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pubblicato il 21 ottobre 2012

Pirelli, 140 anni sulla strada

Storia di un marchio che ha segnato il corso dell'industria italiana e dell'automobile

Pirelli, 140 anni sulla strada
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"Piccolo di statura, grande di ingegno e di cuore, era l'ing. Pirelli". Così nel 1946 il figlio Alberto descrisse suo padre Giovanni Battista Pirelli, colui che fondando 140 anni fa la G.B. Pirelli & C. diede vita ad una delle realtà che ha contribuito a rendere celebre e proverbiale in tutto il mondo l'inventiva italiana. Pirelli era giovanissimo quando poco dopo aver ottenuto la laurea si era messo a viaggiare in tutta Europa per saperne di più su un'attività che oggi ci sembra scontato che esista, ma che alla sua epoca era qualcosa di rivoluzionario: l'industria. E se l'industria aveva bisogno di macchine, lui decise di dedicarsi a qualcosa di cui le macchine avevano bisogno: cinghie, raccordi, tubazioni, guarnizioni in gomma, cavi in un materiale, sconosciuto allora in Italia, che si stava facendo strada: il caucciù. Così ad appena 24 anni, il 28 gennaio 1872, fonda a Milano la società in accomandita semplice "G.B. Pirelli & C." che fabbrica articoli in gomma. Un talento alla Zuckerberg si direbbe oggi...

DA MILANO AL MONDO
Nel 1879 la "G.B. Pirelli & C." avvia la produzione di cavi e conduttori per il trasporto di energia elettrica e per le comunicazioni. E' l'epoca del telegrafo e la Pirelli diventa in breve tempo leader mondiale nella posa di reti telegrafiche sottomarine. Ma è anche l'epoca della bicicletta e nel 1890 la società si espande e agli stabilimenti di Porta Nuova e di Ponte Seveso si aggiunge un ulteriore lotto di terreno a Milano: un’area su cui sorgerà una nuova fabbrica per la produzione delle ruote "pneumatiche" per i velocipedi, destinate a sostituire gli anelli in gomma piena. Il primo pneumatico per automobile si chiama Ercole, dal nome del brevetto del 1900 riguardante i massicci talloni che fermavano la copertura sul cerchio: il prodotto-pneumatico restava sempre e soltanto il "Pirelli & C. Milano". La Pirelli è già un realtà di primo piano a livello europeo, dunque nel 1902 inizia il processo di internazionalizzazione, nello spirito del fondatore: nel 1902 apre in Spagna, vicino a Barcellona, il primo stabilimento estero del gruppo, a cui seguono gli stabilimenti di Southampton in Inghilterra (1913), di Buenos Aires in Argentina (1917), di Manresa in Spagna (1924) e di Burton on Trent, in Inghilterra (1928).

1908: NASCE UN MARCHIO MITICO
Ma i primi anni del '900 sono anche gli anni ruggenti dell'automobile e delle grandi imprese che l'automobile ispira. Passa alla storia la Pechino-Parigi del 1907, che viene vinta dalla leggendaria Itala del principe Scipione Borghese. E' la prima vittoria internazionale della Pirelli, che diventerà la gomma dei grandi come Nuvolari, Ascari e Fangio. I successi sportivi donano grande notorietà al marchio e quelli sono gli anni in cui la pubblicità inizia a diventare una cosa seria: così nel 1908 nasce la "P lunga" che rappresenta da allora il logo del gruppo. L'idea nacque a New York dalla necessità del rappresentante Pirelli in quel paese di dare un segno distintivo per differenziare i prodotti Pirelli dalla concorrenza. Erano gli stessi Piero e Alberto Pirelli, i figli di Giovanni Battista Pirelli chiamati nel 1904 a dirigere la società assieme al padre, a utilizzare la P allungata anche nella propria firma: l’idea nacque da quella particolare grafia. Oggi il brand Pirelli è uno dei più noti in tutto il mondo e il suo valore economico è stimato in 2,27 miliardi di euro.

UN DOPOGUERRA RADIOSO
Nel 1922 l'accomandita per azioni Pirelli & C. viene quotata alla Borsa di Milano e nel 1929 alla Borsa di New York: è la prima società italiana a sbarcare sul listino statunitense. Sempre nel 1929 la società costruisce la prima fabbrica in Brasile: è l’inizio dell’espansione di Pirelli nel Paese, mercato fondamentale per il business del gruppo, dove oggi la società conta 5 stabilimenti produttivi. Nel 1932 Giovanni Battista Pirelli se ne va e lascia la conduzione dell'azienda ai figli Piero e Alberto. Poco dopo scoppia il Secondo Conflitto Mondiale, la produzione si ferma e gli stabilimenti milanesi del gruppo vengono fortemente danneggiati. Al termine del conflitto, nel 1946 – dopo un anno di commissariamento da parte del Governo militare Alleato – i figli, Piero e Alberto Pirelli tornano alla guida della società. Riprende la produzione, non solo di gomme e cavi, ma anche della numerosissima serie di articoli che nel frattempo Pirelli ha iniziato a produrre. Come quella delle famose palle di gomma sospesa nel 1939, anche in seguito ai bombardamenti che nel 1943 rasero al suolo il Riparto II specializzato in giocattoli, che riprende nel '52, e dei giocattoli avviata già nel 1902. Nasce la gommapiuma Pirelli e tra i bimbi dell'epoca diventano famosi la bambola Susy (1949), il gatto Meo Romeo (1950) e la scimmietta Zizì (1952), che verranno seguiti da Bambi, Bongo e Pluto prodotti su licenza Walt Disney. Le signore scoprono poi i costumi da bagno in Lastex negli anni '50 e poi in Vyrene nei '60, prendono il sole su materassini e si fanno scorazzare su battelli pneumatici della P lunga: famoso diventerà il Laros degli anni '60. Nel 1965 Alberto Pirelli a 83 anni diventa presidente onorario del gruppo e lascia la presidenza esecutiva al figlio Leopoldo, che rimarrà alla guida dell’azienda per oltre 25 anni.

