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Interviste

pubblicato il 28 settembre 2012

Marchionne perde 15 mila euro ogni Fiat 500 elettrica che vende

“Più ne vendo, più ci perdo”, ha dichiarato l’ad a Parigi parlando a tutto braccio anche dell'ibrido

Marchionne perde 15 mila euro ogni Fiat 500 elettrica che vende

Ormai l’opinione pubblica è abituata allo “stile Marchionne”: quando parla, spesso l’ad di Fiat-Chrysler suscita reazioni e polemiche sia per i contenuti dei suoi interventi che per la forma. Negli ultimi tempi i commenti sui pensieri del manager sono all’ordine del giorno e nelle ultime ore i giornalisti presenti al Salone di Parigi non hanno perso l’occasione per interpellare ancora il numero uno del Lingotto.

IMPEGNATO SU PIU' FRONTI
L’italo-canadese ha infatti parlato della pace fatta con Volkswagen dopo l’incontro con i costruttori automobilistici dell’Acea, risposto a chi gli chiedeva di dare un giudizio sul Presidente del consiglio Mario Monti e sul governatore della Banca centrale europea Mario Monti ed ha affiancato la neo eletta Miss Italia per promuovere la nuova Fiat Panda 4x4.

VOCI DI CORRIDOIO DICONO...
Tra un appuntamento e l’altro siamo riusciti ad intercettarlo mentre con alcuni giornalisti parlava del rapporto tra Fiat e le auto elettriche e ibride. Sintetizzando, Sergio Marchionne ha affemato che il gruppo Fiat-Chrysler presenterà “la prima vettura elettrica sul mercato americano a gennaio del 2013, una macchina che stiamo finalizzando adesso, e andrà in produzione alla fine dell'anno, la 500 Elettrica, che tecnologicamente è valida perché rappresenta il meglio della tecnologia che conosciamo adesso. Questa è una tecnologia che il mercato americano incoraggia e finanzia in maniera sostanziosa , aiutando l'acquisto della vettura perché la macchina è molto costosa”. Continuando, ha poi ricordato come l’azienda italo-americana “perderà 14 mila dollari per ogni vettura venduta, ma lo farà per una serie di obiettivi: primo, addestrare l'organizzazione a gestire il mondo dell'elettrico, che è un mondo particolare; secondo, per soddisfare obbligi imposti dallo stato della California”.

LA GIOIA PER L'ELETTRICO NON E' GIUSTIFICATA
L’analisi di scenario di Marchionne si è poi spostata su questioni strategiche, evidenziando come “il vero problema della tecnologia elettrica è che ora non trova nel mercato una possibilità di essere venduta. Nessuno è disposto a pagarla e parlare di un mondo che adesso non ha realtà commerciale sarebbe la cosa più pericolosa da fare: se ci inventiamo di entrare in un campo tecnologicamente non valido, commercialmente distruggeremmo l'azienda. Posso dire che di tutta questa enfasi, questa gioia che ruota attorno alle vetture elettriche europee non è giustificata. Quest'anno ne abbiamo vendute meno di 700 mila in sei mesi: parliamo di 10-15-20 mila euro di perdita anche con gli incentivi, più ne vendo più ne perdo”.

LE IBRIDE E IL MINISTRO DELL'AMBIENTE
Per quanto riguarda le auto ibride, l’opinione di Sergio Marchionne assume altri toni: “Sappiamo benissimo che per raggiungere il livello di emissioni che sono imposti sull'industria per il 2025, sia dalla parte americana che a livello europeo, dovremo per forza introdurre la tecnologia ibrida.
Questo glielo posso garantire semplicemente per la misura delle vetture che vanno in giro. L’’industria deve andare nel suo insieme in quella direzione, quindi il metodo per arrivarci non è cercare di spingere una soluzione tecnologica che non si vende commercialmente (l’elettrico, ndr), ma di incoraggiare attraverso i limiti di emissioni anche tutta la catena della filiera". Riferendosi al Ministro dell’ambiente Corrado Clini, Marchionne ha proseguito il discorso ricordando che si assume “la responsabilità di quello che è stato fatto anche prima che arrivassi io, cerchiamo di non scaricare barili su altri. Il lavoro è stato fatto in moltissimi campi per esplorare le capacità delle tecnologie ibride di commercializzare il tutto. I lavori di cui parla il ministro (relativi a 70 milioni di euro dati alla Fiat, ndr) sono stati fatti sono stati portati a termine e siamo arrivati alla conclusione che in queste condizioni di mercato, considerando il costo di quella tecnologia, non avremmo mai raggiunto risultati economici e finanziari da poter giustificare l'investimento. Ne ho parlato con il governo sabato scorso quando abbiamo toccato questo interesse per il ministro Clini, che non poteva essere alla riunione, e che io non conosco, ma è un discorso che non ho mai avuto la possibilità di fare con lui direttamente. Gli volevo mostrare un paio di dati che credo siano molto interessanti. Abbiamo investito più di due miliardi di euro negli scorsi tre anni semplicemente per aggiornare la nostra flotta di macchine e sono 5 anni che la Fiat ha il primato in Europa per avere il più basso livello di emissioni di CO2.

FIAT E GLI ALTRI
“Mi pare di capire che l'ibrido non faccia più parte delle vostre prossime considerazioni...” è stata l’osservazione di un cronista. “No”, ha risposto Marchionne, “ma fa parte del piano prodotto, ma solo al momento giusto e nel contesto giusto, quando il mercato lo pagherà e lo richiederà. Cerchiamo di non imporre soluzioni: ci ha provato anche il presidente degli USA Barack Obama con l'elettrico e non ha mai funzionato”. “Ma qui al Salone di Parigi ci sono tante auto ibride...” ha incalzato un altro giornalista. “Quante ne vede? Quante ne vendiamo?” chiede l’ad di Fiat. “Deve vedere il contesto: su un venduto di 13 milioni di vetture, si faccia il calcolo di quante sono ibride. E poi sta parlando di un'industria che sta bucando acqua dappertutto perdendo soldi, vuole che continuiamo ad investire per produrre soluzioni che non danno nessun ricavo commerciale? Lo dovremmo fare come, scusi?”. “Tutte le case lo fanno - risponde il reporter - anche la Volkswagen. Stanno puntando sull’ibrido”. E Marchionne:”ma poi commercialmente vada a vedere i risultati sul mercato. Stiamo parlando del futuro, del 2020-2025, ma il presente eige di sapere se vanno chiusi i libri paga per la settimana successiva. Stiamo confondendo le due agende, una è un discorso strategico di come stiamo sviluppando la Fiat e la Chrysler e l'altro è vedere come arriviamo alla settimana prossima, cerchiamo di non dedurre che ci arriviamo puntando sul 2025”.

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Tag: Interviste , Fiat , VIP


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