dalla Home

Test

pubblicato il 23 novembre 2012

Nuova Dacia Sandero e Sandero Stepway, le low cost si rinnovano

Look migliore e motori più moderni: il prezzo intorno a quota 10.000 euro rimane comunque molto conveniente, ma bisogna perdonarle qualcosa...

Nuova Dacia Sandero e Sandero Stepway, le low cost si rinnovano
Galleria fotografica - Nuova Dacia Sandero Stepway - TESTGalleria fotografica - Nuova Dacia Sandero Stepway - TEST
  • Nuova Dacia Sandero Stepway - TEST - anteprima 1
  • Nuova Dacia Sandero Stepway - TEST - anteprima 2
  • Nuova Dacia Sandero Stepway - TEST - anteprima 3
  • Nuova Dacia Sandero Stepway - TEST - anteprima 4
  • Nuova Dacia Sandero Stepway - TEST - anteprima 5
  • Nuova Dacia Sandero Stepway - TEST - anteprima 6

Scrivevamo poco più di cinque anni fa: "Verso una società sempre più low cost?". Oggi è facile rispondere di sì, ma tutti ci siamo accorti che la ricerca del miglior rapporto qualità/prezzo, più che uno stile di vita o una buona abitudine da consumatori consapevoli, è ormai una scelta obbligata: tasse alte, stipendi bassi, occupazione ai minimi storici e costo della vita alle stelle sono le ragioni sotto gli occhi di tutti. Mentre possiamo augurarci e adoperarci affinché la nottata passi presto, c'è chi nel mezzo dei marosi della crisi sembra trovare la sua dimensione ideale. Come il marchio Dacia che nell'anno più nero che si ricordi per il mondo dell'auto guadagna in volumi e quota di mercato rinnovando completamente la gamma. Dopo Lodgy e Dokker è il momento della, anzi delle nuove Dacia Sandero, la berlina, e la simil SUV Stepway che abbiamo provato sulle strade di Malaga.

SALTO STILISTICO
A livello stilistico il salto di qualità rispetto alla precedente generazione è enorme. Gli ingombri esterni della Sandero sono rimasti quasi immutati perché la piattaforma B0 condivisa con tutti i modelli Dacia è la medesima in una versione solo evoluta per accogliere i nuovi motori, ma il design è decisamente più accattivante rispetto al precedente un po' anonimo. La parte frontale dal family feeling comune a Lodgy e Dokker conferisce alle Sandero un aria più sportiva e personale, un po' meno originale è invece la vista posteriore con il taglio del portellone e soprattutto dei gruppi ottici che ricorda un po' quello di Volkswagen Polo e BMW Serie 1. Il nuovo vestito calza ancora meglio alla Sandero Stepway, che è infatti la versione di Sandero più apprezzata in Italia, paese notoriamente attento allo stile. L' "effetto SUV" è ottenuto grazie ai paraurti con scivoli a effetto alluminio, alla protezione in plastica antiurto che corre lungo il profilo di passaruota e brancardi e le barre al tetto. Si tratta solo di una camuffatura? No, perché le sospensioni della Stepway sono rialzate di 4 cm (che non è poco) rispetto alla Sandero berlina e le permettono qualche libertà in più quando il fondo si fa sconnesso.

ABITACOLO OK, MA CON QUALCHE COMPROMESSO
L'abitacolo delle nuove Dacia Sandero va giudicato tenendo bene a mente il listino: se è vero che gli interni sono stati migliorati rispetto al passato, anche nelle versioni top di gamma (che poi è composta solo da due allestimenti) la maggior parte delle superfici è rivestita di plastiche non troppo rifinite e al tocco non molto solide. In nome del contenimento dei costi le vanno inoltre "perdonate" soluzioni un po' scomode: gli interruttori dei finestrini anteriori sono posizionati piuttosto in basso al centro della consolle insieme a quello del cruise control (optional), mentre i due degli alzacristalli posteriori sono sul pavimento appena dietro la leva del freno a mano, cioè in una posizione difficilmente raggiungibile per chiunque dei cinque occupanti sia a bordo. La filosofia del progetto franco-rumeno si riconosce anche da dettagli come le saldature un po' disordinate dei giro porta o della battuta del portellone posteriore con la lamiera a nudo che chiude il bagagliaio da 320 litri ma, diciamoci la verità, meglio 200 euro in meno da sborsare o una saldatura perfettamente a filo? Se l'importante è andare dal punto A al punto B meglio badare a cose come l'abitabilità, che nel caso della Sandero è su livelli molto buoni anche sul divano posteriore frazionabile 1/3-2/3. Sembra una soluzione banale, però molti costruttori lo fanno pagare a parte come fosse davvero un optional. Per quanto riguarda la posizione di guida, le sedute dei sedili, dotati di un'imbottitura fin troppo cedevole, è posizionata relativamente in basso e il volante si regola solo in altezza.

