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pubblicato il 19 ottobre 2012

Fiat ha perso ancora su Pomigliano d'Arco

Per i giudici d'appello l'azienda deve assumere i 145 operai iscritti alla Fiom. Ora Torino pensa alla Cassazione

Fiat ha perso ancora su Pomigliano d'Arco
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Il Gruppo Fiat ha perso anche l'appello sulla sentenza di Pomigliano d'Arco (NA) e, come hanno stabilito i giudici del tribunale di Roma, dovrà assumere i 145 lavoratori iscritti alla Fiom presso lo stabilimento campano - dove viene prodotta la nuova Panda - perchè altrimenti sarebbe "discriminazione". E' una "buona notizia" per la leader della Cgil Susanna Camusso e una soddisfazione per il leader della Fiom Maurizio Landini, ma non per l'azienda italiana che "ha avviato un accurato esame delle motivazioni della sentenza e si riserva ogni tipo di iniziativa legale di opposizione, incluso il ricorso alla Corte di Cassazione".

LA SENTENZA
La Corte d'appello di Roma ha dato ragione alla Fiom dopo che già lo scorso 21 giugno il Tribunale di Roma aveva giudicato la Fiat colpevole per discriminazioni contro la Fiom a Pomigliano d'Arco, disponendo appunto che i 145 lavoratori Fiom venissero assunti nello stabilimento campano. Alla data della costituzione in giudizio alla fine di maggio su 2.093 assunti da Fabbrica Italia Pomigliano (la nuova "Pomigliano", quella con il nuovo contratto) nessuno infatti risultava iscritto alla Fiom. E la Fiom - lo ricordiamo - è quella sigla sindacale che non ha firmato né il nuovo contratto di Pomigliano d'Arco né quello di Mirafiori, nonostante in entrambi i casi i referendum tra gli operai avessero dato (era il 2010) esito positivo alle proposte di Fiat che all'epoca si staccava da Fiat Industrial, entrava in possesso delle quote Chrysler e presentava Fabbrica Italia (ovvero quella parte del Piano Strategico 2010-2014 dedicato alla produzione di auto nel nostro Paese ora cancellato dall'azienda)

LA POSIZIONE DI FIAT
In una nota ufficiale Torino commenta così la sentenza del Tribunale di Roma: "La Fiat prende atto del dispositivo della sentenza della Corte d’Appello di Roma con cui respinge il suo ricorso avverso la sentenza del Tribunale di Roma del 21 giugno scorso. FIP di Pomigliano d’Arco in ordine alle potenziali conseguenze di tale provvedimento non può che richiamarsi a quanto dichiarato il 30 giugno scorso a commento della sentenza di primo grado. Le considerazioni di allora risultano ancor più valide oggi, alla luce del fatto che l’azienda è già stata costretta a far ricorso negli ultimi mesi alla cassa integrazione per un totale di 20 giorni lavorativi, a causa della situazione del mercato automobilistico europeo. L’azienda ha avviato un accurato esame delle motivazioni della sentenza e si riserva ogni tipo di iniziativa legale di opposizione, incluso il ricorso alla Corte di Cassazione". Ricordiamo che quando il Gruppo Fiat annunciò a giugno 2012 che sarebbe ricorsa in appello Marchionne aveva detto: L'Italia "ha un livello di complessità nella gestione delle questioni industriali che non esiste in altre giurisdizioni".

I SINDACATI
Il leader della Fiom Maurizio Landini, dopo aver letto le motivazioni della Corte che ha respinto il ricorso di Fiat, ha detto: "Su 2.000 assunzioni non vi era neanche un iscritto alla Fiom Cgil, si trattava quindi di una discriminazione esplicita. Tra l'altro su Pomigliano si era già pronunciato il Tribunale di Torino, e il giudice aveva riconosciuto alla Fiom di poter eleggere le Rsa e di poter fare le assemblee. E' chiaro che non avere neanche un iscritto non permetteva nemmeno di agire questi diritti. Resta il fatto che siamo in presenza di una Fiat che non sta applicando le leggi del nostro Paese". "La sentenza della Corte di Appello di Roma - si legge nella nota Fiom - rappresenta un risultato per tutte le lavoratrici e i lavoratori, conferma che lavoro e diritti non devono essere fra loro contrapposti e che in Italia la Fiat, condannata ripetutamente dai tribunali, deve rispettare le leggi e la Costituzione. La Fiom ringrazia le lavoratrici e i lavoratori di Pomigliano che hanno reso possibile, con la loro determinazione e con la loro generosità, la riaffermazione di un principio: la libertà di poter scegliere il proprio sindacato nei luoghi di lavoro. La Fiom chiede alla Fiat di far rientrare tutte le lavoratrici e i lavoratori non ancora assunti in Fabbrica Italia Pomigliano e si rende sin da ora disponibile a discutere degli ammortizzatori sociali utili per rendere possibile il rientro di tutti, a partire dal ricorso ai contratti di solidarietà".

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Tag: Attualità , produzione , lavoro , torino


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