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pubblicato il 5 novembre 2012

Fiom-Fiat: i sindacati chiedono una tregua

Per Bonanni (Cisl) "pronti a presentare ricorsi", mentre Di Maulo (Fismic) "De Benedetti si unisce al coro stonato anti-Fiat"

Fiom-Fiat: i sindacati chiedono una tregua

Chiedono un passo indietro sia a Fiat che a Fiom i sindacati Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione Quadri, dopo la "rappresaglia" del Lingotto che in risposta all'ordinanza della Corte d’Appello di Roma di reintegro di 19 lavoratori Fiom ne ha messi in mobilità altrettanti non iscritti al sindacato dei metalmeccanici della CGIL. Per Raffaele Bonanni "La Cisl non intende accettare il licenziamento dei 19 dipendenti della Fiat annunciato dall'azienda ed è pronta a presentare ricorsi se l'azienda non darà rassicurazioni ha tuonato prima dell'incontro con l'azienda il segretario generale della Cisl, aggiungendo "La Fiat ritiri i licenziamenti non si possono reintrodurre dei lavoratori e, contestualmente, licenziarne altri. Le sentenze dei giudici si rispettano, e non si discutono, altrimenti il Paese va allo sbando", mentre Giuseppe Farina, segretario Fim-Cisl chiede alla Fiom "un passo avanti e firmi anche sull’accordo del 28 di giugno, gli accordi sindacali approvati dalla maggioranza delle rsu e dei lavoratori dello stabilimento Fiat di Pomigliano" aggiungendo che "la Fim non potrà mai permettere che per sanare un’ingiustizia se ne commetta una persino più grave".

Non sono poi passate inosservate le dichiarazioni di Carlo De Benedetti ieri a Che tempo che fa". L'ingegnere torinese ospite del programma di Rai 3 condotto da Fabio Fazio aveva affermato sulla messa in mobilità dei 19 lavoratori di Pomigliano "La trovo una cosa inaccettabile, talmente assurda che non capisco come ci possa essere dietro una logica. Ritengo sia andata bene, perché poteva fare anche uno ogni 10 come i tedeschi" e sottolineando come "L'Italia tutto quello che poteva fare per Fiat lo ha fatto 4/5 volte negli ultimi 50 anni, quel che bisogna fare è fare le automobili". Le affermazioni di De Benedetti sono state commentate con durezza anche da Roberto Di Maulo, segretario generale della Fismic, per il quale "Adesso anche Carlo De Benedetti, artefice della chiusura del gioiello Olivetti con migliaia di posti di lavoro persi, si unisce al coro stonato anti-Fiat e pro-Fiom. Dopo l’ex-manager Cesare Romiti passato alla storia unicamente per gli oltre 20 mila licenziamenti in Fiat, e dopo Diego Della Valle, campione della delocalizzazione industriale che fa produrre le scarpe all’estero negando occupazione ai lavoratori italiani, sale in cattedra colui che ha fatto chiudere l’Olivetti, una grande azienda informatica che tutto il mondo ci invidiava".

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Tag: Attualità , produzione


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