ASSETTO MORBIDO
Certo, essere disposti a rinunciare a un po' di qualità percepita per ritrovarsi a guidare una vettura che consuma tanto sarebbe una bella fregatura. Ci vogliono motori che consumano poco e in questo Renault non ha lesinato, adottando anche sulla sua vettura più economica il propulsore più recente, il moderno 3 cilindri TCe 90 CV da 898 cc disponibile anche sulla gamma Clio, che abbiamo provato sulla Sandero berlina: pur non essendo un fulmine di guerra (11,1 secondi nello 0-100 km/h) è il propulsore più prestazionale in listino. Fornisce una spinta adeguata, gira in maniera piuttosto silenziosa e si comporta bene anche sulle lunghe percorrenze, situazione in cui però soffre una quinta marcia un po' troppo corta di un cambio dagli innesti un po' ruvidi che in parte penalizza i consumi: in un tratto misto di circa 170 km abbiamo registrato 6 l/100 km nella modalità standard. Circa il 10%, secondo Dacia, può essere risparmiato selezionando la marcia "Eco" attraverso il tasto alla sinistra del volante, che imposta una gestione elettronica del motore volta al risparmio. In listino c'è anche la motorizzazione bifuel benzina/GPL 1.2 litri 75 CV, che non abbiamo avuto modo di provare ma che secondo Dacia sarà la preferita dal mercato italiano. Più brillante nello spunto per via della maggior coppia da 220 Nm, invece, il 1.5 dCi 90 CV che abbiamo provato sulla Sandero Stepway, che su un tragitto misto di altri 170 km in modalità "Eco Mode" ha fatto registrare un ottimo 4,2 l/100 km. Apprezzabile dal punto di vista dell'economia d'esercizio, la Sandero pecca piuttosto dal punto di vista dinamico, con un assetto fin troppo cedevole soprattutto nella Sandero TCe 900 cc, un po' più composto nella variante Stepway dCi 90 CV nonostante la luce a terra maggiore, una risposta delle sospensioni piuttosto secca sulle asperità. L'isolamento acustico del motore è stato sensibilmente migliorato (non tanto nella motorizzazione Diesel...), però a velocità superiori ai 100 km/h è disturbata da fruscii aerodinamici piuttosto evidenti. L'impronta economica del progetto si nota poi nelle vibrazioni, comunque non drammatiche, che vengono trasmesse in entrambe le motorizzazioni al volante, alla pedaliera e alla leva del cambio.

BASTANO 10.000 (CIRCA)
Spulciate pure il nostro listino: anche cercando tra le categorie inferiori difficilmente troverete dei prezzi di ingresso così bassi: 7.900 euro per Sandero e 10.150 euro per Sandero Stepway (quest'ultima cifra invariata rispetto alla serie precedente). Attenzione però, perché alcuni e secondo noi fondamentali equipaggiamenti si pagano a parte, non molto, ma comunque a parte: vista la scelta limitata delle colorazioni, 7 di cui 2 pastello, probabilmente si dovrà optare per il metallizzato che costa 390 euro; il climatizzatore manuale si paga 690 euro, oppure si può avere in abbinamento al navigatore (1.050 euro) o la connessione audio per telefonini ed MP3. Dovendo scegliere, consigliamo le versioni più accessoriate Sandero Laureate e Sandero Stepway Prestige, che con un esborso appena superiore di 1.000 euro offrono una dotazione più completa con cifre che partono da rispettivamente da 8.950 e 11.600 euro.

Galleria fotografica - Nuova Dacia Sandero - TESTGalleria fotografica - Nuova Dacia Sandero - TEST
  • Nuova Dacia Sandero - TEST - anteprima 1
  • Nuova Dacia Sandero - TEST - anteprima 2
  • Nuova Dacia Sandero - TEST - anteprima 3
  • Nuova Dacia Sandero - TEST - anteprima 4
  • Nuova Dacia Sandero - TEST - anteprima 5
  • Nuova Dacia Sandero - TEST - anteprima 6

Autore:

Tag: Test , Dacia , gpl , auto europee


Top