti, appare faticosa per tutto il resto. Viaggiano invece meglio gli accordi tra Daimler e Renault-Nissan: Smart, Twingo, piattaforme, motori diesel e benzina stanno già diventando merce comune. Divorzio definitivo invece per Ford e Mazda che si sono divise l’ultimo bene in comune: la joint-venture in Cina. L’americana si dichiara zitella a vita, la giapponese invece ha trovato in Fiat il partner per la prossima MX-5, e forse non solo per quella.

10) TRE, IL NUMERO PERFETTO anche per i motori. Il 2012 ha visto infatti il lancio di unità che hanno rivoluzionato il modo di vedere i 3 cilindri sinonimo di rumore e vibrazioni. Strabiliante l’EcoBoost mille di Ford: iniezione diretta, doppio variatore di fase, turbocompressore e altre raffinate soluzioni per potenze fino a 125 cv. Rivoluzionario abbastanza per entrare nel cofano di compatte come la Focus e la C-Max e persino in quello della nuova Mondeo e della Fiesta per il mercato americano. Sono arrivati anche i 3 cilindri francesi. Il 900 cc turbo della Renault Clio sarà il cuore anche della prossima Smart mentre i nuovi mille e 1,2 litri di Peugeot metteranno presto famiglia e cavalli. Tutti hanno un 3 cilindri pronto: Hyundai ha un mille da 106 cv, General Motors e persino BMW. Si attende la risposta dei giapponesi, antesignani di questo tipo di frazionamento, e di Volkswagen.

Autore: Nicola Desiderio

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