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pubblicato il 12 dicembre 2012

L'ANFIA chiede l'istituzione di una "Consulta del settore automotive"

Il Presidente del Consiglio Mario Monti ha accolto con interesse la proposta, ma il suo governo ha i giorni contati

L'ANFIA chiede l'istituzione di una "Consulta del settore automotive"

L'industria dell'auto italiana vuole fare sistema. Mai come oggi, di fronte alla crisi economica e al crollo delle immatricolazioni, è importante che gli imprenditori siano uniti di fronte a governo e istituti bancari. Anche per questo l'ANFIA, l'Associazione Nazionale Fra Industrie Automobilistiche, ha chiesto l'istituzione di una Consulta sul settore automotive che, "con il supporto del Governo e la partecipazione attiva dei Ministeri competenti, insieme alle istituzioni deputate all’internazionalizzazione e allo sviluppo delle aziende, e con i rappresentanti della filiera industriale nazionale (ANFIA e i produttori di autoveicoli), diventi l’interlocutore privilegiato per i provvedimenti legislativi che riguardano il mondo della mobilità, e monitori l'effettiva realizzazione dei punti programmatici che ne costituiscono il fondamento". Il Presidente dell’Associazione, Roberto Vavassori, lo ha annunciato oggi durante l'Assemblea Pubblica ANFIA che si è svolta a Roma presso il Teatro Capranica, alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti che ha accolto con interesse la proposta, ricordando però che il suo governo ha di fronte pochissimo tempo. L'ANFIA si è impegnata a verificare con i relativi referenti istituzionali la fattibilità dell’avvio dei lavori.

LA CONSULTA SUL SETTORE AUTOMOTIVE
La Consulta, descritta da Vavassori, avrebbe anche "il compito di attrarre realtà estere sul territorio italiano, di favorire la crescita dimensionale, quindi l’aggregazione, delle imprese automotive, e di sviluppare ulteriormente le roadmap tecnologiche per i veicoli a basse emissioni di carbonio - considerando le diverse tipologie di combustibili - in modo che l’Italia diventi il Paese ideale per gli investimenti in nuove tecnologie". Ma non è stata l'unica proposta dell'ANFIA per rilanciare l'industria dell'auto. L'obiettivo dell'Assemblea è stato quello di fornire un quadro autorevole e aggiornato sul settore auto nel mondo, in Europa e in Italia, e di presentare nove proposte concrete su cui lavorare da subito in questi tre scenari, per garantire alla filiera italiana un futuro sostenibile. "Per l’Italia, gli obiettivi che ci poniamo riguardano il mercato e la produzione - ha detto Roberto Vavassori, in attesa che si ristabiliscano le condizioni per una ripresa della fiducia dei consumatori e delle imprese (primo ingrediente per far ripartire le vendite) - occorre varare misure fiscali che consentano al mercato auto italiano di ritornare su un livello fisiologico, intorno ai 2.000.000 di unità l’anno". ANFIA si è detta disponibile a rimodulare insieme ai Ministeri competenti il carico fiscale attuale, attuando un alleggerimento e una semplificazione compatibili con le esigenze di gettito dell’Erario. "Tra le nostre proposte, occupa quindi un posto importante l’idea di un miglior coordinamento tra i rappresentanti della filiera e gli organi istituzionali ai fini di una legislazione più competitiva".

LE RIFORME CHIESTE ALL'ITALIA
Dal punto di vista della produzione le proposte dell'ANFIA sono diverse. Innanzitutto si chiede la riduzione di almeno l’80% della componente A3 del costo dell’energia per le imprese ad alta intensità energetica, come quelle dell’automotive, ed una deroga al Patto di stabilità per consentire investimenti mirati sul trasporto locale - volti al rinnovo del parco autobus e dei veicoli speciali (come quelli per la raccolta dei rifiuti) – e per il pagamento dei debiti pregressi della P.A. verso le imprese fornitrici. Infine, l'ANFIA chiede il lancio, a livello nazionale, di un progetto pilota per una mobilità integrata e sostenibile in un’area geografica selezionata, in cui le imprese della filiera mettano a disposizione le proprie risorse e competenze per lo sviluppo di un modello di mobilità intelligente e integrata, e il Governo si impegni semplicemente a garantire velocità di approvazione dei progetti e snellimento dei vincoli normativi.

FUORI DAI CONFINI NAZIONALI: SERVE LIBERO SCAMBIO E INTERNAZIONALIZZAZIONE
Allargando l'orizzonte oltre i confini nazionali occorre secondo l'ANFIA bisogna favorire la liberalizzazione degli scambi internazionali, a patto che gli accordi di libero scambio siglati dall’Ue siano basati su una reciprocità effettiva, ed occorre migliorare il raccordo tra Italia ed Europa sulla legislazione, sull’intercettazione dei fondi destinati all’R&D - in vista del nuovo programma dell'Unione europea per il finanziamento della ricerca e dell'innovazione, Horizon 2020 - e allo sviluppo della mobilità sostenibile, e sul peso delle lobby. Inoltre, gli industriali italiani della filiera auto desiderano far parte e assumere come proprio l'obiettivo di passare, in Italia, dall’attuale 15,9% al 20% di PIL legato all’industria manifatturiera entro il 2020, e addirittura superarlo, tornando, così, ai livelli del 2000, che altri Paesi, come la Germania, sono riusciti a mantenere nonostante la crisi. A livello mondiale, l’obiettivo è puntare sull’internazionalizzazione delle PMI italiane con il supporto di ICE, SACE e SIMEST, integrate tra loro, concentrandoci su due mercati particolarmente interessanti: USA e Russia.

IL FOCUS SUL COMPARTO DELLA COMPONENTISTICA
Dopo il discorso del Presidente dell'Associazione Roberto Vavassori, l'Assemblea è proseguita con interventi a carattere internazionale ed un particolare approfondimento del comparto della componentistica. Ralf G. Kalmbach, membro dell’Executive Committee e Responsabile dell’Automotive di Roland Berger Strategy Consultants, ha descritto l'attuale situazione di mercato e dato alcune anticipazioni sui prossimi anni e Carlo Pettinelli, Direttore responsabile per la Crescita sostenibile e UE 2020 della Direzione generale per le imprese e l'industria della Commissione europea, ha descritto la nuova strategia di politica industriale proposta dalla Commissione per una moderna reindustrializzazione, che i Ministri Ue hanno approvato il 10 dicembre scorso - insieme al piano d'azione per le auto europee "Cars 2020" - e il cui obiettivo è avere entro il 2020 il 20% del PIL frutto del manifatturiero. Infine l'Associazione ha dato voce ai rappresentanti di due realtà aziendali molto diverse per struttura, dimensione e comparto merceologico, che hanno raccontato la propria esperienza della crisi: problemi, trasformazioni, strategie di investimento. Aurelio Nervo, Amministratore Delegato di SKF Industrie S.p.A. ha descritto le sfide che una multinazionale del settore automotive operante in Italia si trova a dover fronteggiare in un momento di forte criticità per l’intero Sistema Paese, puntando su elementi di innovazione e differenziazione dei prodotti e sul processo di internazionalizzazione. Luca Margaritelli, Amministratore Delegato di Compagnia Italiana Rimorchi, ha invece presentato il caso di una media impresa del settore degli rimorchi per veicoli industriali, che ha scelto la strada dell’aggregazione per superare i limiti posti alla competitività e allo sviluppo da un’eccessiva frammentazione industriale.

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Tag: Attualità , produzione


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