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pubblicato il 11 ottobre 2012

Danno alla persona: lo scontro s’inasprisce

Gli esperti in infortunistica stradale protestano contro il Governo

Danno alla persona: lo scontro s’inasprisce

Non si placa la polemica che riguarda i risarcimenti Rca delle lesioni fisiche. L'Associazione nazionale esperti infortunistica stradale (Aneis) si unisce alla protesta dell’Associazione vittime della strada contro l’applicazione della Tabella ministeriale per risarcimento danno alla persona. La ragione è semplice: sono previste riduzioni di indennizzo, rispetto alle tabelle del Tribunale milanese, tra il 25 e il 50%. Il danneggiato (non parliamo di una lieve ferita, ma di gravissime lesioni, con percentuale d’invalidità fra il 10 e il 100%), che è stato coinvolto senza colpa in un sinistro, si vede riconoscere un rimborso enormemente più basso. Il presidente Aneis, Luigi Cipriano, è perentorio: “L’interesse di profitto delle Assicurazioni, dichiarato come interesse sociale: abbassando il risarcimento del danno alla persona si potranno ridurre le tariffe assicurative. Ma il conto lo pagano le vittime?”. E poi: “Il Governo intende proteggere gli interessi economici delle Compagnie e consentire loro di lucrare sul dolore e sulla sofferenza dei cittadini”.

LA RICHIESTA
L’Aneis, come le Vittime della strada, chiede che la Tabella ministeriale per le macrolesioni, “già considerata ingiusta perché causa di un’iniqua diminuzione dei risarcimenti alle vittime”, venga sostituita con la Tabella del Tribunale di Milano, la cui applicazione presso tutti i Tribunali era stata già indicata dalla Cassazione con sentenza 12408 del 7 giugno 2011. Il problema, secondo l’Aneis, è “la ferma determinazione del Governo all’applicazione delle Tabelle ministeriali, seppure con valori lievemente aumentati rispetto a quelli censurati l’anno scorso, ma ancora di gran lunga inferiori rispetto a quelli delle tabelle milanesi in uso nei Tribunali e condivisi socialmente”. Non è diminuendo l’importo dei risarcimenti che si abbassano i premi delle polizze, sostiene l’Aneis, che aggiunge: “La diminuzione delle tariffe va correlata non ai risarcimenti, ma alla diminuzione degli incidenti stradali e a una seria lotta alle innumerevoli micro truffe effettuate con sinistri simulati. Inoltre, riducendo i risarcimenti per le vittime della strada, alcune Compagnie saneranno i bilanci in perdita per ragioni extra assicurative alla luce delle cronache finanziarie e non solo, facendone pagare il conto alle vittime”.

“PORCHERIE”
È sempre Cipriano dell’Aneis a parlare: “È l’ennesima porcheria al fine di consentire alle Compagnie di ridurre ulteriormente gli importi dei risarcimenti dovuti sia alle vittime della strada che alle vittime della malasanità. In questo modo le Assicurazioni continueranno a offendere e umiliare tutti quei cittadini che avranno la sventura di subire lesioni anche gravissime a causa di terzi”. Ora resta da vedere se il Governo (e tutto sommato anche le Compagnie) resterà indifferente a quest’affondo dell’Aneis, che fa seguito a quello delle Vittime della strada. Senza dimenticare chi fra i primi ha denunciato il problema risarcimenti in Italia, Stefano Mannacio, del Cupsit (patrocinatori stragiudiziali), il quale ha parlato più volte di “scandalo”.

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Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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