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pubblicato il 28 novembre 2012

Decreto anti-corruzione: basterà?

Un norma per la trasparenza nelle opere pubbliche è ora in Gazzetta ufficiale

Decreto anti-corruzione: basterà?

Di corruzione nelle opere pubbliche vi abbiamo già parlato molte volte. Il fatto è che un appalto per costruire una strada in Italia, teoricamente da un milione di euro, cresce fino a 1,4 milioni: è una statistica sfornata dal procuratore generale della Corte dei conti, Salvatore Nottola, in occasione della presentazione del Giudizio di parificazione sul Rendiconto generale dello Stato del 2011; la corruzione fa salire i costi delle Grandi opere del 40%. La denuncia di Nottola è netta: "Il fenomeno corruttivo è dato dagli ingiusti costi che esso provoca all'economia e dalla necessità di individuazione dei possibili rimedi sia per la prevenzione sia per la reintegrazione del patrimonio". Anche in quest’ottica va inquadrato il Decreto del presidente del Consiglio dei ministri 3 agosto 2012 recante “Attuazione dell'articolo 8, comma 3, del decreto legislativo 29 dicembre 2011, numero 228 in materia di linee guida per la valutazione degli investimenti relativi ad opere pubbliche e del Documento pluriennale di pianificazione degli investimenti in opere pubbliche”. Che ora è in Gazzetta ufficiale.

RAZIONALIZZARE
Garantire la razionalizzazione, la trasparenza, l’efficienza e l’efficacia delle procedure di spesa relative ai finanziamenti in conto capitale destinati alla realizzazione di opere pubbliche, individuando strumenti e procedure di valutazione ex ante ed ex post delle opere finanziate con fondi statali allo scopo di configurare un monitoraggio dello stato di attuazione che consenta la tutela dell’interesse pubblico: questo l’obiettivo del Decreto. In particolare, per "valutazione ex ante dei fabbisogni infrastrutturali" si intende l'attività distinta per settori, sub-settori e aree territoriali, avente ad oggetto il confronto tra segmenti omogenei di domanda e di offerta di infrastrutture, finalizzata ad identificare obiettivi ed interventi necessari al loro soddisfacimento. La "valutazione ex ante delle singole opere" è invece l'attività di valutazione, effettuata attraverso tecniche proprie dell'analisi costi-benefici, finalizzata ad individuare le soluzioni progettuali ottimali per il raggiungimento degli obiettivi identificati nella valutazione dei fabbisogni infrastrutturali. Per "valutazione ex post" si intende l'attività finalizzata a misurare l'utilità delle opere realizzate, allo scopo di migliorare l'efficienza del processo programmatorio e la complessiva efficacia degli investimenti pubblici. La "selezione delle opere", infine, è l'attività funzionale all'individuazione, in via definitiva, delle opere da realizzare nei diversi settori di competenza di ciascun ministero.

ANAS MODELLO
Nel frattempo, a proposito di efficienza, l’Anas, rappresenta uno tra i casi da prendere a esempio nella Pubblica amministrazione in tema di spending review. È quanto emerge da una ricerca, condotta da Promo PA Fondazione, pubblicata di recente e intitolata "Spending review. Scenari, testimonianze e proposte sulla razionalizzazione dei costi di approvvigionamento della Pubblica amministrazione". Viene riconosciuto all’Anas un approccio efficace e strutturato ai costi, ottenuto “implementando un programma di razionalizzazione della spesa, con risultati significativi e certi”. L’Anas viene assunta come esempio sviluppo di programmi efficaci di razionalizzazione dei costi strutturati nelle fasi di identificazione delle opportunità, definizione del piano degli interventi e monitoraggio del risparmio ottenuto. Come prova del nove, non resta che vedere, fra l’altro, se l’Anas manterrà la promessa di chiudere i cantieri sulla Salerno-Reggio Calabria per il 2013...

Autore: Redazione

Tag: Attualità , infrastrutture


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