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pubblicato il 21 dicembre 2012

Alcol: la Cassazione per la sicurezza stradale

Due sentenze stangano chi alza il gomito

Alcol: la Cassazione per la sicurezza stradale

La Cassazione in difesa della sicurezza stradale, e contro chi beve alcol prima di mettersi alla guida. Anzitutto, la Suprema corte, sezione quarta, con sentenza numero 48251 del 13 dicembre 2012, ha confermato che, per multare un automobilista in stato d’ebbrezza, bastano i sintomi dell’ubriachezza: non è necessario l’alcoltest delle Forze dell’ordine. Con decisione del febbraio 2012, la corte d’Appello di Milano confermava la sentenza emessa del giugno 2011 dal Gip del Tribunale della stessa città che aveva dichiarato Z. D. responsabile del reato di guida in stato d’ebbrezza (articolo 186 del Codice della strada), e lo aveva condannato alla pena di un mese d’arresto e 600 euro di ammenda, con la sospensione condizionale della pena e la sospensione della patente di guida per la durata di mesi sei. Avverso tale sentenza lo Z. D. proponeva ricorso per Cassazione: l’accertamento del reato era stato eseguito sulla base dei sintomi e secondo il ricorrente deve essere effettuato necessariamente mediante il ricorso a strumenti tecnici che consentano di determinare il tasso alcolemico in modo certo e incontroverso. Ma pure la Cassazione gli ha detto no: la rilevazione empirica, basata sull’osservazione di soli, presunti elementi sintomatici, consente di desumere lo stato di ebbrezza.

PRECEDENTI
In base alla giurisprudenza della Cassazione, lo stato di ebbrezza può essere accertato con qualsiasi mezzo e quindi anche su base sintomatica, indipendentemente dall’accertamento strumentale; dovrà comunque essere ravvisata l’ipotesi più lieve quando, pur risultando accertato il superamento della soglia minima, non sia possibile affermare, oltre ogni ragionevole dubbio, che la condotta dell’agente rientri nell’ambito di una delle due altre ipotesi. Insomma, alticcio sì, ma con la multa minima (per oltre mezzo grammo di alcol ogni litro di sangue, ma meno di 0,8 grammi). Ma nulla vieta che, a fronte di manifestazioni eclatanti di ebbrezza, il giudice, fornendo la sua decisione di adeguata motivazione, possa logicamente ritenere superata una delle due soglie superiori: fra 0,8 e 1,5 grammi; oppure oltre 1,5 grammi.

AGGRAVANTI
Non va poi dimenticato che lo Z. D., come riferito dagli agenti operanti, si era allontanato a bordo della sua auto a velocità sostenuta, aveva schivato miracolosamente altri veicoli, omettendo di dare la precedenza ai pedoni, aveva attraversato un incrocio incurante del semaforo rosso e quindi si era fermato in un’area di parcheggio accasciandosi sul sedile. Gli agenti hanno poi riferito che l’imputato, visibilmente ubriaco, aveva con se quattro confezioni di vino del tutto svuotate e aveva rifiutato di sottoporsi all’alcoltest. Come dire: c’erano numerosissimi indizi contro il ricorrente...

ALTRA SENTENZA
La Cassazione, con sentenza numero 48239 del 13 dicembre 2012, ha inoltre respinto il ricorso di un guidatore che, condannato per ebbrezza, aveva proposto ricorso in diversi gradi, sostenendo che la causa fosse una pomata contro il gonfiore labiale che conteneva alcol. Niente da fare: per far scattare il reato, hanno spiegato gli ermellini, non rileva la quantità di alcol da questi assunta, ma la quantità assorbita dal sangue e, quindi, presente. Conta solo essere “positivi” all’alcoltest delle Forze dell'ordine: l'imputato non può essere ammesso a dimostrare di essere stato nelle condizioni fisiche e mentali di guidare. Questa è anche una sentenza anti-furbetti: si evita che in futuro qualche guidatore si giustifichi dicendo il falso, ossia che la colpa dell’ebbrezza è di un farmaco.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , sicurezza stradale


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