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pubblicato il 19 ottobre 2012

Auto elettriche, attacco ad Obama

Il presidente Usa ha puntato forte sulle elettriche. “Con scarsi risultati”, dicono i nemici

Auto elettriche, attacco ad Obama

Auto elettrica: in piena campagna elettorale Usa, arriva una stoccata pesante nei confronti del presidente americano, Barack Obama, in corsa per la rielezione. Secondo i detrattori, spiega Automotive News che riferisce di un dossier di Bloomberg, avrebbe utilizzato 5 miliardi di dollari provenienti dalle imposte pagate dagli americani per il piano della mobilitàelettrica: un milione di macchine sulle strade Usa entro il 2015. Il problema è che, al momento, le immatricolazioni totalizzate sono state solo 50.000, appena il 5% di quelle programmate. Insomma, un flop. Tanto da spingere il candidato repubblicano Mitt Romney a definire il supporto di Obama alle auto elettriche un esempio di “crony capitalism”: un'eccessiva influenza del mondo degli affari sulle decisioni politiche. Mentre il suo compagno nella corsa alla Casa Bianca, Paul Ryan, s’è spinto oltre, chiedendo che vengano eliminati tutti i contributi per l'energia verde.

PRESTITI NEL MIRINO
Come in ogni battaglia politica che si rispetti, per strappare voti all’avversario, si getta discredito sulle scelte della gestione in corso (in questo caso, quella di Obama): in particolare, nel mirino l'ingente quantità di denaro pubblico erogata sotto forma di prestiti alle Case automobilistiche che costruiscono vetture elettriche negli Usa (1,4 miliardi di dollari alla sola Nissan per il modello Leaf). Criticato anche l’incentivo di 7.500 dollari a chi acquista un modello elettrico. ''I prezzi delle auto elettriche - spiega Jesse Toprak, vicepresidente della divisione analisi di TrueCar.com - sono più alti rispetto a quelli di modelli paragonabili e dotati di motore termico, e sono confrontabili con quelli di auto del segmento premium come la BMW 328''. Parliamo di prezzi per le macchine vendute negli Usa: Ford Focus EV a 39.200 dollari, Chevrolet Volt a 39.200, Nissan Leaf a 36.050 dollari, Toyoya Prius plug in 32.000. Forse, una soluzione è il leasing: ''Utilizzando una Volt per un mese - ha illustrato Toprak - per andare in ufficio e percorrere 34 miglia al giorno ho speso un dollaro di energia al giorno. Quando lo faccio con una normale auto spendo 300 dollari al mese. Se potessi pagare per il leasing della Volt un canone pari a 270 dollari al mese sarebbe lo stimolo perfetto, un'auto che è sostanzialmente gratis''. Che le elettriche non prendano il volo lo confermano le consegne della Volt: 7.671 nel 2011 e 16.348 nei primi 9 mesi del 2012.

MA IN ITALIA APPREZZANO
“Mentre in Italia il Governo, con una tassazione sull’auto senza eguali al mondo, raschia le tasche vuote dei contribuenti, Barack Obama rinnova il proprio sostegno al settore. Anzi, lo ritiene un asset strategico per lo sviluppo del Paese”. Lo ha detto il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi, in merito al recente discorso del presidente americano, in cui ha confermato l’impegno a favore delle tre Case automobilistiche americane che a inizio del suo mandato erano sull’orlo del baratro. Per Pavan Bernacchi, il risultato della politica lungimirante statunitense si è tradotta in 250.000 nuovi posti di lavoro e un mercato ancora più florido rispetto a quattro anni fa. E da noi? Rispetto a quattro anni fa abbiamo registrato un crollo delle vendite del 40%, che ha determinato la chiusura di migliaia di aziende e decine di migliaia di nuovi disoccupati.

I NOSTRI... INCENTIVI
Piovono critiche anche in relazione ai bonus per la macchina a corrente stabiliti dal Governo Monti: "Gli incentivi alle auto elettrica non potranno sostenere la domanda e non funzioneranno perché troppo orientati alle aziende e ai parchi auto aziendali". È il parere di Romano Valente, direttore generale dell'Unrae (Case estere), intervenuto, insieme ad altri esperti del settore, a un incontro sul settore Automotive con i giornalisti dell'Uiga: “Gli incentivi non saranno applicabili perché si chiede alle aziende, per poterne usufruire, di rottamare le vetture del proprio parco auto, solo se vecchie di almeno dieci anni, che, in tutta Italia, sono soltanto 1.600. A questo punto sarebbe stato meglio dirottare le risorse su qualcosa di più utile, dalla riduzione della pressione fiscale agli aiuti all'Emilia''. Pollice verso anche da parte dei giornalisti del settore automotive (Uiga): "In presenza di una forte pressione fiscale che preme sul comparto, per un totale di 8,7 miliardi di euro, questi piccoli incentivi annunciati dal Governo per il 2013 destinati soprattutto alle flotte per l'acquisto di auto elettriche, ibride e a carburanti alternativi, sembrano soltanto un contentino". Infatti, le norme prevedono un fondo di 50 milioni di euro per il 2013 e di 45 milioni annui per i due anni successivi per l’acquisto di un veicolo a basse emissioni e, quindi, non solo di vetture elettriche. Il 70% di questi fondi sarà riservato alla sostituzione di veicoli pubblici o privati destinati all’uso di terzi, o ai veicoli e flotte aziendali. Il resto andrà ai privati. "Così come sono gli incentivi non servono a nulla - ha commentato Gianmarco Giorda, direttore dell'Associazione nazionale filiera industria automobilistica (Anfia) -. Invece di investire i fondi nelle infrastrutture, a fronte di un parco di auto elettriche ancora così esiguo, avrebbe avuto più senso incentivare la ricerca e lo sviluppo sulla componentistica di queste auto".

Autore: Redazione

Tag: Attualità , auto elettrica


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