I PNEUMATICI DELLE VITTORIE
Dopo la guerra inizia l'epoca della motorizzazione di massa, ma il Pirelli Stella Bianca, lanciato nel lontano 1927 come erede dei Pirelli Cord e Pirelli Superflex Cord , fino agli anni Cinquanta rimane l'arma vincente dello squadrone Alfa Romeo nelle corse, la Mille Miglia, la Targa Florio, la Coppa Acerbo, il Gran Premio d'Italia, la Targa Florio... Le ultime vittorie di Alfa e Stella Bianca sono del 1950 e 1951, con 9 Gran Premi in totale firmati da Fangio, Farina e Fagioli. Ma per Pirelli è anche l'epoca dei "passi": lo Stelvio, che venne adottato come pneumatico di primo equipaggiamento dalle Ferrari dell'epoca (Alberto Ascari divenne Campione del Mondo nel 1953 montandolo sulla sua Ferrari 500 F2); il Rolle per la Fiat 600, per la 1100, per la 1400, per la Lancia Appia; il Cisa per la Fiat 500; il Sempione che equipaggia nel 1959 la nuova "ammiraglia" di casa Fiat: la 1800. La scarsità di materie prime in periodo bellico aveva già da tempo spinto i produttori di pneumatici a sperimentare nuovi materiali, come la gomma sintetica al posto della gomma naturale, la fibra di rayon al posto del cotone come materiale di carcassa. Nel 1953 nasce il Cinturato, la gomma che segna l’esordio della tecnologia radiale, che con Fangio a fare da testimonial si avvia a una gloriosa carriera anche nei rally. La sua eredità viene raccolta negli anni '70 dal Pirelli P7, la gomma che inaugura la stagione dei "ribassati" e viene realizzato nel 1972 appositamente per la Lancia Stratos, che con 250 CV ha prestazioni che nessun pneumatico dell'epoca è in grado di supportare. Al Rally delle Quattro Regioni del 1974 Sandro Munari conduce la Stratos alla prima vittoria. Nel giugno 2010, dopo 19 anni di assenza, Pirelli torna in Formula 1 aggiudicandosi la fornitura esclusiva per il 2011-2013.

"THE CAL"
Nel 1964 nasce anche il Calendario Pirelli realizzato nella sua prima edizione da Robert Freeman, il fotografo che immortalerà i Beatles per i loro "magical mistery tour". Fu un successo immediato e oggi che è giunto alla 40esima edizione (il Calendario 2013 firmato dal fotografo Steve McCurry) ogni lancio di "The Cal", come viene chiamato, diventa un grande appuntamento per il jet set internazionale. Anche il calendario più gamoso del mondo ebbe però un momento di crisi: fu nel 1974, quando la sua pubblicazione venne sospesa per i tagli al bilancio imposti dalla crisi del mercato petrolifero. Superata la crisi petrolifera, nel 1984 il Calendario riconquistò le scene grazie al talento di Uwe Ommer che immortala Julie Martin, Jane Wood, Angie Layne e Suzye Ann Watkins nella splendida location dell'isola Eleuthera, nelle Bahamas.

140 ANNI AL QUIRINALE
Pirelli è oggi il quinto operatore al mondo di pneumatici per fatturato, nel 2011 pari a circa 5,65 miliardi di euro, con una capacità produttiva di circa 66 milioni di pezzi. Presente commercialmente in oltre 160 paesi, la società impiega circa 36mila dipendenti e conta 22 siti produttivi di pneumatici in quattro continenti e tredici Paesi. Il fondamentale ruolo dell'azienda milanese per il paese è stato qualche giorno fa riconosciuto anche dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha ricevuto al Quirinale il Presidente e Ceo di Pirelli Marco Tronchetti Provera e tutta la prima linea manageriale di Pirelli in occasione dei 140 anni. "E'stato un grande onore per me e per tutti noi essere ricevuti dal Presidente Napolitano in occasione dei 140 anni dalla nascita della Pirelli", ha dichiarato Marco Tronchetti Provera. "Un compleanno – ha proseguito - che festeggiamo insieme alle 36mila persone che, nel mondo, condividono l'orgoglio di far parte di un gruppo che da oltre un secolo porta ovunque l'eccellenza dell'industria italiana. In 140 anni siamo cresciuti molto. Dal 1872 mettiamo nel nostro lavoro passione e creatività per raggiungere nuovi traguardi, dando concretezza alle idee e alle tecnologie più avanzate e facendo nostro lo sguardo di modernità dimostrato da Giovan Battista Pirelli nel fondare la società all’età di soli 24 anni e dal nipote Leopoldo, che ne ha consolidato la vocazione all'innovazione e alla ricerca. Pensare costantemente al futuro ci consente di portare sulle spalle 140 anni di storia senza sentirne il peso, ma facendo tesoro di tutta l'esperienza che questo comporta. Ed è l'unico modo che conosciamo per interpretare il nostro ruolo e la nostra responsabilità di impresa tra le più radicate nel tessuto industriale del Paese".

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Autore: Redazione

Tag: Retrospettive , pneumatici , anniversari


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