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Attualità

pubblicato il 3 ottobre 2012

Ponte sullo Stretto: i politici litigano

È acceso lo scontro sui costi dell’opera

Ponte sullo Stretto: i politici litigano

È il sindaco di Firenze Matteo Renzi, nome che circola come potenziale futuro leader della sinistra, a scatenare la polemica sui costi per lo Stato del Ponte sullo Stretto di Messina. Nella sua prima tappa del tour abruzzese per le primarie 2012 del centrosinistra, ha sbottato: “Continuano a parlare dello Stretto di Messina, ma io dico: gli 8 miliardi li dessero alle scuole per la realizzazione di nuovi edifici e per rendere più moderne e sicure''. Immediata la reazione dei primi cittadini di Reggio Calabria, Demetrio Arena, di Villa San Giovanni, Rocco La Valle, e di altri centri del Reggino, che hanno inviato una lettera al Parlamento sulla vicenda dell'iter realizzativo, evidenziando l’importanza del Ponte per lo sviluppo del Mezzogiorno.

QUANTI SOLDI?
E se Renzi parlava di 8 miliardi, i sindaci volano molto più basso: “L’impegno dello Stato è solo di 1,3 miliardi”, un costo che ritengono veramente insostenibile, considerando anche i benefici connessi all’opera. “Senza il Ponte sullo Stretto e senza ciò che la struttura rappresenta per questi territori - spiegano i sindaci nella lettera al Parlamento -, il Mezzogiorno d'Italia sarà escluso da qualsiasi programma di sviluppo nazionale e internazionale". L’obiettivo è che “si sposti il baricentro verso Sud, che il Meridione venga fuori dall'emarginazione e dal disagio, che il futuro proietti verso l'Africa (e non verso Est o Nord Europa) le logiche economiche, che il futuro diventi il Mediterraneo con al centro le sue popolazioni”. Quindi, un richiamo ai secoli di vita dell’Italia: “La storia insegna che vi è un solo modo per distruggere questo futuro: impedire che si realizzi ogni forma di sviluppo e di collegamento, emarginare 'ab origine' oltre ogni limite i territori, distruggere 'nella culla' ogni forma vitale".

STOCCATA FINALE
I primi cittadini poi diventano ancora più decisi: "Pur di non fare il Ponte, i 'detrattori' hanno mosso gli ambientalisti, hanno scomodato la natura, i terremoti, gli uccelli migratori, l'ombra del Ponte. E poi hanno evocato terremoti, tempeste di mare, venti non sostenibili. Hanno elevato il Ponte a simbolo di inutilità e di spreco; hanno scomodato la mafia che invece di essere arginata e sconfitta vedrà incrementare i propri proventi; hanno finanche scritto che distruggerà l'insularità siciliana. Nessuno però si è soffermato sui flussi di traffico provenienti dall'Africa e diretti in Europa e viceversa, sullo scambio di merci, sulla portualità".

PIÙ NO CHE SÌ
Non chiarissima, invece, la posizione del ministro dell'Ambiente Corrado Clini: “La valutazione di impatto ambientale è un documento tecnico e amministrativo, non politico. E prescinde dall'opinione del ministro sul progetto. Si tratta infatti di un atto dovuto il cui iter, una volta avviato, non può essere interrotto. In ogni caso, rimango contrario alla priorità di realizzare il Ponte sullo Stretto rispetto ad altre infrastrutture, che invece ritengo più urgenti”. Insomma, non è proprio un no. Neppure un sì. Semplicemente, il ministro reputa che esistano altre priorità. Ma Jacopo Giliberto, portavoce del ministro Clini, è stato più esplicito: “Non c'è alcuna intenzione di riaprire il discorso sul Ponte sullo Stretto di Messina. Al contrario, il Governo vuole chiudere il prima possibile le procedure aperte anni fa dai precedenti Governi, e per farlo deve seguire l'iter di legge".

Autore: Redazione

Tag: Attualità , ponte sullo stretto


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