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pubblicato il 5 ottobre 2012

Infrastrutture: altri 575 milioni di euro

Al via un altro fondo con una dotazione notevole

Infrastrutture: altri 575 milioni di euro

Nome in codice Fondo F2i, che possiamo definire piano per le infrastrutture: la notizia è che avrà una dotazione iniziale di 575 milioni di euro. Il Primo Fondo F2i era stato lanciato nel 2007 dalle principali istituzioni finanziarie del Paese, tra cui la Cassa depositi e prestiti, Intesa Sanpaolo, Unicredit, alcune tra le principali Fondazioni bancarie e due Casse previdenziali; e nel febbraio 2009, aveva toccato 1.852 milioni di euro. Dopo meno di quattro anni, il Primo Fondo ha già impegnato oltre 1.650 milioni, investendo in otto aziende, in settori infrastrutturali chiave quali la distribuzione del gas, gli aeroporti, i servizi idrici, la fibra ottica, le energie rinnovabili e le autostrade.

QUALE STRATEGIA
Creare campioni nazionali nelle reti o network di operatori infrastrutturali, nell'ottica di garantire servizi sicuri per gli utenti e di promuovere efficienza, sviluppo, investimenti e managerialità nelle aziende: è la strategia del Fondo F2i. Che proseguirà il processo di aggregazione e consolidamento nei settori individuati, puntando anche all'ingresso in altri importanti comparti delle infrastrutture italiane. Il Fondo F2i ha un target di collocamento di 1,2 miliardi e si presenta con caratteristiche analoghe al primo: durata 15 anni e un periodo di investimento di quattro anni dal termine ultimo per la sottoscrizione delle quote. È una conferma della vitalità del Sistema Italia e la disponibilità, da parte delle maggiori istituzioni finanziarie italiane, a supportare progetti che puntano a consolidare, ammodernare e sviluppare il sistema infrastrutturale del Paese.

NEWS DA INCUBO
Dopo aver dato notizia della nuova dotazione per le infrastrutture, ci duole mettervi al corrente di una questione davvero triste di corruzione per chi ha a cuore la sicurezza stradale e, in generale, il nostro Paese. Infatti, il Pubblico ministero Luca Turco (Firenze) ha fatto notificare l'invito a comparire a nove nuovi indagati nell'inchiesta sul raccordo autostradale fantasma Prato-Lastra a Signa, mai realizzato e che venne finanziato nel 2006 dalla Regione Toscana con un contributo di 28,9 milioni di euro sul cui impiego sono in corso indagini; s’ipotizza la malversazione ai danni dello Stato. I nuovi indagati sono imprenditori e dirigenti delle società coinvolte nel progetto e si sommano all'ex assessore regionale alle infrastrutture Riccardo Conti (Pd), indagato nella stessa inchiesta per corruzione. I quattrini che la Regione assegnò ai privati per avviare la costruzione della bretella sarebbe finito nelle casse di società private e non sarebbe stato usato per realizzare l'infrastruttura: alcune Imprese avrebbero intascato il contributo per pagare debiti e fornitori ma anche per estinguere finanziamenti bancari. Così, quando la Regione Toscana, nel 2011, decise di recedere dal contratto, il mega contributo non venne restituito...

Autore: Redazione

Tag: Attualità , infrastrutture


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