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pubblicato il 21 dicembre 2012

Incentivi auto 2013, manca il decreto e slittano a febbraio

Le agevolazioni riguarderanno solo i veicoli ecologici, ma ne beneficeranno in pochi

Incentivi auto 2013, manca il decreto e slittano a febbraio

Ormai è chiaro. Gli incentivi per le auto ecologiche previsti per il 1 gennaio 2013 slittano in data da definirsi. A bloccare l’avvio dell’erogazione delle agevolazioni è l’assenza del decreto di attuazione della Legge 134 del 7 agosto 2012, il cosiddetto Decreto sviluppo che contiene le norme per favorire la diffusione dei “veicoli a basse emissioni complessive”, quindi elettriche, ibride o alimentate con Gpl, metano, idrogeno o biocombustibili. Un provvedimento, il decreto di attuazione, necessario per definire le regole di accesso agli “sconti” che avrebbe dovuto essere emanato entro la metà di ottobre, data nel quale era già pronta una bozza pressoché definitiva. A ritardarne la ratifica sono molte ragioni, ma la principale riguarda l’esigenza di attendere l’approvazione della Legge di stabilità, deliberata dal Senato il 20 dicembre e in via di approvazione alla Camera, che ne definisce la copertura finanziaria. Un’attesa d’obbligo poiché durante il dibattito potevano essere approvati emendamenti che cambiano le regole del gioco. Come è avvenuto. Le risorse disponibili per gli anni 2013 e 2014 sono state diminuite e questo ha alimentato ancor di più le già numerose polemiche sulla scarsità dei fondi a disposizione. Gli incentivi, così pensati, non solo riguarderanno le sole auto a basso impatto ambientale, ma potranno essere utilizzati solo da pochissimi italiani.

LE NOVITA' IN DETTAGLIO
Due le principali novità introdotte, una tecnica e una finanziaria. La prima è stata necessaria per superare l’impasse creato dall’assenza del decreto di attuazione che, di fatto, rende impossibile avviare gli incentivi dal 1 gennaio. La nuova norma, dunque, definisce l’avvio delle agevolazioni a partire dal 30esimo giorno successivo dalla data di entrata in vigore dell’atteso decreto di attuazione. Considerate le prossime festività, è facile ipotizzare che la delibera del regolamento avvenga verso la seconda metà di gennaio, fattore che farebbe scattare gli incentivi verso al fine di febbraio. Un intervallo di tempo durante il quale si dovrà realizzare anche l’apposito portale che consente di accedere alle agevolazioni. Il sistema previsto, infatti, è simile a quello utilizzato in passato per gli incentivi per la trasformazione a gas delle vetture che prevede l’obbligo di prenotare lo “sconto” nell’apposito sito e di convertirlo nell’acquisto dell’auto entro i 90 giorni successivi.

BUDGET TAGLIATO
La novità finanziaria si riferisce la riduzione di 10 milioni di euro delle risorse disponibili per gli anni 2013 e 2014, che passano da 50 e 45 milioni rispettivamente a 40 e 35 milioni. Da sottolineare che per il primo anno (per gli anni successivi la ripartizione non è ancora stata decisa) il “taglio” colpisce soltanto il budget destinato ai modelli con emissioni comprese tra 51 e 95 g/km e tra 96 e 120 g/km (da 35 a 25 milioni), mentre rimane invariata la quota destinata alle “under” 50 g/km (15 milioni). Viceversa, dovrebbe rimanere confermato il bilancio di 45 milioni di euro per il 2014. Ricordiamo che coloro che acquistano nel 2013 e 2014 un veicolo con emissioni di CO2 non superiori a 50 g/km può contare su un contributo del 20% del prezzo d’acquisto fino a un massimo 5.000 euro (15% fino a un massimo di 3500 euro nel 2015). Valori che scendono a un massimo di 4.000 euro (3.000 nel 2015) per l’acquisto di veicoli dalle emissioni complessive non superiori a 95 g/km, e di 2.000 euro (1.800 nel 2015) per quelli sotto i 120 g/km di CO2.

AUMENTANO LE CRITICHE
Più che l’allungamento dei tempi di entrata in vigore della norma, a suscitare probabili polemiche è l’ulteriore taglio delle risorse finanziarie, fattore che svilisce ancora di più un provvedimento che ha richiesto più di tre anni di lavori parlamentari e che è stato stravolto dalla sua forma originaria. Facile, dunque, prevedere un inasprimento delle critiche dell'UIGA e di altri addetti al settore), come Federauto che arriva a definire il provvedimento “una legge porcellum sull’auto che farà buttare decine di milioni di euro senza ottenere nulla”. Secondo molti, infatti, il 30% delle risorse finanziarie destinate ai privati non è in grado di incidere sulle vendite (se tutto il budget stanziato fosse utilizzato per le auto elettriche contribuirebbe per sole 2.400 auto) e il 70% riservato alle aziende potrebbe addirittura non essere sfruttato per l’obbligo di rottamazione. Dai dati forniti dall’Unrae, infatti, i veicoli con più di 10 anni appartenenti alle flotte italiane sarebbero soltanto 10.000. A cambiare la situazione potrebbe essere l’Unione Europea che sta pensando ad agevolazioni specifiche per la mobilità sostenibile che, se approvate e recepite dall’Italia, permetterebbero di avere più risorse per l’acquisto di veicoli a basso impatto ambientale.

Autore: Stefano Panzeri

Tag: Mercato , incentivi


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