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pubblicato il 5 ottobre 2012

L'auto non è più l'oggetto del desiderio dei giovani

Una ricerca dimostra che i 16-25enni preferiscono gli smartphone e i social network alle quattro ruote

L'auto non è più l'oggetto del desiderio dei giovani

L'auto non è più in cima ai sogni dei giovani. Una ricerca americana, presentata nell'ambito della manifestazione Missione Auto, dimostra che se non si vendono più auto - problemi economici delle famiglie a parte - è anche perchè ragazzi di 16-29 anni preferiscono acquistare smartphone e strumenti che li tengano a contatto con i social network. Questa generazione cresciuta con Internet piuttosto che con l'auto viene chiamata, nel Rapporto Automotive di AlixPartners, "Generazione N", dove N sta per "Neutral about driving", e si contrappone a quella dei "Baby Boomers", ovvero a quella dei nati tra il 1945 e il 1964, che invece sognava l'auto perché sinonimo di libertà. Ormai però questa generazione è anziana e utilizza sempre meno l'automobile e questa tendenza non riguarda solo gli Stati Uniti, ma anche l'Italia, dove i dati sui consumi di auto e di smartphone/social network mostrano segnali che lasciano intuire come un cambiamento in questo senso sia già in atto.

NEGLI USA SEMPRE MENO GIOVANI CHIEDONO L'AUTOMOBILE
Lo studio di AlixPartners mette nero su bianco come in America la domanda di auto da parte dei giovani nati negli anni '90 e 2000 sia in forte calo. Al termine di quest'anno le vendite di vetture negli USA si attesteranno sui 14,3 milioni di unità, mentre nel 2015 quelle di Stati Uniti e Canada non supereranno i 16 milioni. "Complessivamente - si legge nella ricerca - i cambi generazionali sono considerati responsabili fino al 15% della diminuzione della domanda di auto nel Nord America: circa il 13% di questa diminuzione è attribuibile ad un minore uso dell’auto (la maggior parte riferita ai 'Baby Boomers') e circa un 2 % identificata nella tendenza a guidare sempre meno (la maggior parte riferita ai 'Millenials', persone nate tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila e ad altre persone giovani)".

L'ITALIA STA CAMBIANDO: SEMPRE PIU' DIGITALE E MENO MOTORIZZATA
Questo trend è stato confermato in Italia da alcune elaborazioni su dati Google dalla Task Force dell'Automotive, un team di economisti, giornalisti, docenti universitari e manager all’interno di AMOER, Associazione per una Mobilità Equa e Responsabile. Secondo queste elaborazioni ad oggi il 28% degli italiani possiede uno smartphone e di questi il 54% lo usa per collegarsi ai social network, mentre il 75% ci si collega a Internet e il 70% invia email. In generale, il 70% della popolazione è ormai connesso e oltre il 90% dei connessi usa i social networks. Lo scenario che emerge è quindi "digitale" (con l'Italia che è entrata da poco nella top 10 dei paesi con maggior diffusione di Internet), mentre le immatricolazioni sono in calo del 20% circa.

LA DISOCCUPAZIONE FRENA, MA IL PRODOTTO NON ATTIRA ABBASTANZA
Colpa anche della grande disoccupazione giovanile, tuttavia "se rapportiamo questi dati sull’aumento dei consumi digitali con il calo delle visite nelle concessionarie, l’aumento indiscriminato delle tasse sulle quattro ruote e dei costi per il suo mantenimento e con la tendenza ormai diffusa dei maggiorenni a prendere la patente ben oltre i 18 anni - come dice Pierluigi Bonora, giornalista e Presidente di AMOER - appare chiaro come anche in Italia per i giovani nati tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila l’auto non costituisca più una priorità e lo strumento ineludibile di mobilità e libertà individuale". Le case automobilistiche stanno venendo incontro a queste nuove esigenze lanciando modelli sempre più "interattivi", ma sembra che non basti. Piuttosto, ha detto ironicamente il capo della comunicazione di una casa automobilistica estera, "bisognerebbe inventare un tablet con le quattro ruote…". "Per intercettare la ‘Generazione N’ è necessario andarle incontro e condividere gli stessi percorsi, offrendo sul web una vera Agorà dell’Auto", ha detto Gabriele Bordon, Coordinatore della Task Force AMOER, e il sociologo Francesco Alberoni conclude: "L'automobile resta e continuerà ad essere lo strumento più pratico, più comodo, più divertente con cui ogni singolo individuo può spostarsi, quando vuole, con chi vuole, alla velocità che desidera, andando dove gli pare, raggiungendo luoghi dove nessun treno superveloce, nessun aereo o nessuna autostrada virtuale potrà scaricarlo. Questo mi sembra il punto di partenza per pensare al suo sviluppo futuro: il rapporto stretto dell’automobile con il nostro io e la sua infinita duttilità".

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Tag: Attualità , statistiche


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