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Prototipi e Concept

pubblicato il 5 novembre 2012

McLaren P1 Concept

Fibra di carbonio e aerodinamica avanzata per l'auto stradale più performante della storia McLaren, che debutterà nel 2013

McLaren P1 Concept

Alla McLaren sono partiti con un progetto fortemente ambizioso: realizzare "la migliore auto in assoluto, sia su strada sia su pista". Con queste credenziali, la casa di Woking ha realizzato la P1, presentata in forma di studio di design all'ultimo Salone di Parigi, e che sarà proposta come vettura di serie nella seconda metà del 2013, con consegna a fine anno, in occasione dei 50 anni della casa.

50 ANNI DI ESPERIENZA IN UNA SUPERCAR, PARTENDO DALL'AERODINAMICA
A vent'anni dalla supercar McLaren F1, la casa inglese propone di nuovo una vettura destinata alla strada e alla pista nella quale raccogliere il meglio dell'esperienza della propria storia. L'obiettivo non è tanto arrivare alla più alta velocità di punta per un'auto stradale, ma, come sostiene il managing director Antony Sheriff, "creare l'auto da strada di serie più veloce e gratificante in pista", attraverso l'impiego della più recente ed efficiente tecnologia. Ad esempio, la modellazione aerodinamica CFD (Computational Fluid Dynamics) è stata adottata fin dall'inizio del progetto, per passare poi molte ore in galleria del vento, al fine di ottimizzare al massimo l'aerodinamica, come in una monoposto di Formula 1. E come risultato, ad esempio, si è ottenuto un carico aerodinamico di 600 kg, che sono circa cinque volte quello della 12C ed è quasi pari alle vetture da competizione, come la GT3 12C. La tecnologia viene applicata anche per ridurre il peso, con l'impiego sistematico di fibra di carbonio, mentre si è cercato di mantenere un buon livello di confort per l'uso stradale.

DESIGN NATO DALL'INGEGNERIA
Il design della P1 ha come priorità la funzionalità ingegneristica, ma senza perdere di vista l'aspetto estetico. Il punto di partenza, secondo il Chief Design Engineer Dan Parry-Williams, è stato un modello da una scocca monopezzo stampata, utilizzando l'abitacolo e le componenti meccaniche per creare intorno una carrozzeria avvolgente, pensando sempre all'efficienza tecnica. La zona superiore, ad esempio, è particolarmente curva, per migliorare aerodinamica e visibilità, con abitacolo a forma di goccia che indirizza l'aria verso l'ala posteriore. Su questa base sono stati sviluppati internamente tre temi progettuali in scala 1:1; quello selezionato è stato quindi elaborato, con costante cooperazione tra stilisti e ingegneri, supervisionati dal Design Director Frank Stephenson. Il gruppo di designer è intervenuto, ad esempio, ottimizzando le forme delle singole parti, evidenziando la struttura in carbonio sottostante, alleggerendo visivamente la struttura, sottolineando il bilanciamento dei volumi verso l'abitacolo, riprendendo il look del prototipo Le Mans, a cominciare dalla parte posteriore "aperta". Anche le luci a LED, di marchio DRL, sono particolarmente compatte, non solo per realizzare una "firma" caratteristica, ma soprattutto per migliorare l'area anteriore di raffreddamento.

AERODINAMICA ATTIVA E DRS DALLA FORMULA 1
Per affinare l'aerodinamica ci si è affidati a Simon Lacey, già responsabile dell'aerodinamica per le McLaren da competizione: per raggiungere l'obiettivo di migliorare guidabilità e prontezza ad ogni velocità, ogni pannello della carrozzeria e tutte le prese e le uscite d'aria e le uscite d'aria hanno forme che canalizzano l'aria in modo efficiente, e migliorano il raffreddamento: si osservino, ad esempio, le ampie prese d'aria sulle portiere. Lo "snorkel" centrale sul tetto ricorda quello della McLaren F1, come pure lo scudo termico rivestito di foglia d'oro intorno agli scarichi. Molto caratteristica è anche la grande ala posteriore, in grado di estendersi automaticamente all'indietro fino a 300 mm in pista e 120 mm su strada, con un passo fino a 29 gradi, per migliorare la deportanza, e agire eventualmente anche da airbrake; il metodo per sviluppare il profilo alare è il medesimo impiegato nelle McLaren di Formula 1. In comune con la Formula 1 c'è anche il dispositivo DRS (Drag Reduction System), che riduce la deportanza e aumenta la velocità in rettilineo, sempre attraverso l'ala posteriore "attiva". Sono poi presenti due deflettori attivi sotto la scocca, davanti alle ruote anteriori, che possono essere angolati da 0 a 60°. Il sottoscocca liscio permette invece di realizzare l'effetto suolo.

SCOCCA E PANNELLI DELLA CARROZZERIA IN CARBONIO
La struttura della P1 è costituita da una cella di sicurezza MonoCage, sviluppo della MonoCell della 12C, che integra nel tetto e di lato i convogli d'aria verso il motore posteriore centrale. I pannelli della carrozzeria sono in fibra di carbonio, e sono pochissimi: due grandi pannelli a conchiglia, uno anteriore e uno posteriore, due alette di accesso posteriori, il cofano anteriore e le portiere; anche i pannelli sono sagomati per fini aerodinamici. Ulteriori dettagli sulla tecnica e sulla meccanica saranno rivelati nel corso del 2013; al momento, si sa che il rapporto peso-potenza sarà di oltre 600 CV per tonnellata, mentre per il prezzo si dovrebbe attestare nell’Olimpo delle hypercar, poco al di sopra degli 870.000 euro.

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