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pubblicato il 26 settembre 2012

Marchionne a reti unificate: "l'Italia dell'auto deve puntare sull'export"

"Ma non possiamo fare tutto da soli" e l'ad Fiat chiede una mano a Governo, BCE e Unione Europea

Marchionne a reti unificate: "l'Italia dell'auto deve puntare sull'export"

Un discorso al Lingotto davanti a più di 6.000 dipendenti, ma che a "reti unificate" in videoconferenza ha raggiunto altri 20.000 dipendenti sparsi per le oltre 90 sedi della Fiat in Italia e addirittura quelli di Auburn Hills, il quartier generale americano della Chrysler. Sergio Marchionne ha parlato ai suoi dopo le polemiche di questi giorni scatenate dalla decisione di ufficializzare tramite l'ufficio stampa la fine prematura del piano Fabbrica Italia a cui sono seguiti l'incontro col Governo e le aspre polemiche col "rompiscatole" Della Valle.

ITALIA-USA, ANDATA E RITORNO
Ieri invece Marchionne ha voluto tranquillizzare i suoi e illustrare una strategia che finora non era mai stata spiegata tanto chiaramente: "Abbiamo anche fatto una scelta chiara – quella che ora sta dando i suoi frutti – di allentare il focus sull'Europa e di concentrarci sul Nord America e sull'America Latina". Per Marchionne ora è il momento di "ripensare il modello di business al quale siamo abituati. Dobbiamo renderci conto che, viste le attuali condizioni della domanda di auto e le previsioni degli anni a venire, l'Italia e l'Europa non potranno per noi più essere soli mercati finali. Il loro peso è diventato troppo piccolo. Possiamo e dobbiamo pensare al settore dell'auto in Italia con una logica diversa, orientarlo in modo differente e attrezzarlo perché diventi un importante centro di produzioni per le esportazioni fuori dall'Europa. Nel nostro caso, significa soprattutto verso gli Stati Uniti, oltre che nel resto del mondo".

LE RICHIESTE DI MARCHIONNE
"Noi ci impegniamo a fare la nostra parte, ma da soli non possiamo fare tutto", ha detto l'amministratore delegato del Lingotto in un passaggio del suo discorso che tira in ballo le istituzioni italiane e comunitarie: E' necessario iniziare da subito a painificare azioni, a livello italiano ed europeo, per recuperare competitività internazionale. Azioni che garantiscano una reale flessibilità e certezza del dirittto nelle relazioni industriali. Iniziative che riconoscano la valenza dell'export per il rilancio dell'economia del Paese. Politiche, da parte della Banca Centrale Europea, per facilitare l'accesso al credito".

SULLA CONCORRENZA
Nella polemica con Volkswagen, ma anche con i costruttori asiatici e giapponesi, si è palesato invece il Marchionne presidente dell'ACEA: "E' necessario che la Commissione Europea garantisca condizioni di equità per tutti i costruttori, respingendo quei tentativi – specialmente da parte tedesca – di creare condizioni più favorevoli alla propria industria, a scapito degli altri. Ed è altrettanti necessario che, in sede europea, si valuti con grande attenzione la firma di nuovi accordi di libero scambio, stringendoli solo con Paesi di reale interesse per l'industria, in modo da tutelare e proteggere questo settore".

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Tag: Attualità , Fiat , produzione


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