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Da Sapere

pubblicato il 31 dicembre 2012

Dossier Come si Fa

Come si fa il pieno di GPL

Risparmiare sui costi chilometrici è facile e gratificante, a patto di seguire una serie di semplici regole per la convivenza con l’auto a gas. Organizzazione e attenzione sono le parole d’ordine

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L’auto a GPL fa risparmiare sui costi chilometrici, fino al 50% rispetto a quella a benzina, e può contare su di una rete distributiva capillarmente diffusa nel nostro paese (oltre 3.000 impianti). I distributori di GPL sono presenti in tutte le regioni italiane, dislocati quasi sempre fuori dai centri storici e nelle zone extraurbane, autostrade comprese. Nelle aree di servizio autostradali sono sempre aperti, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, mentre al di fuori dei caselli tendono a rispettare le chiusure serali e festive. Anche se previsto dalla legge italiana, non è ancora disponibile il GPL self-service e ci si deve quindi sempre affidare al gestore della pompa. Vediamo come.

BASTA ORGANIZZARSI
Per trovare il distributore di GPL più vicino sono disponibili diversi siti internet, applicazioni per smartphone, mappe POI per i navigatori o semplici guide cartacee che aiutano a non rimanere a secco di gas, ma quando si trova quello giusto e non si ha molta autonomia a disposizione è bene fare una telefonata preventiva al gestore per avere conferma sull’apertura, gli orari e la disponibilità di GPL. Se si pianifica un lungo viaggio al di fuori della rete autostradale è necessario fare il pieno negli orari di apertura e calcolare senza troppo ottimismo l’autonomia a GPL della propria vettura, per non dover attingere al “carissimo” serbatoio della benzina.

TEMPO-COSTO-DIFFICOLTA'
Fare il pieno di GPL richiede poco tempo in più del classico rifornimento di benzina, in media 5-10 minuti, ma nei distributori più affollati o con un solo erogatore può capitare di doversi mettere in fila. Posizionata l’auto vicino alla pompa del GPL occorre rivolgersi all’operatore, l’unico autorizzato a connettere la pistola del gas al bocchettone del serbatoio; questo si trova solitamente nello stesso vano del tappo benzina o in un apposito attacco esterno ricavato nel posteriore dell’auto (carrozzeria o paraurti). Alcuni modelli sono forniti di un adattatore per la pistola del GPL, da conservare con cura in auto. Attualmente il costo di un pieno di GPL varia dai 20 ai 50 euro, a seconda della capienza del serbatoio. Ricordiamo che le auto a GPL sono spesso escluse dai alcuni blocchi del traffico, indipendentemente dall’anno di immatricolazione.

I TRE CONSIGLI DI OMNIAUTO.IT
1) Il serbatoio della benzina va mantenuto ad un livello compreso fra un quarto e metà, ricordandosi di rinnovarla periodicamente: questa viene infatti utilizzata nelle fasi di avviamento dell’auto, prima di passare automaticamente al funzionamento a GPL.
2) Le vetture a GPL immatricolate dal gennaio 2001 (o con impianto installato dopo quella data) possono parcheggiare anche al primo piano interrato di garage e autorimesse, ma per sicurezza controllate che riportino sul libretto il regolamento ECE/ONU 67-01.
3) Quando fate un viaggio in traghetto dichiarate l’alimentazione a GPL sia alla prenotazione del biglietto che all’imbarco, informandovi su ulteriori regolamenti delle singole compagnie di navigazione. Se invece andate all’estero procuratevi gli appositi adattatori europei, nelle tre tipologie Dish, Acme e Bajonett.

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , gpl , come si fa


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