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pubblicato il 2 novembre 2012

Liberalizzazioni: le Assicurazioni hanno le lesioni fisiche nel mirino

Il Governo rivoluziona il settore Rca. L’opinione delle Compagnie

Liberalizzazioni: le Assicurazioni hanno le lesioni fisiche nel mirino

Il settore Rca è stato rivoluzionato dalle liberalizzazioni del Governo dei tecnici, ma il fronte caldo restano le lesioni fisiche e le truffe: è quanto emrge dalla Tavola rotonda dal titolo “Decreto liberalizzazioni: gli impatti sul mercato assicurativo, scenari e strategie” organizzata dal MIB School of Management di Trieste. Cui hanno partecipato Elena Bellizzi (responsabile servizio tutela del consumatore presso l’Isvap, l’organo di vigillanza sulle Assicurazioni); Giampaolo Crenca (Studio attuariale Crenca & Associati); Fabio Sattler (Allianz - direttore sinistri); Enrico San Pietro (Unipol - vicedirettore danni); Alessandro Santoliquido (Sara Assicurazioni - direttore generale); Manlio Lostuzzi (Generali - vicedirettore Assicurazioni Generali). Infatti, stando alle Compagnie, il Decreto Crescita approvato agli inizi dell’anno introduceva alcune misure largamente condivise dalle Compagnie come il contenimento delle speculazioni sulle lesioni fisiche lievissime (micropermanenti): il principale problema del mercato Rc auto è la percentuale di sinistri con lesioni fisiche.

DOMANDA RETORICA
Le Assicurazioni si chiedono, retoricamente: “È ragionevole che nel 22,7% degli incidenti stradali vi sia un sinistro con lesioni alla persona? Oggi in alcune Province italiane quasi un sinistro su due presenta un danneggiato con lesioni e il costo dei sinistri con lesioni ha pesato, nel 2011, per il 66% del totale”. Le Compagnie evidenziano che il risarcimento dei quasi 500.000 sinistri di lievissima entità, con invalidità permanente dell’1% o del 2% (per i quali negli altri paesi non si riconosce quasi mai il danno), è costato nel 2011 oltre 2,1 milioni di euro. Il Decreto è intervenuto sulla questione modificando l’articolo 32 del Codice delle Assicurazioni e disponendo che la risarcibilità delle lesioni lievi sia condizionata ad accertamenti clinici e medico-legali obiettivi e strumentalmente assistiti. Un intervento che, secondo gli assicuratori, va nella giusta direzione. Non così per diverse associazioni, fra cui il Cupsit (patrocinatori stragiudiziali) di Stefano Mannacio: "Chiedere accertamenti clinico-strumentali per valutare se il danno è permanente o no significa puntare a un'evoluzione drammaticamente in peggio rispetto alle già ristrette tabelle del decreto micropermanenti. Non serve certo a ridimensionare la frode o la speculazione organizzata”.

COLLABORAZIONE
Ma è l’introduzione della libera collaborazione fra intermediari assicurativi, introdotta dal Decreto sviluppo bis, ad allarmare le Compagnie. Le quali osservano come la concorrenza nella Rca non manchi: sono moltissime le Imprese che operano sul mercato con politiche di distribuzione e di prezzo fortemente differenziate che riflettono la diversa qualità del servizio offerto. Ora agenti, broker, banche, Istituti finanziari e Poste italiane potranno collaborare con altri operatori iscritti a qualsiasi sezione intermediari. Questo - per le Compagnie - rischia di scardinare l’organizzazione delle reti distributive delle Assicurazioni, perché permettendo a un agente di fare concorrenza alla propria Compagnia sottoscrivendo un contratto con un competitor, si intacca il valore delle reti distributive sulle quali le imprese hanno investito e continuano a investire somme economiche importanti. Per l’Ania (la Confindustria delle Assicurazioni) "si creerà una giungla senza regole che determinerà un aumento dei costi di distribuzione, come sempre avviene quando per lo stesso prodotto si pagano più intermediari, ossia quando si allunga la filiera produttiva". Tuttavia, Roberto Pisano, componente dell’Esecutivo nazionale del Sindacato nazionale agenti di assicurazione (Sna), la più grande e rappresentativa organizzazione di categoria, con 7.000 iscritti, controbatte: “È semplicemente falso: le commissioni pagate agli agenti dalle Compagnie (provvigioni) sono fisse e predeterminate e obbligatoriamente indicate su ogni polizza auto. Gli intermediari che decideranno di collaborare fra loro, si divideranno queste commissioni e non vi sarà alcun onere aggiuntivo sul consumatore per l'allungamento della filiera produttiva”.

FRONTE BOLLENTE
Adesso, però, la battaglia si sposta sul fronte delle lesioni gravissime: parliamo di incidenti con invalidità superiore al 10%. Sentite l’Associazione vittime della strada: “Abbassare i risarcimenti: ecco l’ennesimo sopruso a danno delle vittime della strada. A volerlo è il Governo, che sta procedendo con ferma determinazione. L’Esecutivo dimostra di non tenere in alcun conto la volontà di adottare in via generale le Tabelle di Milano, su cui si era registrata una significativa convergenza tra la Cassazione, vertice del potere giudiziario, il Parlamento, titolare del potere legislativo, e la nostra associazione, rappresentativa delle vittime”. Ma qual è il problema? “Tali tabelle - dicono le Vittime - prevedono un ristoro del danno accettabile in rapporto alla gravità delle conseguenze e finalizzato a consentire alle vittime di affrontare le ingenti cure di cui hanno bisogno. E invece il Governo, per abbassare i risarcimenti, intende imporre apposite Tabelle Ministeriali che, riducendo il risarcimento del danno alla persona, favoriscono il profitto delle assicurazioni spacciandolo per interesse sociale”.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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