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Interviste

pubblicato il 20 novembre 2012

Il viaggio di due donne al volante... dall'Italia al Giappone

19.242 km a bordo di una Peugeot 3008 HYbrid4 e 25.000 euro raccolti e donati in beneficenza

Il viaggio di due donne al volante... dall'Italia al Giappone
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Era il 9 luglio quando Mariella e Silvia, le "Donne al Volante", sono partite da Milano a bordo di una Peugeot 3008 HYbrid4 alla volta di Tokyo per un progetto charity molto ambizioso sostenuto dalla fondazione Candido Cannavò. L'hanno chiamato Eurasia 2012 e l'obiettivo era quello di raccogliere fondi, prima e durante il viaggio, da devolvere a due associazioni benefiche che aiutano le popolazioni asiatiche bisognose (Actionaid e L’Orto dei Sogni e Il Gabbiano). In due mesi di viaggio hanno percorso 19.242 km e attraversato 16 paesi, tra cui Slovenia, Croazia, Serbia, Romania, Moldavia, Transnistria, Ucraina, Russia, Kazakistan, Uzbekistan, Tajikistan, Kirghizistan, Cina, Corea del Sud, Giappone. OmniAuto.it le ha intervistate per conoscere i particolari di questa avventura.

OmniAuto.it: Non è la prima volta che fate un lungo viaggio in auto, ma stavolta siete state al volante della prima ibrida diesel al mondo. Avete mai avuto problemi?
Mariella e Silvia: "Dobbiamo ammettere che eravamo un po’ preoccupate, si trattava di una sfida nella sfida. Non solo arrivare a Tokyo ma farlo a bordo della prima ibrida diesel al mondo. Ma le nostre preoccupazioni sono state vane perché la macchina si è comportata benissimo e siamo riuscite a superare situazioni davvero difficili, come il tunnel della morte o un passo a 4.000 mt su pista sterrata e con le carcasse di auto e camion a valle davvero poco rassicuranti".

OmniAuto.it: Chi guidava più spesso?
Mariella e Silvia: "Io e Silvia siamo due persone piene di passioni e di entusiasmo. In questi viaggi Silvia ha confermato la sua grande abilità nella fotografia, portando a casa degli scatti, spesso rubati in movimento, davvero incredibili e suggestivi. Io, d’altra parte, ho scoperto un’attitudine naturale alla guida. Non ero certa che sarei riuscita a guidare così tanti km ogni giorno ma essere in paesi così diversi dal nostro, vedere immagini sempre nuove dal finestrino e soprattutto dover affrontare strade, piste, deserti, catene montuose e guadi mi ha davvero divertita. Penso di essere portata per il Rally, chissà in un futuro… La risposta l’avrete capita: guidavo di più io".

OmniAuto.it: In questi 19.242 km percorsi quanti litri di gasolio avete consumato?
Mariella e Silvia: "Abbiamo consumato 1666 lt di gasolio".

OmniAuto.it: I Paesi che avete attraversato sono tanti e molto diversi tra loro, avete mai incontrato delle difficoltà per fare rifornimento?
Mariella e Silvia: "Assolutamente sì, anzi direi che forse era una delle maggiori difficoltà. Innanzitutto non trovavamo rifornimenti frequentemente e per sicurezza viaggiavamo con le taniche sempre piene per ogni evenienza. L’altra difficoltà era quella linguistica, spesso non riuscivamo a capire quale era il diesel e ci siamo dovuti fidare delle persone. Ma forse la più grande è stata quella dell’incompatibilità delle pompe di gasolio molto antiquate con il bocchettone di rifornimento della nostra Peugeot. Insomma fare gasolio era ogni volta un’avventura e spesso ce ne andavamo con il pieno e qualche regalo: angurie, meloni, the".

OmniAuto.it: Che tipo di strade avete attraversato? In quali condizioni erano le peggiori?
Mariella e Silvia: "Gran parte del viaggio è stato su asfalto, soprattutto in Europa, Cina e Giappone. La parte forse più complessa è stata l’Asia Centrale dove abbiamo affrontato piste piene di buche e devastate dal tolondulè, deserti di sabbia, montagne a quasi 4.000 mt anche asfalto ma in pessime condizioni con crateri davvero pericolosi. In queste situazioni inevitabilmente la velocità si è ridotta drasticamente per salvaguardare la macchina, anche se ci siamo rese conto che ha retto benissimo le sollecitazioni e a volte ci siamo un po’ approfittate della sua affidabilità".

OmniAuto.it: La trazione integrale è stata determinante?
Mariella e Silvia: "In alcune situazioni è stata fondamentale, soprattutto nei guadi e nel fango. Forse però la volta che più ci è servita è quando ci siamo insabbiate in Uzbekistan e grazie alla trazione integrale, alla pala e alle lastre antisprofondamento siamo riuscite a tirarcene fuori. Non abbiamo mai amato così tanto la nostra ibrida".

OmniAuto.it: Avete cambiato mai le gomme?
Mariella e Silvia: "La risposta che mi viene automatica è: mai. In realtà una volta l’abbiamo dovuta cambiare perché la nostra guida cinese, Zhang Bin, era parecchio ansiosa e dopo aver visto un micro taglietto ci ha imposto di cambiare la gomma, altrimenti non sarebbe salito sulla macchina. La tentazione è stata di abbandonarlo li, ma poi ha prevalso il buonsenso e l’abbiamo cambiata. La scelta delle gomme era davvero delicata perché avremmo affrontato strade di ogni tipo, dall’asfalto al deserto, e temperature dai 50 ai 5 gradi, e Pirelli ha scelto davvero bene".

