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Attualità

pubblicato il 8 novembre 2012

Costruzioni stradali, le norme anti-corruzione

Maggiore trasparenza per le infrastrutture

Costruzioni stradali, le norme anti-corruzione

Si chiamano "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione". Ma in breve possono essere sintetizzate come legge anti-corruzione, con un occhio di riguardo a strade, autostrade, infrastrutture in genere. Infatti, viene prevista, per l'efficacia dei controlli antimafia, l’istituzione presso ogni Prefettura di un elenco di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa operanti nei settori indicati come maggiormente a rischio: solo se l’azienda è “pulita”, viene inserita nella "white list", la lista bianca. Il problema è che un appalto per costruire una strada in Italia, teoricamente da un milione di euro, cresce fino a 1,4 milioni: è una statistica sfornata dal procuratore generale della Corte dei conti, Salvatore Nottola, in occasione della presentazione del Giudizio di parificazione sul Rendiconto generale dello Stato del 2011: la corruzione fa salire i costi delle Grandi opere del 40%.

POSSIBILE SOLUZIONE
La denuncia di Nottola è chiara: "Il fenomeno corruttivo è dato dagli ingiusti costi che esso provoca all'economia e dalla necessità di individuazione dei possibili rimedi sia per la prevenzione sia per la reintegrazione del patrimonio". Ecco allora perché, con la Legge anti-corruzione, viene precisato che l’iscrizione negli elenchi della Prefettura della Provincia in cui l’Impresa ha sede soddisfa i requisiti per l’informazione antimafia per l’esercizio della relativa attività. La Prefettura effettua verifiche periodiche circa la perdurante insussistenza dei rischi di infiltrazione e, in caso di esito negativo, dispone la cancellazione dell'impresa dall'elenco. Viene, altresì, previsto che l'indicazione delle attività può essere aggiornata, entro il 31 dicembre di ogni anno, con apposito decreto ministeriale, da adottarsi previo parere delle Commissioni parlamentari competenti. Qualora le Commissioni non si pronuncino entro il termine di trenta giorni dalla data di trasmissione, i decreti possono essere comunque emanati. Viene poi modificata la disciplina dell’arbitrato prevedendo che il deferimento allo stesso è subordinato alla previa autorizzazione dell’organo di governo dell’amministrazione, pena la nullità dell’'inclusione. È inoltre circoscritta la scelta dell’arbitro che nelle controversie tra pubbliche amministrazioni deve essere esclusivamente un dirigente pubblico, mentre nelle controversie in cui è parte un privato l’arbitro è scelto preferibilmente tra i dirigenti pubblici.

SI FA “PULIZIA”
Viene introdotta una ulteriore modifica in materia di risoluzione del contratto per reati accertati e per decadenza dall'attestazione di qualificazione. Al riguardo, viene integrato il catalogo dei reati alla cui condanna consegue, per l'appaltatore, la risoluzione del contratto stipulato con una pubblica amministrazione prevedendo, tra l’altro, i reati di peculato, concussione e corruzione. Viene previsto - nell’ambito delle misure volte alla trasparenza dell’attività amministrativa - l’obbligo per le amministrazioni pubbliche di pubblicare sui siti istituzionali i relativi bilanci e conti consuntivi, nonché i costi unitari di realizzazione delle opere pubbliche e di produzione dei servizi erogati ai cittadini. Viene, inoltre, delegato il Governo ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento, un Decreto legislativo per il riordino della disciplina inerente agli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, mediante la modifica o la integrazione delle disposizioni vigenti, ovvero mediante la previsione di nuove forme di pubblicità, nel rispetto di principi e criteri direttivi specificatamente indicati. Infine, viene disposto che le stazioni appaltanti possono inserire negli avvisi, bandi di gara o lettere di invito il rispetto delle clausole contenute nei protocolli di legalità o nei patti di integrità quale causa di esclusione dalla gara. Con riferimento ai procedimenti di scelta del contraente per l’affidamento di lavori, servizi e forniture, viene previsto l’obbligo per le stazioni appaltanti di pubblicare nei propri siti istituzionali: la struttura proponente; l'oggetto del bando; l'elenco degli operatori invitati a presentare offerta; l'aggiudicatario; l'importo di aggiudicazione; i tempi di completamento dell'opera, servizio o fornitura; l'importo delle somme liquidate.

BASTA UN NO
Vengono introdotte modifiche alla Legge 241/1990 (Codice del processo amministrativo) in materia, tra l’altro, di conclusione del procedimento prevedendo che le pubbliche amministrazioni se ravvisano la manifesta irricevibilità, inammissibilità, improcedibilità o infondatezza della domanda, concludono il procedimento con un provvedimento espresso redatto in forma semplificata, la cui motivazione può consistere in un sintetico riferimento al punto di fatto o di diritto ritenuto risolutivo. Viene, quindi, disciplinata l’ipotesi del conflitto di interessi disponendo che il responsabile del procedimento e i titolari degli uffici competenti ad adottare i pareri, le valutazioni tecniche, gli atti endoprocedimentali e il provvedimento finale devono astenersi in caso di conflitto di interessi, segnalando ogni situazione di conflitto, anche potenziale.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , infrastrutture


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