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Retrospettive

pubblicato il 25 novembre 2012

Fioravanti Sensiva, il futuro anticipato

L’innovativa concept car del 1994 ha precorso i tempi con soluzioni d’avanguardia valide ancora oggi

Fioravanti Sensiva, il futuro anticipato
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Il 1938 inizia con l’ascesa di Adolf Hitler al comando supremo delle forze armate tedesche e con la successiva annessione dell’Austria. Eventi premonitori dei tragici anni successivi. Del 1938 sono pure la prima trasmissione radiofonica di Radio Londra, la celebre interpretazione via etere de “La guerra dei mondi” di Orson Welles che scatena il panico negli Stati Uniti, la prima storia a fumetti di Superman e il secondo titolo mondiale dell’Italia del calcio. Ma il 1938 è pure un anno che segnerà un svolta nel mondo dell’auto dando i natali a tre dei più prestigiosi designer di sempre: Giorgetto Giugiaro, Marcello Gandini e Leonardo Fioravanti.

GLI STUDI AL “VENTO”
Un terzetto accomunato dal talento, ma con storie differenti. Con i primi due che iniziano alla corte di Nuccio Bertone per mettersi in gioco in proprio a giovane età e il terzo che dedica la propria vita alla Pininfarina. Dove approda nel 1964 dopo essersi divertito nelle gare al volante di modelli granturismo di Fiat e Alfa Romeo (passione che rimane e che lo porterà a vincere nel 1990 e nel 1991 il campionato italiano rally di auto storiche nella classe Turismo fino a 2 litri) e dopo la laurea di ingegneria meccanica al Politecnico di Milano. Un dottorato ottenuto con una tesi che in qualche modo anticipa la sua carriera professionale: “Studio della motorizzazione e della carrozzeria per una berlina aerodinamica a sei posti. Disegno e costruzione di modelli in scala ridotta della vettura per prove aerodinamiche nella Galleria del Vento della Breda”.

LE FERRARI “FIRMATE”
Il primo contributo della cultura universitaria arriva subito nel 1965, quando Leonardo propone la costruzione di una Galleria del Vento in scala 1:1, richiesta che verrà esaudita tre anni più tardi con l’inizio dei lavori e che diventa realtà nel 1972. Lo stesso anno nel quale è nominato direttore del Centro Studi e Ricerche della carrozzeria fondata da Battista Farina con responsabilità stilistica e tecnica di tutti i progetti, mansione che manterrà fino al dicembre del 1987. Arricchendola con altre cariche di prestigio, prima direttore generale e poi amministratore delegato, nella nuova società del Gruppo fondata nel 1981, la Pininfarina Studi e Ricerche. Dopo una carriera di 24 anni in Pininfarina, Leonardo decide di trovare nuovi stimoli nel Gruppo Fiat e lascia una delle carrozzeria più celebri al mondo dopo avere contribuito allo stile di alcune delle Ferrari che hanno fatto sognare intere generazioni: dalla 250 LM Berlinetta Speciale alla Dino 206, dalla mirabile P5 alla splendida Daytona, dall’inusuale 365 GT4 2+2 alla raffinata 512 BB, dalla 308 resa celebre dalla serie TV Magnum P.I. alla supercar 288 GTO prodotta in appena 272 esemplari.

LA NASCITA DELLA SENSIVA
Alle dipendenze dell’Avvocato Agnelli, Leonardo diviene prima vice direttore generale di Ferrari poi direttore responsabile del Centro Stile Fiat, ma nel suo animo si fa sempre più grande il desiderio di creare qualcosa di proprio dove liberare il suo estro. Il primo passo verso la professione autonoma è compiuto quando è ancora alla Pininfarina, quando nel 1987 fonda la Fioravanti per fornire consulenza architettonica. Una società che diventa la sua casa nel 1991, quando abbandona Fiat (in realtà il Gruppo di Torino diventa il primo cliente della Fioravanti) per diventare imprenditore a tempo pieno con l’intento di progettare veicoli innovativi con la cultura del passato e con grande attenzione per ambiente ed ecologia. Un concetto che diventa concreto nel 1994 quando presenta al Salone dell’automobile di Torino un prototipo che precorre i tempi, la Fioravanti Sensiva.

