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Mercato

pubblicato il 19 ottobre 2012

Fiat vuole costruire in Italia le Chrysler per l’America

Marchionne intende sfruttare il buon momento del mercato USA per produrre la Dodge Dart a Cassino, a fianco dell’Alfa Romeo Giulietta

Fiat vuole costruire in Italia le Chrysler per l’America
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Sergio Marchionne ha già espresso da tempo la volontà di cavalcare l’onda positiva di Fiat-Chrysler sul mercato auto americano per salvare la realtà produttiva italiana del gruppo. Anche l’idea di costruire in Italia alcuni modelli destinati al mercato nordamericano non è del tutto inedita, visto che la SUV compatta Fiat/Alfa/Jeep uscirà dai cancelli di Mirafiori. A fare notizia è invece l’ipotesi che in Italia possano essere realizzati altri modelli Chrysler destinati al mercato USA, come ad esempio la Dodge Dart. La compatta berlina americana verrebbe costruita nello stabilimento di Cassino, affiancando le linee produttive da cui oggi esce la sua gemella Alfa Romeo Giulietta. L’anticipazione, riportata da Bloomberg, è stata data da tre persone che la stessa agenzia definisce “vicine alla questione” e riporta la volontà dell’ad Sergio Marchionne di richiedere a questo scopo al governo italiano una tassazione ridotta sui veicoli esportati all’estero.

Marchionne starebbe definendo nei dettagli il programma destinato a riportare a pieno regime i siti produttivi italiani del Gruppo Fiat, depressi da una crisi di mercato che attanaglia l’Europa e che è sfociata nella cancellazione di Fabbrica Italia. Dopo aver assicurato il premier Mario Monti sulla volontà del gruppo Fiat di tornare ad investire in Italia, il manager italo-canadese si prepara quindi ad annunciare ai mercati (entro la fine di ottobre) il nuovo piano di rilancio della fabbrica di Cassino, che al momento opera al 50% della sua capacità produttiva. Questo servirà anche ad alleggerire il carico di lavoro sugli stabilimenti Chrysler in Nord America che entro l’anno raggiungerà il 100%. Costruire le Chrysler anche in Italia significherebbe quindi ottimizzare i flussi produttivi sui due lati dell’Atlantico, sempre che il cambio Euro/Dollaro si mantenga entro limiti economicamente accettabili. Un altro passo atteso da 5.500 lavoratori Fiat è quello relativo allo stabilimento di Mirafiori, dove un ritorno degli investimenti previsti permetterebbe di passare dai 50.000 veicoli prodotti oggi (Alfa Romeo MiTo) ai 280.000 SUV marchiati Fiat, Alfa Romeo e Jeep.

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Tag: Mercato , Fiat , produzione


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