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pubblicato il 11 ottobre 2012

L'IVA sale al 22%: in media un'auto costerà 220 euro in più

Ma con la legge di stabilità 2013-15 si prevede anche un aumento del prezzo dei carburanti

L'IVA sale al 22%: in media un'auto costerà 220 euro in più

Il film è quello che gli italiani hanno già visto qualche mese fa con il decreto "Salva Italia": per far quadrare i conti si aumentano tasse e imposte. Come l'IVA, quella che colpisce tutti e che passerà dal 21 al 22% a partire dal primo luglio 2013, mentre quella al 10% salirà all'11%. Tutto ciò appena un anno e mezzo dopo l'ultimo aumento di un punto percentuale. Così ha deciso in una lunga riunione notturna il Consiglio dei Ministri, al termine del quale il premier Mario Monti ha annunciato le misure che verranno prese con l'approvazione della legge di stabilità 2013-2015, ça va sans dire, "come previsto dagli impegni assunti in Europa".

SCONGIURATA L'IVA AL 23%: C'E' DA ESULTARE?
Attraverso la legge di stabilità, fa sapere il comunicato di Palazzo Chigi, è stato evitato l'aumento al 23% previsto dal decreto "Salva Italia". Ma c'è chi crede che ci sia poco da festeggiare, come i concessionari rappresentati da Federauto: "Tutto questo produce disoccupati a ciclo continuo. L’Iva su un telefonino incide pochi euro, su un autoveicolo pesa in media 220 euro per ogni punto. Con questa coltellata alle spalle un cliente pagherà quindi l’auto 440 euro in più rispetto all’era pre-Monti", commenta a caldo il presidente Filippo Pavan Bernacchi. Oltre ai listini che aumenteranno, sull'automobilista che non prevede di cambiare l'auto graveranno comunque i conseguenti aumenti sui carburanti.

LE ALTRE MISURE
La legge di stabilità 2013-15 del Governo Monti prevede comunque anche alcune misure che dovrebbero dimunuire la spesa pubblica e il carico fiscale. Una di queste riguarda le strade ed è la cosiddetta "Spending review sull'illuminazione pubblica" che è stata proposta dall'associazione CieloBuio e che punta a dimezzare la spesa per l'iluminazione, recuperando circa 500 milioni di euro all'anno. L'aumento dell'Iva sarà parzialmente compensato da una riduzione dell'Irpef per le due aliquote più basse: quella del 23% per i redditi fino a 15.000 euro di reddito scende al 22% e quella del 27% (da 15.001 a 28.000 euro) al 26%. Previsti anche a partire dal 2013 anche il varo della Tobin tax, la tassa sulle transazioni finanziarie, l'estensione dell'Imu per gli edifici di proprietà della Chiesa Cattolica non destinati al culto.

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Tag: Attualità , tasse


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