OmniAuto.it: Come avete sfruttato le 4 modalità di viaggio della 3008 HYbrid4?
Mariella e Silvia: "Ci siamo trovate in situazioni davvero diverse ed ogni volta avevamo la possibilità di sfruttare la macchina al 100%. La modalità Auto è stata sicuramente quella più usata perché avevamo la garanzia che la macchina stesse ottimizzando i consumi e le prestazioni. In molte situazioni però abbiamo voluto testare anche le altre modalità. La SPORT, con i suoi 200 cavalli, sulle strisce d’asfalto infinite e dove non c’era traccia di poliziotti. La 4X4 è stata fondamentale per quasi tutta l’Asia Centrale e per moltissimi tratti di strada interrotta, ad esempio in Cina, dove le deviazioni erano piste in montagna piene di tornanti e buche. Siamo state invece orgogliose di poter avere impatto zero con l’utilizzo della modalità ZEV soprattutto nelle città. In Cina peraltro era pieno di scooter elettrici".

OmniAuto.it: Per attraversare la Cina avete dovuto prendere la patente cinese? Se sì, che esame avete sostenuto?
Mariella e Silvia: "Per entrare in Cina le pratiche burocratiche sono state lunghissime. A chi vuole entrare con la propria macchina infatti non solo viene imposta una guida cinese a bordo, ma viene chiesto di fare tutta una serie di documenti per l’ottenimento dei quali ci vuole tanto tempo e, purtroppo, tanti soldi. Abbiamo dovuto richiedere un permesso speciale per l’itinerario che avevamo scelto e non ci è stato possibile modificarlo durante il viaggio, come di solito ci piace fare. Ci hanno fornito una targa cinese per la nostra Gazzamobile e delle patenti cinesi, obbligatorie per poter guidare in Cina. Nessun esame per fortuna, ma solo tanta pazienza. Anche perché in Cina guidano come pazzi e senza regole".

OmniAuto.it: Durante questi due mesi da sole avete mai avuto paura?
Mariella e Silvia: "Quest’anno non eravamo sole, ma c’era con noi Michele Franceschini, un cameraman che ha ripreso il nostro viaggio. Il suo ruolo comunque era quello di riprendere e quindi spesso nelle difficoltà ce la siamo dovuta cavare da sole. La più grande paura che abbiamo vissuto quest’anno è stata la guerra in Tajikistan, scoppiata solo un paio di giorni prima del nostro arrivo. Siamo state fermate dalla polizia che ci ha intimato di tornare indietro, non capivamo perché e solo dopo abbiamo saputo che c’erano 3.500 soldati con carri armati a Khorog, per combattere i Pamiri. E se fossimo arrivate li solo 2 giorni prima cosa sarebbe successo? La grande paura del momento si è trasformata in profondo dolore per gli oltre 200 morti che ci sono stati".

OmniAuto.it: Come avete raccolto i fondi? Avete fermato le persone, raccontato la vostra missione...?
Mariella e Silvia: "La maggior parte dei fondi vengono raccolti prima della partenza attraverso l’organizzazione di eventi, la vendita di merchandising e dei nostri libri e la ricerca di sponsor. Durante il viaggio però sono in tantissimi quelli che si sono appassionati alla nostra storia e hanno deciso di aiutarci, ospitandoci a casa loro o offrendoci da mangiare. Tutto questo ci ha consentito di risparmiare il più possibile e così poter arrivare a 25.000 euro di donazione alle 3 Onlus che abbiamo scelto di supportare quest’anno: Il Gabbiano, Actionaid e Orto dei Sogni".

OmniAuto.it: Dove avete trovato più solidarietà?
Mariella e Silvia: "Ovunque ci hanno aperto le porte del loro cuore. In ogni paese abbiamo sempre trovato tantissime persone disposte ad aiutarci, nonostante i limiti linguistici o economici. Ci si stringe il cuore ogni volta che incontriamo persone che non hanno nulla, ma sono disposte a dividere quel poco con delle sconosciute, in nome della solidarietà".

OmniAuto.it: La più grande soddisfazione di questa avventura?
Mariella e Silvia: "La più grande soddisfazione è sicuramente quella di aver potuto urlare ancora una volta: Missione compiuta! In tanti ci dicono che siamo due pazze e non credono in noi, nel fatto che due donne da sole possano affrontare così tanti km e così tante difficoltà. Avendo un budget ridottissimo non possiamo e non vogliamo goderci i comfort che un viaggio del genere volendo potrebbe riservare. Pensiamo che questo sia il modo più autentico di viaggiare, che consente di conoscere davvero le persone e di tornare a casa con una valigia piena di emozioni".

OmniAuto.it: Altre missioni in cantiere?
Mariella e Silvia: "Stiamo già pensando alla prossima missione, anzi ci stiamo pensando già da quando eravamo sul volo di ritorno da Tokyo. L’anno prossimo sarà “Panamerica: due donne al confine del mondo” e supporteremo Indifesa, un progetto di Terres des Hommes per le bambine nel mondo che continuano a essere vittime silenziose e invisibili di violenza, abusi e traffico".

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Tag: Interviste , Peugeot , interviste


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