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Attualità

pubblicato il 4 dicembre 2012

Il Ponte di Messina interessa ai cinesi?

Si profilano all’orizzonte gli investitori stranieri

Il Ponte di Messina interessa ai cinesi?

Importante audizione alla commissione Ambiente della Camera dell'amministratore delegato della Stretto di Messina e amministratore unico di Anas, Pietro Ciucci: la sintesi del suo discorso è che, per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, "c'è interesse di investitori stranieri, sulla base del Decreto legge approvato dal consiglio dei ministri il 2 novembre 2012, che proroga di due anni i termini per l'approvazione del progetto definitivo. Gli investitori cinesi - ecco il cuore del discorso di Ciucci -, sia il fondo sovrano sia la China development bank, la banca d'investimenti cinese, sia qualche operatore di carattere industriale accompagnato da partner finanziari, hanno dimostrato interesse: è evidente che questi investitori davanti a un'opera pubblica desiderano dialogare con il Governo ed avere indicazioni sul da farsi. Da questo punto di vista, il Decreto legge dà indicazioni sulla procedura dettagliata da seguire per la realizzazione dell'opera".

VALENZA DELL’OPERA
Ciucci ricorda che il progetto definitivo dell’opera, per le soluzioni tecniche individuate, presenta una valenza straordinaria: “Il ponte sospeso ha caratteristiche di assoluta novità e singolarità così da suscitare, da sempre, nella comunità scientifica internazionale, un profondo interesse, derivante sia dalla dimensione dell’opera che dalle soluzioni progettuali adottate. La stessa soluzione progettuale prescelta per l’impalcato è nota in tutto il mondo come ‘soluzione Messina’”. Stando a Ciucci, la realizzazione dell’opera permetterebbe di: riqualificare ampie aree urbane; facilitare la fruizione anche delle infrastrutture già esistenti, essendo previsti interventi di risistemazione della viabilità locale, con relativi effetti anche come servizi forniti ai cittadini; creare centri di ricerca scientifica e poli tecnologici per svolgere prove e sperimentazioni, con conseguenti ricadute positive in termini di formazione e crescite occupazionali; generare un “effetto credibilità” indotto dall’investimento, con possibilità di richiamare l’interesse di investitori stranieri, attratti dal miglioramento del contesto ambientale, sociale e culturale descritto.

OCCUPAZIONE
Sulla base di alcune valutazioni compiute dal contraente generale, la presenza media mensile di personale diretto è pari a circa 3.500 uomini e di circa 880 uomini di personale indiretto (contabili, addetti al personale di cantiere amministrativi in generale ecc.). La punta massima di impiego è stimabile, nel complesso, in circa 6.500 unità delle quali 4.700 impegnate in Sicilia e 1.800 in Calabria. Lo stesso contraente ha previsto di attingere all’offerta locale per la metà del fabbisogno di risorse umane, per una presenza media mensile di circa 1.750 uomini, dei quali 1.250 sul versante siciliano e 500 sul versante calabrese.

COSTI
Il progetto preliminare dell’opera, nel 2003, stimava il costo di realizzazione in 4,7 miliardi di euro a valori 2002. L’importo dei lavori da affidare al contraente generale era stimato in particolare in 4,4 miliardi di euro (a valori 2002). I costi complessivi di investimento, espressi a valori correnti, erano valutati in 6,1 miliardi di euro. Al di là del potenziale investitore straniero o cinese che sia, è fondamentale tenere alla larga la criminalità organizzata, che sente l’odore del business colossale. Per questo la Società di Messina, sulla base degli stessi principi di trasparenza e rigore che hanno ispirato l’espletamento delle predette gare internazionali, ha successivamente implementato le proprie procedure per pervenire, ancora una volta all’avanguardia in Italia, alla certificazione in qualità delle attività di Project Management/Alta sorveglianza.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , cina , ponte sullo stretto


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