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pubblicato il 12 ottobre 2012

Tagli alla spesa: meno luce sulle strade per risparmiare

Lo ha stabilito il governo Monti, ma cosa accadrà sul versante della sicurezza stradale?

Tagli alla spesa: meno luce sulle strade per risparmiare

In piena spending review, arriva una sforbiciata massiccia del Governo, che ha appena approvato il Disegno di legge stabilità 2013 (la ex Finanziaria per capirci): sulle strade, meno luce di notte. Obiettivi: “contenimento della spesa, risparmio di risorse energetiche e razionalizzazione e ammodernamento delle fonti di illuminazione in ambienti pubblici". Il tutto con la spinta del commissario straordinario per la spending review Enrico Bondi. Dopo che il “Disegno” diverrà Legge, un successivo Decreto interministeriale dovrà stabilire "misure di moderazione" dell'utilizzo delle fonti di illuminazione da parte delle Regioni e degli Enti locali, all’insegna della massima efficienza energetica.

SU QUALI PRINCÌPI
Vediamo com’è articolata questa sforbiciata. Anziutto, c’è lo spegnimento dell’illuminazione o l’affievolimento, anche automatico, attraverso appositi dispositivi, durante tutte o parte delle ore notturne. Secondo, è necessaria l’individuazione della rete viaria o delle aree, urbane o extraurbane, o anche solo di loro porzioni, nelle quali sono adottate le misure dello spegnimento o dell’affievolimento dell’illuminazione, anche combinate fra loro. Occorre individuare i tratti di rete viaria o di ambiente, urbano ed extraurbano, o di specifici luoghi ed archi temporali, nei quali, invece, non trovano applicazione le misure al punto precedente. Serve poi capire le modalità di ammodernamento degli impianti o dispositivi di illuminazione, in modo da convergere, progressivamente e con sostituzioni tecnologiche, verso obiettivi di maggiore efficienza energetica dei diversi dispositivi di illuminazione.

E LA SICUREZZA STRADALE?
È un provvedimento molto discutibile. È ovvio che una inferiore luminosità delle strada farà peggiorare la sicurezza stradale, specie per chi va a piedi, in bici e in moto. Gli incidenti saranno più probabili, anche perché non ci si deve dimenticare che un po’ tutti soffrono di miopia notturna, un certo abbassamento della vista di sera; che peggiorerà con l’aumento del buio sulle strade. Sarà anche più facile dileguarsi nella notte per i pirati della strada, che sono in costante crescita in Italia. Occhio: anche altri criminali di vario genere verranno inevitabilmente avvantaggiati dalla minore luce delle strade, potendosi dare alla fuga con maggiore semplicità. Si dovrà poi verificare dove esattamente verranno spente le luci: dove non servono? E allora c’è da domandarsi perché mai finora siano rimaste accese...

BOCCIATURA ASAPS
Dura la reazione dell’Asaps (Amici Polstrada), secondo cui il provvedimento non sarà privo di conseguenze ai fini della sicurezza stradale, col rischio di ridimensionare i pur positivi risultati raggiunti negli ultimi anni. L’incremento del pericolo più elevato sarà proprio per gli utenti deboli, pedoni e ciclisti, cioè quelli che pagano il maggior prezzo da un affievolimento della visuale notturna. L’Asaps ricorda che l’indice di mortalità medio di 1,9 morti ogni cento incidenti, raggiunge i suoi picchi più elevati proprio nelle ore notturne, dalle 22 alle 6 del mattino, con punte che vanno da 2,3 addirittura a 5,7 incidenti mortali ogni cento alle 4 della notte. Nelle ore notturne della settimana si contano 999 vittime su 4.090 (24,4%). “Insomma - concludono gli Amici Polstrada - non vorremmo che per risparmiare sull’energia dovessimo poi pagare un costo maggiore in sanità e stato sociale per conseguenze altamente invalidanti”.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , sicurezza stradale


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