UN NUOVO MODO DI GUIDARE
La concept car di Fioravanti è estremamente avanzata e ambiziosa: l’intento è creare “un nuovo modo di guidare”. A chiarire il pensiero di Leonardo sono le parole d’apertura del comunicato stampa dell’epoca: “Guidare forte, performanti ed efficaci come un pilota di Formula Uno, oppure muoversi tranquilli, quasi svagati, ma sempre protetti, con qualsiasi tempo e condizione di strada, da un pneumatico che “sente” il terreno e informa il veicolo che automaticamente vi si adatta. Un veicolo ibrido per circolare senza problemi anche nei centri storici delle più paludate città. Questi sono gli obiettivi di Sensiva”. Finalità che si intuiscono appena guardando la linea filante (Cx di 0,25) del prototipo, una coupé con carrozzeria in fibra di carbonio (come il telaio autoportante) priva di appendici evidenti, compresi i retrovisori, sostituiti da telecamere integrate nella fanaleria posteriore, e il tergicristallo a scomparsa.

L’ABITACOLO VISIONARIO
A fare intuire che si tratti di qualcosa di originale è l’abitacolo, al quale si accede tramite una tessera magnetica che aziona l’apertura automatica. All’interno i due sedili sono non allineati, con quello guidatore più avanzato per favorire la vista laterale, e la plancia pensata per ottimizzare la diffusione dell’aria climatizzata e per inserire due display. Con quello lato conducente, azionabile tramite comando vocale, che riporta le informazioni del sistema informatico di bordo con tutti i valori della vettura (incluse le accelerazioni e decelerazioni longitudinali e trasversali) e di eventuali anomalie. Viceversa dallo schermo passeggero si possono visualizzare i canali televisivi o accedere al sistema di intrattenimento. Altre particolarità dell’abitacolo sono i piccoli schermi laterali che fungono da retrovisori e il comando centrale per selezionare la marcia avanti, la retromarcia e le diverse opzioni disponibili che ricorda da vicino l’attuale dispositivo presente sulla Nissan Leaf. Grande attenzione è riservata pure alla sicurezza, con l’adozione di superfici molto morbide e degli airbag anteriori e laterali.

TECNOLOGIA IBRIDA SERIALE
A stupire ancora di più è quanto nascosto dalla carrozzeria. A cominciare dalla soluzione che conferisce il nome alla concept, gli pneumatici “sensibili” precursori dei moderni Pirelli Cyber Fleet. Come i discendenti, il sistema creato da Fioravanti prevede una fascia di sensori inserita nel battistrada che consente di “leggere” le condizioni di asfalto e aderenza e di comunicarle al computer di bordo che gestisce la trazione e regola assetto, accelerazione e impianto frenante. Una soluzione che è parte integrante del complesso che include le sospensioni attive, i freni a disco e il motore elettrico di 54,4 CV dotato di recupero di energia ed effetto frenante. Un insieme installato su ogni appoggio, per una potenza complessiva di 217,6 CV, che funge pure da sistema sterzante su quattro ruote. Ad alimentare le batterie al nichel-idruri metallici (NiMH) provvede una turbina a gas raffreddata ad aria in grado erogare 230 CV e di funzionare con diverse tipologie carburanti con regimi di rotazioni fino a 100.000 giri/minuto. Una tecnologia che in qualche modo anticipa il concetto di ibrida seriale arrivata di recente sul mercato con la Fisker Karma e la Chevrolet Volt.

REGINA DELL’EVS 12
A rendere ancora più attrattiva la Sensiva è l’impiego di materiali innovativi, quali il manganese, la ceramica e le fibre di allumina, e il sofisticato sistema deportante creato dall’aspirazione della turbina che, insieme al baricentro basso e alla trazione integrale, assicurano una tenuta di strada ineccepibile. Altrettanto suggestiva è la possibilità di scegliere tra diverse opzioni di guida: massime prestazioni e/o massima sicurezza, marcia urbana o extraurbana. Il tutto sotto il vigile controllo del computer di bordo che pensa a ottimizzare tutti i componenti del veicolo in base alle condizioni della strada e alle esigenze del guidatore, avendo come priorità assoluta la sicurezza attiva e la riduzione delle emissioni. Che sono sfruttate pure come elemento aerodinamico: i gas di scarico che nei tratti urbani è diretto verso il basso, in quelli fuori città è convogliato da alette mobili verso la parte posteriore per migliorare la scia e, di conseguenza, ridurre l’attrito dell’aria. L’esito dell’innovativo design tecnologico sviluppato da Leonardo sta nei numeri: 250 km/h di velocità massima, accelerazione 0-100 km/h in 5,4 secondi, rapporto peso/potenza di 4,4 kg/CV, autonomia a zero emissioni di 70 km e di 600 km con i due combustibili provenienti dai due serbatoi (uno per ogni carburante) da 35 litri complessivi. Risultati che acclamati durante l’EVS 12 di Los Angeles del 1994, il principale simposio mondiale sui veicoli elettrici, rimangono straordinari ancora a distanza di quasi un ventennio.

Autore: Stefano Panzeri

Tag: Retrospettive , car design , auto ibride


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