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pubblicato il 14 novembre 2012

Ferrero (RC): "A Pomigliano metodi mafiosi", Fiat querela

Il segretario di Rifondazione Comunista denuncia pressioni sui lavoratori per disertare lo sciopero di oggi. Per FIP è diffamazione

Ferrero (RC): "A Pomigliano metodi mafiosi", Fiat querela

Pare che finirà in tribunale la dichiarazione del segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero che oggi partecipando alla manifestazione Fiom a Pomigliano d'Arco ha dichiarato di aver saputo di pressioni sui lavoratori Fiat da parte di alcuni capireparto perché si disertasse lo sciopero: "I capi sono passati ieri nello stabilimento dicendo che chi avesse fatto sciopero sarebbe stato messo nella lista dei 19 da buttare fuori. Questo e' un atteggiamento mafioso e indegno di un paese civile ed e' indegno che il Governo stia a guardare queste cose che avvengono nella piu' grande azienda italiana. I lavoratori che me lo hanno detto non potrebbero testimoniarlo altrimenti verrebbero sbattuti fuori, ma lo dico ugualmente perche' bisogna avere il coraggio di rompere il muro di silenzio. Questi signori che girano non in giacca e cravatta ma col maglioncino e poi usano questi metodi per impedire ai lavoratori di scioperare sono fuori dalla legalita' italiana".

Questa la dichiarazione dell'ex ministro a cui Fabbrica Italia Pomigliano ha risposto con una nota ufficiale che annuncia di querela per diffamazione nei confronti di Ferrero: "Fabbrica Italia Pomigliano respinge categoricamente l’ingiuriosa accusa rivoltale oggi dal segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, secondo la quale sarebbero state esercitate pressioni sui dipendenti per impedire loro di scioperare. Tale affermazione è falsa e pertanto la società ha dato mandato ai propri legali di provvedere a quanto necessario per tutelarla contro ogni forma di diffamazione", recita la nota.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , produzione , scioperi


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