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pubblicato il 14 novembre 2012

L’operazione "Cieli bui" si spegne

Il Parlamento boccia il provvedimento che mirava ad abbassare la luce in strada

L’operazione "Cieli bui" si spegne

Si spegne la luce sull’operazione Cieli bui: un provvedimento che prevedeva di razionalizzare e ammodernare i sistemi di illuminazione pubblica. Ma, sorpresa, la commissione Bilancio della Camera ha stralciato dalla Legge Stabilità in discussione in Parlamento il provvedimento Cieli bui: i commissari hanno accolto un emendamento dei relatori Pier Paolo Baretta (Pd) e Renato Brunetta (Pdl) che dice addio alla norma introdotta dal Governo in nome della spending review. L’obiettivo era far risparmiare i Comuni sulle bollette elettriche. Si prevedeva che entro 120 giorni il presidente del Consiglio varasse un Decreto dedicato al risparmio energetico nel settore della pubblica illuminazione, contribuendo anche alla riduzione dell’inquinamento luminoso.

ADDIO AL VENTAGLIO DI MISURE
In concreto, l’operazione Cieli bui era un ventaglio di proposte: a) spegnimento dell’illuminazione ovvero suo affievolimento, anche automatico, attraverso appositi dispositivi, durante tutte o parte delle ore notturne; b) individuazione della rete viaria ovvero delle aree, urbane o extraurbane, o anche solo di loro porzioni, nelle quali sono adottate le misure dello spegnimento o dell’affievolimento dell’illuminazione, anche combinate fra loro; c) individuazione dei tratti di rete viaria o di ambiente, urbano ed extraurbano, ovvero di specifici luoghi ed archi temporali, nei quali, invece, non trovano applicazione le misure sub b); d) individuazione delle modalità di ammodernamento degli impianti o dispositivi di illuminazione, in modo da convergere, progressivamente e con sostituzioni tecnologiche, verso obiettivi di maggiore efficienza energetica dei diversi dispositivi di illuminazione.

ARRIVANO I NO
Ma la prima bocciatura era arrivata già da parte della commissione Ambiente della Camera. In quel caso i deputati, chiamati a esprimere un parere consultivo, avevano condizionato il loro sì alla cancellazione di alcuni punti del comma Cieli Bui, salvando solo la misura che imponeva l’adozione di sistemi di illuminazione ad alta efficienza energetica. Pure il presidente Istat, Enrico Giovannini, in un’audizione davanti alle due commissioni Bilancio, aveva espresso riserve sul provvedimento, dichiarando che, secondo un’indagine di qualche anno fa, molti italiani sono convinti che servirebbe addirittura aumentare la luce artificiale.

SICUREZZA
Certo che lo “spegnimento” delle luci avrebbe avuto conseguenze pesanti per la sicurezza stradale, con vie e asfalto ancora più minacciosi, e anche per la sicurezza in generale: parliamo di piccoli criminali che - approfittando del buio - possono agire quasi indisturbati. Alla fine, anziché esserci un risparmio per l’amministrazione pubblica, ci sarebbe stato un aggravio di costi sociali, dovuti agli incidenti stradali.

A FAVORE
Va tuttavia anche riportata l’opinione di chi era pefettamente d’accordo con l’operazione Cieli bui, come il presidente dei Verdi Angelo Bonelli: “Con lo stop alla norma per eliminare gli sprechi e favorire l’efficienza e il risparmio energetico nell’illuminazione pubblica è stata cancellata una delle poche norme di buon senso della Legge di stabilità”. Non solo: “Invece di seguire le indicazioni europee che puntano con forza su risparmio e efficienza energetica e sulle rinnovabili, l’Italia continua ad andare nella direzione opposta. L’innovazione tecnologica nel campo dell’illuminazione pubblica è un elemento fondamentale per ridurre da un lato le emissioni clima alteranti e dall’altro per tagliare i consumi energetici che spesso si trasformano in sprechi”.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , infrastrutture


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