dalla Home

Home » Argomenti » Auto e Salute

pubblicato il 13 dicembre 2012

Dossier Auto e Salute

Una valigia carica di... pericoli per la schiena

Occhio a come sollevate i pesi anche quando caricate l'auto per un viaggio

Una valigia carica di... pericoli per la schiena

Caricare le valigie in auto senza farsi male a schiena e articolazioni: un’impresa non da poco spiegarlo, giacché tutto si gioca sui piccoli movimenti, sui minimi spostamenti, sulla sensibilità individuale della muscolatura. Per questo, ci siamo fatti aiutare dal dottor Francesco D’Ambra, osteopata e specialista posturologo (nonché titolare di Riabilitazione posturale sas): "La base di partenza - ci spiega D’Ambra - si chiama stress da auto. Nasce dalla postura sbagliata alla guida, passa per operazioni di carico errate, e arriva a posizione scorrette durante la giornata. Risultato: mal di schiena".

STREGA IN AGGUATO
Una delle situazioni acute, che più frequentemente si presentano all’osteopata, è il “colpo della strega”, un particolare tipo di lombalgia acuta, che colpisce senza limiti d’età o sesso. In osteopatia, questa disfunzione viene considerata primaria, vale a dire non derivante da altre disfunzioni, perché il suo esito è sempre acuto ed in seguito ad un movimento brusco: causa una sublussazione temporanea delle faccette articolari di L5-S1, ossia l’ultima vertebra lombare e la prima sacrale. E una delle cause potrebbe essere proprio il sollevamento di una valigia: un movimento particolarmente scorretto e brusco va a creare la sublussazione, accompagnata da una rigidità muscolare cronica di tutto il corpo.

LE FASI DEL “MALE”
“La meccanica disfunzionale del colpo della strega - dice D’Ambra - usualmente è la seguente: il paziente è in piedi, si china per raccogliere una valigia da terra facendo compiere al tratto lombare della colonna una flessione, rotazione e latero-flessione. Tali movimenti si distribuiscono fisiologicamente, ma nel caso specifico essendoci delle zone di restrizione articolare delle vertebre sovrastanti L5, lo sforzo di rotazione avviene in questa zona, che in condizioni normali presenta una mobilità ridotta”. Prendiamo come esempio un paziente che dopo una flessione, rotazione e lateroflessione del rachide, si rialza verso l’auto ma, a causa della sublussazione di L5 sul promontorio sacrale, la vertebra rimane bloccata; il sacro, per fare in modo che il tronco mantenga una posizione eretta antalgica, è costretto a compiere una rotazione. Tutto questo con grande dolore del paziente, rendendolo incapace di muoversi.

SOLUZIONE
D’Ambra suggerisce di sollevare la valigia o un altro peso qualsiasi piegando le ginocchia e mai restando rigidi: in quest’ultimo caso, tutto lo sforzo si concentra sulla schiena, e invece dobbiamo farci aiutare dalla spinta delle gambe. Tenere i piedi paralleli e sollevare dalle gambe con i piedi alla larghezza delle spalle. Con la schiena dritta, evitare di chinarsi. Piano pure coi bimbi: il papà che cammina con la figlia piccina in braccio, trascinandosi le valigie da caricare e scaricare alla macchina, “si offre” allo stiramento muscolare della colonna cervicale: piano.

CHE “SPALLATA”
Occhio pure ai muscoli della spalla, quelli della cuffia dei rotatori, che svolgono la funzione di rotazione dell'arto e iniziano il movimento di elevazione; il muscolo deltoide che prosegue il movimento di elevazione dell'arto. Cautela se si solleva un peso solo: il dolore può farsi sentire giorni dopo. C'è poi il bicipite brachiale che contribuisce ai movimenti della spalla con i suoi due tendini detti “capo lungo” che entra a far parte dell'articolazione scapolo-omerale e “capo breve” che si inserisce in una protuberanza della scapola detta coracoide.

SCARICO
D’Ambra mette in allerta pure per la fase di scarico dell’auto, che molto spesso è più stressante della fase di carico. I motivi sono semplici: solitamente - quando si dispone un peso in auto - si ha molto spazio esterno, il che permette di organizzare i movimenti in maniera adeguata; ma - quando bisogna sollevare un peso, magari in fondo al baule dell’auto - il tutto può divenire molto pericoloso. Inoltre, lo scalino del cofano obbliga a un’inclinazione non proprio semplice. “La soluzione - spiega D’Ambra - è sempre la stessa, una distribuzione simmetrica dei pesi. La valigia in fondo, per intenderci, va sempre spostata o avvicinata con entrambe le braccia e poi sollevata tenendola il più possibile vicino al corpo in modo da non mettere eccessivamente fuori asse il baricentro corporeo. Lo stesso vale per quando si adagia un bimbo sul seggiolone posteriore dell’auto”.

