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pubblicato il 3 ottobre 2012

Trasporto pubblico in sciopero ed in città scoppia il caos: com'è possibile?

Risorse tagliate del 20%, il parco veicoli più vecchio d'Europa e 15 milioni di italiani che hanno bisogno di muoversi: dove sbaglia la politica secondo il presidente di ASSTRA

Trasporto pubblico in sciopero ed in città scoppia il caos: com'è possibile?

Corse a singhiozzo, traffico in tilt e passeggeri intrappolati nei treni, come è successo ieri a Milano. Storie di ordinari disagi, quelli che puntualmente si verificano in occasione di ogni sciopero del trasporto pubblico, un servizio che gli italiani pagano piuttosto caro ma in cambio di un trattamento pessimo. Ma come si arriva a situazioni del genere? "I tagli e la crisi stanno mettendo alle corde il servizio di trasporto pubblico locale del paese. E' ora che le istituzioni, a tutti i livelli di governo, si ricordino di questo settore, che fa muovere 15 milioni di cittadini ogni giorno dentro e fuori le città con bus, tram, metro e treni regionali. Una domanda di mobilità collettiva in crescita esponenziale. La necessità di risparmiare spinge infatti sempre di più i cittadini ad usare i mezzi pubblici e molto meno l'automobile", ha spiegato in occasione dello sciopero del 2 ottobre Marcello Panettoni, presidente di ASSTRA, l'associazione che raggruppa le aziende di trasporto pubblico locale del paese.

Quello che stupisce è che di fronte ad una domanda in crescita in maniera così evidente le istituzioni facciano il contrario di quello che logica vorrebbe: "Il paradosso - continua Panettoni - è che a fronte di questa esigenza la politica ha risposto, negli ultimi due anni, con un taglio che ha portato via il 20% delle risorse a bus , tram e metro e con l'azzeramento di tutti gli investimenti. Il risultato è che l'Italia si ritrova nel giro di pochissimo tempo col parco autobus più vecchio d'Europa (11 anni di anzianità contro 7 anni media europea). Il quadro economico del trasporto pubblico locale comporta necessariamente il taglio delle linee e la riduzione del servizio. In questa situazione è oggettivamente impossibile procedere ad un rinnovo contrattuale che comporti un appesantimento dei costi. Lo sciopero di oggi che manda in tilt la circolazione delle nostre città per 24 ore, è un segnale di un disagio oggettivo, ma noi non possiamo non condannare una modalità di protesta che continua a scaricare sui cittadini i problemi, problemi che invece dovrebbero essere affrontati con urgenza nelle sedi istituzionali". 

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Tag: Attualità , trasporto pubblico , scioperi


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