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pubblicato il 27 novembre 2012

Polveriera benzina: tra scioperi, Garante e proteste

La situazione diventa sempre più preoccupante con migliaia di piccole e medie imprese a rischio fallimento

Polveriera benzina: tra scioperi, Garante e proteste

Che l’Italia sia un Paese in crisi lo si evince anche dal caos benzina. Dal 12 al 14 dicembre ci sarà lo sciopero dei gestori, per protestare contro il Governo e contro la politica delle Compagnie petrolifere. Gli impianti della rete di distribuzione dei carburanti non avranno la garanzia dei livelli minimi di servizi: ad annunciarlo sono i gestori dei carburanti Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio. Inoltre, il 12 dicembre è prevista una manifestazione nazionale a Roma con un presidio della piazza di Montecitorio. Dal 24 al 30 dicembre prossimi non sarà neppure possibile pagare il rifornimento con carte di credito, pago bancomat e altre modalità POS. Questa protesta è legata ai crescenti costi di gestione delle operazioni di pagamento effettuate tramite POS, che ricadono sui benzinai. Come ulteriore forma di protesta le tre sigle sindacali hanno deciso di indire il “no RID day” in un giorno a scelta fra 21, 22 e 23 dicembre; ciascun gestore manderà insoluto il pagamento di una fornitura di carburanti, a titolo di “Parziale anticipo sull’aumento retributivo che sarà definito nei futuri accordi collettivi nazionali”.

DRAMMA
I benzinai hanno indetto lo sciopero nazionale per denunciare “la drammatica crisi strutturale che attraversa la distribuzione carburanti e colpisce duramente le migliaia di piccole imprese di gestione”. Secondo i sindacati tutto questo ha portato le piccole imprese di gestione ad un indebitamento complessivo per l’intera categoria superiore ai 300 milioni di euro. Il tutto, “di fronte ai danni ingentissimi e non più ulteriormente sopportabili - dicono i sindacati - che i gestori stanno sopportando e alla sostanziale inerzia che non è stata scalfita nemmeno dagli impegni, completamente disattesi, che ministero e industria petrolifera si sono assunte con la sottoscrizione formale del verbale del 27 luglio scorso''.

SENZA ECCESSI
Tuttavia, il Garante sugli scioperi, Roberto Alesse, chiede il ''rispetto dei servizi minimi: ricordo che l'astensione, se valutata regolare dall'Autorità, dovrà svolgersi nel più rigoroso rispetto della regolamentazione di settore, la quale prevede, tra i servizi minimi da garantire, un numero di stazioni di rifornimento non inferiore al cinquanta per cento di quelli aperti nei giorni festivi, sulla rete urbana ed extraurbana, e almeno una stazione ogni centochilometri, sulla rete autostradale. Ogni comportamento difforme sarà preso in considerazione dall'Autorità di garanzia, anche per l'eventuale adozione delle sanzioni pecuniarie previste dalla legge''.

I GESTORI INSISTONO
La Figisc, nelle scorse ore, ha tenuto inoltre a precisare che “è errato imputare l’ultimo aumento di accise (pari a +0,42 cent/litro in data 11 agosto 2012) alla ‘stabilizzazione del bonus fiscale dei gestori’. La strutturalità del bonus è coperta finanziariamente solo dai commi 4 e 6 dell’articolo 34 della Legge 183/2011: a fronte di fabbisogni per 41 milioni di euro nel 2012 a far data dal 1° gennaio 2012 l’aumento di accisa fu pari a 0,001 euro/litro, aumentati a 0,0015 dal 1° gennaio 2013 per fabbisogni stimati nel 2013 pari a 65 milioni di euro”. Stando al sindacato, “altra cosa sono i 65 milioni di euro finanziati con l’aumento dell’11 agosto, in forza di quanto stabilito dall’articolo 30, comma 33 della stessa Legge 183/2011, con finalità, dunque, che nulla hanno a che vedere con il bonus dei gestori”. Poi attaccano Governo e Compagnie, parlando di “illusioni: “Le chiacchiere sui prezzi da abbassare quando altro non si fa che caricarne la componente fiscale; le favole sulla rete che non si ristruttura mai e si continua a far proliferare; la selfizzazione che è solo una proroga di impianti obsoleti e su cui non si investe più nulla; la competività dei no-logo che oggi offrono un prezzo più basso solo perché sono una nicchia che gode di prezzi di acquisto da extrarete e più bassi in quanto l’industria petrolifera scarica tutti i costi solo sulla rete”. Nel mirino l’industria petrolifera che, dice la Figisc, “porta la pesantissima responsabilità di non aver disposto nessuna strategia, di aver azzerato gli investimenti, di aver portato all’inaridimento del valore dei propri assets industriali e più in generale della marginalità del settore e ciò anche quando i conti segnalavano utili di centinaia di milioni di euro”.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , scioperi , carburanti


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