IL PARERE DEL DOTTOR BORTONE
In merito, abbiamo anche sentito il dottor Antonio Bortone, fra l’altro presidente nazionale dell’Associazione italiana fisioterapisti: “Disturbi e patologie che si sviluppano a carico dei sistemi ed apparati osteoarticolare, muscolotendineo, nervoso e vascolare, possono essere causati e/o aggravati dal sovraccarico biomeccanico al quale sottoponiamo giornalmente il nostro corpo. Nello specifico, qualsiasi attività che preveda il trasporto o il sostegno di un carico, comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare, può comportare lesioni e disturbi muscolo scheletrici, in base alle caratteristiche stesse del carico, a posture incongrue o obbligate e a condizioni ergonomiche sfavorevoli”. Ergo, il caricare e lo scaricare le valigie dall’auto non fanno eccezione: “Anche un semplice gesto, quale appunto preparare la propria auto per la partenza, in persone che presentano problematiche preesistenti o fattori lavorativi predisponenti, potrebbe essere la classica ‘goccia che fa traboccare il vaso’, decretando la differenza fra delle splendide festività e un ‘doloroso’ intervallo lavorativo”. Fra tutti i disturbi muscolo scheletrici legati alla movimentazione dei carichi, con le dovute differenze relative al sesso e all’attività lavorativa svolta, la sintomatologia dolorosa lombosacrale, con una prevalenza del 56%, continua a rappresentare il problema principale, seguito a ruota dalle problematiche dell’arto superiore, presenti nel 42% dei casi. Meno frequenti, anche se sottostimate, le patologie del rachide cervicale (27%), e dell’arto inferiore, con il 15%. La zona lombare, nello specifico soprattutto il disco intervertebrale, è maggiormente soggetto a stress quando si producono sollevamenti asimmetrici che coinvolgono il tronco a flettersi lateralmente. In generale, il sollevamento asimmetrico può aumentare il rischio di infortunio e di dolore alla schiena. Durante il sollevamento statico le posture in lordosi (con la schiena inarcata in avanti) aumentano la rotazione del bacino e la forza dei muscoli della schiena, sottoponendo così la zona lombosacrale a un maggior stress meccanico. Al contrario le posture in cifosi (con la schiena piegata in avanti) aumentano lo stiramento dei muscoli della schiena e lo scivolamento in avanti delle vertebre.

PESO E ALTEZZA
“Il peso - spiega il dottor Bortone - influenza prima l’attività muscolare e poi i comportamenti posturali. Sembrerebbe che 25 chilogrammi rappresentino un limite da considerare durante la preparazione delle nostre valigie, poiché sopra i 25 kg c’è un sostanziale aumento del rischio per gli infortuni lombari”. Altro fattore da non sottovalutare è l’altezza alla quale si vogliono posizionare le valigie: “Per la colonna, ci può essere una riduzione della capacità del sollevamento del 30% se l’altezza passa da 75 a 165 centimetri, così come per gli arti superiori, in cui si è visto un incremento dell’attività muscolare quando l’altezza è 120 cm. Bisogna tenere in considerazione che quando il bagaglio viene posizionato nel portapacchi, sia l’escursione articolare della spalla sia quella del gomito raggiungono grandi ampiezze e quindi alti carichi posturali. Per la spalla avviene la stessa cosa (flessione di 60° circa) anche quando posizioniamo il nostro bagaglio in basso, dal momento che avviene una flessione relativa del tronco”. Ultimo fattore da tenere presente è quello riguardante la qualità della presa esercitata dalle mani sull’oggetto sollevato (coupling). I carichi sulla colonna diminuiscono quando c’è un buon coupling, così come diminuisce lo sforzo quando si sollevano i bagagli con le maniglie piuttosto che senza.

I CONSIGLI DEI FISIOTERAPISTI
Pensate prima di sollevare la valigia. Testate il peso, evitate di sollevare contemporaneamente più bagagli anche se di piccole dimensioni ed evitate le posizioni che percepite scomode o poco stabili. Nel sollevare la valigia da terra, evitate di mantenere le ginocchia distese e di flettere troppo la schiena. Posizionatevi con i piedi distanziati tra loro, controllate di avere una presa salda con entrambe le mani, piegatevi sulle ginocchia e sollevate il peso utilizzando sia le ginocchia che la schiena (50:50). Cercate di mantenere la schiena in asse con il resto del corpo, non piegatevi in avanti sulla valigia ma al contrario tenete la valigia a diretto contatto con il vostro addome. Fate sempre in modo che siano necessari pochi passi con la valigia in carico. Un paio di passi dovranno essere sufficienti per trovarti proprio di fronte al bagagliaio dell’auto. Valutate in precedenza come posizionare/incastrare tra loro le valigie, questo vi eviterà scomode peripezie con ingenti pesi in mano. Posizionate la valigia all’interno del bagagliaio flettendo di nuovo le ginocchia e non solo la schiena. Nel caso il bagaglio sia da caricare sul portapacchi dell’auto vi consigliamo sempre di chiedere l’aiuto di un’altra persona, questo perché tutti i movimenti che si effettuano over-head (al di sopra della testa), specie se con pesi, sono particolarmente dannosi per le articolazioni di spalle e colonna vertebrale. Anche la scelta della valigia ha la sua rilevanza. Preferire valigie con ruote (inclusi bagagli a mano), a borsoni e valigie datate, significa poter sfruttare le ruote e non doversi caricare del peso almeno nei percorsi a terra. Sceglierle di medie dimensioni vi consente di poterle sollevare con minor difficoltà. La presenza di manici o scalanature per le mani, inoltre, permetterebbe una presa più agevole e sicura, evitando una eccessiva deviazione del polso o flessione delle dita. Controllate sempre il contenuto della valigia, alleggerite il carico (se possibile) perchè oggetti inutili equivalgono a sforzi inutili. E per le donne più esigenti di spazio l’aggiunta di un secondo annesso o beauty case è la soluzione migliore. Al momento del caricamento in auto basterà dividerli, dovrete ripetere il movimento più di una volta ma il peso sollevato sarà notevolmente ridotto.

Leggi altri articoli su Auto e Salute.

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , salute


Top