dalla Home

Home » Argomenti » Incentivi auto

pubblicato il 15 ottobre 2012

UIGA sugli incentivi: "Sembrano davvero un semplice contentino"

Il comparto automotive si dice pronto a superare la crisi, ma poco ascoltato dal Governo Monti

UIGA sugli incentivi: "Sembrano davvero un semplice contentino"

Roma rimprovera Roma. Questo week end, in occasione dell'annuale edizione del Premio Auto Europa 2013 dall'Uiga, l'associazione dei giornalisti di settore, le critiche all'esecutivo sono state numerose. Dalla Tavola Rotonda "Green economy e automobile, proposte per rilanciare il Paese", a cui hanno preso parte oltre 80 giornalisti, è emerso che "il comparto automotive, che pesa più di Alcoa e Ilva, è pronto a superare la crisi, ma è poco ascoltato dal governo. Ancora una volta - come si legge nel comunicato dell'Uiga - si è preso atto della situazione del comparto, divenuta ormai insostenibile, complice la pressione fiscale e la crisi dei consumi, e ha preso nuova forza l'invocazione corale a un cambio di rotta del Governo". Secondo l'associazione "in presenza del giogo fiscale che preme sul comparto, per un totale di 8,7 miliardi di euro, i piccoli incentivi annunciati dal Governo per il 2013 destinati soprattutto alle flotte per l'acquisto di auto elettriche, ibride e a carburanti alternativi, sembrano davvero un semplice contentino".

RISORSE DA DESTINARE DIVERSAMENTE
"Si tratta di un intervento sbagliato alla radice - ha detto Gian Primo Quagliano, Presidente Centro studi promotor Gl Events - perché lo stanziamento è risibile e i privati non possono godere dei benefici della rottamazione che vengono invece sorprendentemente assegnati alle imprese... ma le auto più anziane non fanno certo parte dei parchi aziendali". "Stiamo fronteggiando una crisi strutturale che influenza enormemente il consumo - ha aggiunto Romano Valente, Direttore Generale UNRAE -. Per dare un contributo concreto abbiamo esaminato i processi legati all'iter di immatricolazione e alle pratiche d'uso delle vetture: c'è la possibilità di una forte razionalizzazione in virtù della quale si potrebbero trovare risorse da destinare diversamente. Semplificare e ottenere economie di scala potrebbe essere una strada praticabile per iniziare a rimettere in funzione il volano della crescita. Di più se l'economia tradizionale non viene sostenuta, anche la green economy non potrà svilupparsi". Gianmarco Giorda, Direttore Generale ANFIA, ha infine commentato: "Uno dei problemi fondamentali dell'economia 'verde' è il costo dell'energia che in Italia è il 30% in più rispetto all'Europa. In aggiunta, poi, dobbiamo prendere in considerazione i cinque fattori preminenti complici della crisi: il prezzo della benzina, il costo delle assicurazioni, sempre più alto, la tassazione, la stretta del credito e dei finanziamenti alle aziende, il calo della produzione".

E I SOLDI PER LE ETICHETTE DEGLI PNEUMATICI?
Peraltro la nuova legge di stabilità prevede di ridurre ulteriormente la detrazione ammessa per le auto aziendali (20%), e "la spending review - come ha detto Fabio Bertolotti, Direttore Assogomma - risulta penalizzare un altro aspetto fondamentale dell'evoluzione sostenibile del mondo dell'auto: non ci sono infatti le risorse che dovevano essere destinate al controllo sulle nuove etichette in vigore dal primo novembre 2012, non tutelando il consumatore rispetto alla possibilità di imbattersi in etichettature fasulle". In questo scenario aumenta quindi la vendita di auto a GPL e a metano. "L'Italia è il primo Paese in Europa per vetture immatricolate a combustibile gassoso - come ha ricordato Rita Caroselli, Direttore generale dell'Assogasliquidi -; in controtendenza all'andamento generale del comparto, la quota di mercato ha raggiunto l'11,5% nei primi 8 mesi del 2012".

Autore: Redazione

Tag: Attualità , incentivi


Top